E il Geckolepis maculata non è quel si credeva quando è stato scoperto 150 anni fa

Scoperta in Madagascar una nuova specie di geco che si spella per fuggire ai predatori

Il Geckolepis megalepis ha scaglie enormi che si staccano e lo lasciano nudo

[9 febbraio 2017]

Nello studio “Off the scale: a new species of fish-scale gecko (Squamata: Gekkonidae: Geckolepis) with exceptionally large scales” pubblicato su PeerJ,  un team di ricercatori tedeschi, statunitensi rivela la scoperta di una nuova specie di geco del genere Gekolepis che vive  negli Tsingy, formazioni calcaree nel nord del Madagascar.

I  Gekolepis, chiamati gechi dalle squame di pesce, sono piccoli sauri arborei e notturni endemici del Madagascar e delle Isole Comore, sono dotati di grandi scagli che si staccano via facilmente, così i predatori restano con la bocca piena di “squame” mentre i gechi fuggono via.

di lasciare brandelli di pelle al minimo tocco e, mentre le altre specie di gechi rigenerano lentamente la pelle strappata dagli attacchi dei predatori. i  Gekolepis possono rigenerare le loro scaglie molto più rapidamente, senza cicatrici, il tuto nel giro di poche settimane. Il “nuovo” geco, che i ricercatori hanno chiamato Geckolepis megalepis sembra aver portato alle estreme conseguenze queste capacità: è un grado di perdere completamente la pelle, di restare “nudo” e di riuscire a sopravvivere rigenerandola completamente.

Mark Scherz dello Zoologische Staatssammlung München e i suoi colleghi spiegano che «Il Geckolepis megalepis è la prima specie di  Geckolepis  descritta in 75 anni ed è stato 123 anni fa quando era stata descritta l’ultima delle specie attualmente riconosciute». Questo singolare geco vive nei calcari carsici di Ankarana, ha la pelle ricoperta dalle più grandi scaglie note per qualsiasi specie di geco e vengono via con una facilità eccezionale, insieme al resto dell’epidermide.

Gli autori dello studio ipotizzano che le scaglie più grandi si strappano più facilmente di quelle più piccole, grazie alla loro maggiore superficie rispetto alla zona di attacco e alla superficie di attrito più grande.

Scherz  sottolinea: «Però, quel che è veramente notevole è che queste scaglie – che sono davvero dense e possono anche essere ossee e devono essere energicamente abbastanza costose da produrre – e la pelle sotto di loro si strappano via con tanta facilità e possono essere rigenerate in modo rapido e senza una cicatrice».

Osservando gli scheletri dei gechi Geckolepis , Scherz e il suo team hanno identificato alcune caratteristiche del cranio che distinguono il Geckolepis megalepis da tutti gli altri: «Con i Geckolepis  bisogna pensare un po’ fuori dagli schemi. La loro identificazione è un incubo. Così ci siamo rivolti alla micro-tomografia computerizzata (micro-CT) per definire i loro scheletri e cercare di identificare le loro caratteristiche».

Ma, mentre paragonavano la nuova specie agli altri Geckolepis,  gli scienziati hanno avuto una grossa sorpresa: Geckolepis  maculata, una specie denominata 150 anni fa, ha un lignaggio genetico diverso da quello che le era stato attribuito. Scherz conclude: «Questo è tipico solo dei Geckolepis . Tu pensi di avere la soluzione, ma poi ottieni un risultato che trasforma le ipotesi che avevi in testa. In realtà, non abbiamo ancora idea di cosa sia davvero Geckolepis maculata: siamo solo sempre più certi di cosa non è».