Scatta il fermo pesca nel Mar Tirreno, ma per Coldiretti non è la soluzione

Appello alla Regione Toscana: «Pesca sempre con aree nursery off limits per ripopolamento»

[30 settembre 2013]

Dal primo ottobre e per 30 giorni è fermo pesca nel Mar Tirreno per più di 600 pescherecci toscani, quindi, dice Impresa Pesca Coldiretti, «niente pesce locale sulle nostre tavole ma solo prodotti ittici “stranieri” e surgelati, flotta parcheggiata in banchina e marinai a terra».

La pesca toscana, con un migliaio di addetti e poco più di 41milioni di euro di utili in forte calo rispetto al 2011, è da anni in crisi e per i pescatori di Coldiretti «il fermo pesca rappresenta un forzoso black out all’attività ittica e soprattutto al consumo. Lo confermano anche gli ultimi dati Ismea secondo cui nei primi cinque mesi dell’anno si è accusato un vero e proprio crollo dell’acquisto, con un calo del 12% in valore per i prodotti ittici che sale addirittura al 17% per il pesce fresco».

Nonostante il pesce, in particolare quello azzuro, quest’anno e anche in quest’ultimo scorcio di stagione sia stato abbondante, la flotta di pescherecci toscani deve anche fare i conti con le altre marinerie del Tirreno e con un’invasione di pesce straniero durante le settimane di stop.

Questo ha portato Impresa Pesca a chiedere alla Regione Toscana «un nuovo modello di pesca per continuare a salvaguardare gli stock ittici senza però danneggiare le imprese. Un modello di gestione che è possibile e che prevede pesca aperta tutto l’anno ma aree di salvaguardia ben definite e delineate attraverso dati e censimenti di carattere scientifico. Non si parlerà più nemmeno di “fermo biologico”, terminologia che non è mai piaciuta ai pescatori, ma di “riposo biologico”».

Secondo Maurizio Del Chiaro, coordinatore Regionale Impresa Pesca, «questo è un modello di sviluppo attuabile in Toscana che consente da un lato la pesca tutto l’anno alle imbarcazioni evitando interruzioni, dall’altro di tutelare gli stock ittici nelle aree di riproduzione. Il fermo pesca, così come ci è stato imposto, non è la soluzione giusta».

Al Mercato Ittico di Livorno dove il 2 ottobre a partire dalle 10,00 si terrà il primo “Business To Business” organizzato da Impresa Pesca tra le imprese ittiche e i rappresentanti della piccola, media e grande distribuzione, ristorazione, associazioni di consumatori e gruppi solidali di acquisto, i pescatori toscani cucineranno il pescato catturato nell’ultima “battuta” della stagione.

«Da quel momento in poi sulle nostre tavole ci sarà solo pesce surgelato, straniero o di altri mari – conclude Del Chiaro – Uno stop al consumo di pesce locale che possiamo evitare già dal prossimo anno».