Scomparso il 90% della più grande colonia di pinguini reali del mondo

Il declino sull’île aux Cochons iniziato alla fine degli anni ‘90, in coincidenza con un grande episodio climatico nell’Oceano Australe legato al fenomeno di El Niño

[31 luglio 2018]

La più grande colonia di Pinguini reali (Aptenodytes patagonicus) del mondo è quella sull’île aux Cochons, nell’estremo sud dell’Oceano indiano, nella riserva naturale delle Terres australes françaises (Taaf), ma ora lo studio “Massive decline of one of the world’s largest pengouin colonies : the king pengouin colony at Ile aux Cochons, Crozet”, pubblicato su Antarctic Science da Henri Weimerskirch e C.A Bost.(Centre d’Etudes Biologiques Chizé, CNRS – Université de la Rochelle), Fabrice Le Bouard (Réserve Nationale des Terres Australes Françaises) e Peter G. Ryan (FitzPatrick Institute of African Ornithology, DST-NRF Centre of Excellence, University of Cape Town)  ha constatato, grazie a immagini satellitari, che in quest’isola dell’arcipelago di Crozet  c’è stato «Un declino di massa dell’88% di questa colonia». E i ricercatori francesi dicono che «Se le cause della loro scomparsa potrebbero essere ambientali, il mistero è totale».

Questa gigantesca colonia di pinguini reali è conosciuta dagli anni ’60 ed è (o meglio era) la seconda più grande colonia di pinguini di tutte le specie del mondo, ma i ricercatori evidenziano che «A causa del suo isolamento e della sua inaccessibilità, non si avevano da decenni stime recenti di questa colonia».

L’ultima spedizione scientifica era sbarcata sull’île aux Cochons nel 1982 e, per misurare i successivi cambiamenti della dimensione della colonia di pinguini reali, i ricercatori francesi e sudafricani hanno utilizzato immagini satellitari ad alta risoluzione. 36 anni fa la colonia ospitava mezzo milione di coppie riproduttive, cioè una popolazione di più di 2 milioni di Aptenodytes patagonicus. Per valutare le superfici occupate dai pinguini reali negli anni ’60 e oggi, i ricercatori hanno misurato sulle immagini satellitari i confini della colonia anno dopo anno e si sono resi conto che «Diminuiscono a vantaggio di una ri-vegetalizzazione. Delle foto scattate da un elicottero durante l’Antarctic Circumpolar Expedition hanno permesso di confermare la riduzione spettacolare della colonia».

In un comunicato congiunto, CNRS, Université de la Rochelle e Réserve Nationale des Terres Australes Françaises sottolineano che  «I risultati indicano che il declino è iniziato alla fine degli anni ‘90, in coincidenza con un grande episodio climatico nell’Oceano Australe legato al fenomeno di El Niño. Questo evento climatico ha colpito temporaneamente le capacità di ricerca di cibo di un’altra colonia situata a 100 km dall’île aux Cochons e ha provocato il suo declino. Così, lo stessi processo potrebbe essere all’opera sull’île aux Cochons. Inoltre, la dimensione di questa colonia la esporrebbe ugualmente al cosiddetto effetto “densità-dipendenza”. In effetti, più una popolazione è grande più la competizione tra gli individui è rude e rallenta la crescita di tutto il gruppo. Gli effetti della mancanza di cibo vengono così moltiplicati e possono provocare un declino rapido e di massa senza precedenti in seguito a un evento climatico come quello degli anni ‘90».

Anche la presenza di malattie è un’ipotesi presa in considerazione, il colera aviario sta decimando attualmente le popolazioni di uccelli marini su altre isole dell’Oceano Indiano, come gli albatros sull’isola di Amsterdam o i pinguini sull’isola di Marion. Ma I ricercatori fanno notare che «Però, tutte queste ipotesi sempbrano insufficienti per spiegare una riduzione di una tale ampiezza», Degli studi sul terreno svolti dai ricercatori del CNRS con l’appoggio dell’Institut polaire français Paul-Emile Victor e in partenariato con l’équipe della Réserve naturelle des Terres australes françaises dovrebbero essere condotti prossimamente per confermare i primi preoccupanti elementi ricavabili dalle immagini satellitari.