Le Scienze botaniche nell’Arcipelago toscano hanno ancora molti segreti da svelare

[4 agosto 2014]

La conoscenza delle ricchezze naturali nelle isole dell’Arcipelago toscano è in continuo divenire, spesso anche con il contributo di tanti appassionati che svolgono un costante lavoro di monitoraggio delle specie vegetali e animali più trascurate; piante e animali che tuttavia svolgono un ruolo importantissimo in termini di servizi ecosistemici o al contrario, possono rappresentare una minaccia perché estranei o alieni del nostro contesto geografico.

Nonostante l’attuale stato delle conoscenze riguardanti la flora delle isole dell’Arcipelago toscano (intesa come l’elenco e la distribuzione delle piante che vivono allo stato spontaneo) può considerarsi soddisfacente, una recente ricerca congiunta (1) tra le università di Pisa, Cagliari e Corte (Corsica) ha consentito di dimostrare ancora una volta quanto le nostre isole abbiano importanti affinità sul piano biogeografico ma anche di anticipare che probabilmente importanti contatti di flore siano avvenuti anche con la Francia meridionale. Lo straordinario patrimonio floristico che ancora non ha smesso di stupirci è dunque il risultato della posizione geografica dell’Arcipelago toscano, a metà strada tra due vecchi “continenti” come la Sardegna e la Corsica e un giovane mondo rappresentato dall’Europa.

Da alcuni decenni, minacce di estinzione come l’urbanizzazione della fascia costiera, l’abbandono delle pratiche agricole e i pericoli insidiosi dovuti all’invasione di specie aliene vegetali e animali, minacciano drammaticamente la flora e il paesaggio dell’arcipelago (2). Infatti, tra le piante a maggior rischio figurano le endemiche costiere e lo zafferano selvatico dell’Elba (Crocus ilvensis) così come molte piante che hanno organi sotterranei particolarmente apprezzati da animali alieni e impattanti come i cinghiali. Tuttavia, anche molte altre piante molto diffuse risultano in rarefazione, accompagnate da una rapida riduzione degli ambienti aperti ospitanti un gran numero di specie vegetali e animali e da una forte ripresa della vegetazione legnosa, che al contrario registra bassi livelli di biodiversità e può rappresentare una banalizzazione del paesaggio. Questi risultati hanno spinto i ricercatori dell’università di Pisa ad attivare una ricerca congiunta (3, 4) con i Royal Botanic Gardens, Kew per comprendere quali siano i principali fattori naturali e antropici che incidono negativamente sulla riproduzione di queste piante, e che possibilmente possano indirizzare future e auspicabili azioni di gestione diretta dei popolamenti vegetali al momento quasi assenti.

Oggi comunicare la scienza al pubblico è diventata una necessità per gli scienziati e un’esigenza per i cittadini. Attualmente persistono difficoltà (soprattutto istituzionali) nella comunicazione della scienze botaniche dal punto di vista ecologico-funzionale, cioè nell’applicazione dei risultati delle ricerche scientifiche in azioni quotidiane di gestione della natura e degli spazi in cui vivono gli esseri umani. Nonostante queste lacune, è doveroso sottolineare la positiva e significativa collaborazione degli appassionati e delle associazioni con il mondo accademico soprattutto attraverso l’utilizzo dei nuovi mezzi (forum, Facebook, ecc.). Questa attività sta offrendo interessanti risultati sul piano floristico, cioè per censire e monitorare la distribuzione delle piante spontanee nell’intero territorio toscano (5).

1)  Bacchetta G., Carta A., Paradis G., Piazza C., Peruzzi L. 2014. “Further insights into the taxonomy of the Silene nocturna species complex (Caryophyllaceae): a systematic survey of the taxa from Sardinia and Corsica”. Phytotaxa 175: 37-44.

2)  Foggi B., Viciani D., Baldini R.M., Carta A., Guidi T. 2014. “Conservation assessment of the endemic plants of the Tuscan Archipelago, Italy”. Oryx: DOI: 10.1017/S0030605313000288.

3)  Carta A., Bedini G., Müller J.V., Probert R.J. 2013. „Comparative seed dormancy and germination of eight annual species of ephemeral wetland vegetation in a Mediterranean climate”. Plant Ecology 214: 339–349.

4)  Carta A., Probert R., Moretti M., Peruzzi L., Bedini G. (2014) “Seed dormancy and germination in three Crocus ser. Verni species (Iridaceae): implications for evolution of dormancy within the genus”. Plant Biology: DOI: 10.1111/plb.12168.

5)  Peruzzi L, Bedini G eds. 2013. Wikiplantbase #Toscana v1.0. http://www.biologia.unipi.it/ortobotanico/FloraToscana/flotos_start.html

di Angelino Carta – dipartimento di Biologia dell’università di Pisa