Scoperta la seconda popolazione riproduttiva di tigri indocinesi del mondo

Esemplari con cuccioli fotografati in una foresta protetta della Thailandia

[29 marzo 2017]

Buone notizie per le tigri che rischiano l’estinzione: Il Dipartimento di parchi nazionali della Thailandia (Dnp), l’Ong Freeland che combatte il traffico di animali e Panthera, l’associazione mondiale che protegge i  felini selvatici, hanno annunciato che una nuova ricerca scientifica «ha confermato la presenza della seconda  popolazione mondiale riproduttiva di tigri indocinesi e ha fornito la prima prova fotografica dei cuccioli di tigre nella Thailandia orientale».

La Thailandia ha sottolineato che la notizia rappresenta una grande vittoria  per il futuro della tigre indocinese (Panthera tigris corbetti), confermando la prima prova di una popolazione riproduttiva in Thailandia orientale in oltre 15 anni.

Secondo la ricerca, effettuata con foto-trappole che utilizzano il metodo “photographic capture-recapture”  nel Dong-Phayayen – Khao Yai Forest Complex  da Freeland e Panthera, ci sarebbero  0,63 tigri per 100 km2, una densità molto bassa, ma che corrisponde a quella riscontrata in altri habitat dove vivono alcune delle popolazioni di tigri più a rischio del mondo. Freeland, Panthera e Dnp dicono che «I risultati al contrario dimostrano che la specie ha una notevole capacità di recupero, dato il bracconaggio della fauna selvatica e il taglio illegale di palissandro presenti nel complesso, un Patrimonio dell’umanità dell’Unesco». Ma la notizia più significativa è certamente la presenza documentata dalle immagini di cuccioli di tigre in salute. Freeland e Panthera sottolineano che «La riproduzione delle tigri rappresenta una pietra miliare per questo patrimonio mondiale dell’Unesco. Questi e altri risultati ci rendono ottimisti sul fatto che gli sforzi per addestrare ed equipaggiare i rangers nelle aree protette stanno dando risultati».

Il Direttore della Divisione Parchi Nazionali del Dnp, Songtam Suksawang, ha detto che «L’intensificazione dei pattugliamenti anti-bracconaggio e l’azione di contrasto in questa area hanno svolto un ruolo fondamentale nella conservazione della popolazione di tigri, garantendo loro un ambiente sicuro per riprodursi. Tuttavia, dobbiamo restare vigili e continuare in questi sforzi, perché i bracconieri ben armati costituiscono ancora una grave minaccia».

La nuova popolazione di tigri indocinesi scoperta nel Dong-Phayayen Khao Yai Forest Complex  sarebbe riuscita a sopravvivere al fortissimo bracconaggio grazie alla precoce istituzione dell’Area protetta. Per  più di un decennio, Dnp e Freeland hanno vigilato sulle tigri nella Thailandia orientale e hanno addestrato i ranger con per proteggerle dopo che altri avevano rinunciato all’idea che nell’area ci fosse qualche tigre. Il presidente di Freeland, Kraisak Choonhavan, ha sottolineato che «L’esistenza di tigri qui è stata spesso messa in dubbio, ma queste recenti ricerche stanno dimostrando la sua importanza come area non solo a livello nazionale, ma regionale e internazionale. E’ fondamentale continuare con i grandi progressi compiuti dal governo tailandese per rafforzare in prima linea la protezione delle tigri. Fino a quando continuerà il commercio illegale, le tigri avranno bisogno di protezione. Il contrasto del traffico di fauna selvatica inizia alla fonte. Ecco un progetto moderno che ha contribuito a mettere insieme i rangers e la polizia che dovrebbe  essere replicato in tutti gli altri Paesi dell’areale della tigre, per fare in modo che queste popolazioni possano recuperare».

John Goodrich direttore senior del Tiger Program di Panthera, ha detto che «La straordinario ritorno delle tigri della Thailandia orientale è a dir poco miracoloso, è una vera e propria testimonianza dell’impegno del Dnp per salvare la sua più preziosa risorsa naturale. Cosa ancora più rinvigorente, il World Heritage Forest Complex della Thailandia ospita il primo habitat forestale che, con notevoli risorse della conservazione, potrebbe sostenere 8 volte il numero di tigri di quelle che ci sono oggi. Continuando con una rigorosa protezione anti-bracconaggio, non c’è dubbio che questa popolazione può essere completamente recuperata, trasformandola in una roccaforte della tigre e che servirà come fonte di vita e diversità per  le popolazioni impoverito di tigri in Cambogia, Laos e in tutto l’areale della specie».

Si stima che oggi in Thailandia e Myanmar. Vivano solo 221 tigri indocinesi. Nell’Huai Kha Khaeng Wildlife Sanctuary della Thailandia, dove l’amministratore delegato di Panthera, Alan Rabinowitz lavora con i grandi felini dagli anni ‘80, vive il gruppo più grande di tigri dell’area: 35 – 38 individui, e l’unica altra popolazione riproduttiva di tigri indocinesi.

Gli scienziati temono che le tigri siano quasi estinte nel sud della Cina e in Cambogia, Laos, Vietnam e in gran parte del Myanmar.  Il bracconaggio e il commercio illegale della fauna selvatica rappresentano la più grave minaccia per la sopravvivenza della tigre, il cui numero in natura si è ridotto dai 100.000 individui di un secolo fa ai 3.900 di oggi.