Sant’Elena, un insetto estinto da 50 anni si posa sulla mano di una scienziata (VIDEO)

Nelle Galapagos dell’Atlantico la fauna autoctona lotta per sopravvivere contro gli invasori portati dall’uomo

[12 febbraio 2016]

Insetto Sant'Elena 1a

Nel Darwin Day vogliamo raccontarvi una storia  successa in quelle che vengono chiamate le Galapagos  dell’Atlantico meridionale: Sant’Elena, un territorio d’oltremare britannico nota per essere il luogo dove è morto in esilio Napoleone Bonaparte, una delle isole abitate più remote del mondo, sperduta tra l’Africa e il Sud America, che ospita ancora un patrimonio biologico unico che ci parla delle meraviglie dell’evoluzione e della sua inaspettata e testarda resilienza.

La fauna e la flora di Sant’Elena si sono evolute in un isolamento estremo e quindi l’isola e gli isolotti nei dintorni ospitano più di 400 specie di invertebrati che non si trovano da nessun’altra parte sulla Terra. Più specie endemiche del Regno Unito e di tutti gli altri territori d’oltremare messi insieme.

Nonostante questo non è certo una cosa da tutti i giorni che un insetto “estinto” 50 anni fa si posi tranquillamente sulla mano di un entomologo , ma è proprio quel che è successo a Liza Fowler, di Bugs on the Brink, che stava effettuando ricerche sul a Sant’Elena quando  una tipula di Basilewsky è entrata dalla finestra e si è posata su di lei. Questo insetto non era stato più visto dai ricercatori dagli anni ‘60.

Dopo la sua scoperta nel 1502, Sant’Elena ha subito una vera e propria devastazione ambientale, soprattutto a causa dell’introduzione di bestiame, organismi invasivi ed abbattimento della foresta. Alcuni invertebrati ti endemici, come la forbicina gigante (Labidura herculeana), l’Aplothorax burchelli  e la libellula Sympetrum dilatatum ) si sono estinti così recentemente che gli abitanti dell’isola se ne ricordano ancora.

La Fowler fa parte di un team che sta facendo ricerche sulla fauna di Sant’Elena  in via di estinzione e ha riscoperto diverse specie che si credevano scomparse dagli anni ’60 e 10 specie nuove specie per Sant’Elena, compreso un ragno tessitore, una falena, vespa parassita e un nuovo scarabeo terricolo.

In una intervista al Daily Telegraph, la Fowler ha detto che «Catturare la tipula di Basilewsky è stato un vero colpo di fortuna, è volata dentro una macchina a High Peak ed è atterrata su di me. Purtroppo la maggior parte dei nuovi insetti non sono notizie così buone per l’isola, in quanto sono invasori provenienti da altri luoghi e potrebbero rivelarsi dannosi per gli insetti, la flora o le coltivazioni autoctoni, ma è un bene che ora sappiamo che ci sono».

Paul Hetherington di Buglife detto ha detto al Mail Online: «L’isola di Sant’Elena è giustamente descritta come le  Galapagos dell’Atlantico e ha la più alta densità di specie endemiche. La catalogazione e la conservazione di queste specie è di immensa importanza per il mondo , chissà che cosa possiamo imparare o anche quale cura in futuro potremmo sviluppare, da queste specie uniche. L’estinzione di qualsiasi specie è un triste atto di accusa degli eccessi di esseri umani, per riscoprire una specie che una volta si pensava estinta è un enorme vantaggio e una grande rivincita per il Back from the Brink project. Forse c’è ancora speranza per la forbicina gigante vista per l’ultima volta nel 1967»’

Il Back from the Brink project  in tre anni punta a conservare e salvare le specie superstiti di Sant’Elena ed è gestito da Buglife, National Trust St Helena, governo di Sant’Elena e Centre for Ecology and Hydrology di  Edimburgo.  Ma quel che resta della fauna e della flora originarie di Sant’Elena lotta per sopravvivere in piccoli frammenti di habitat ancestrale. Gli invertebrati endemici sono predati dalla fauna introdotta dall’uomo  e le piante aliene minacciano di sopraffare l’habitat di Sant’Elena. A devastare la biodiversità originaria dell’isola non sono solo i ratti e topi, ma anche innumerevoli invertebrati introdotti, come i millepiedi e la mantide religiosa che sono diventati sia competitori che predatori della fauna autoctona.

La Darwin Initiative del governo britannico ha finanziato il progetto Bugs on the Brink proprio per porre le basi per la conservazione degli invertebrati a Sant’Elena e i ricercatori stanno lavorando  per  mettere insieme le conoscenze sugli invertebrati terrestri dell’isola;   formare personale locale per la gestione della conservazione degli invertebrati; sviluppare strumenti come  le guide per l’identificazione degli invertebrati autoctonii; contribuire a ripristinare gli habitat originari e il funzionamento degli ecosistemi; insegnare ai bambini delle scuole di San Helena l’importanza di invertebrati; sensibilizzare l’opinione pubblica sugli invertebrati unici s di Sant’Elena.

Gli eredi di Darwin sono, fortunatamente, ancora al lavoro.

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  • St Helena - Bugs on the Brink