E’ già a rischio estinzione per la riduzione dell’habitat e l’introduzione di scoiattoli grigi e variabili

Scoperta una nuova specie di mammifero italiano: lo scoiattolo meridionale

Lo Sciurus meridionalis vive in Calabria e Basilicata

[24 febbraio 2017]

Sembra incredibile, ma nel XXI secolo in Italia è ancora possibile scoprire una nuova specie di mammiferi, cioè la classe di vertebrati più conosciuta al mondo. La scoperta è stata realizzata da Lucas A. Wauters, Damiano Preatoni, Adriano Martinoli (università degli studi dell’Insubria), Giovanni Amori (Cnr – Università La Sapienza), Gaetano Aloise (università della Calabria),  Spartaco Gippoliti (Società italiana per la storia della fauna “G. Altobello”), Paolo Agnelli (Università di Firenze), Andrea Galimberti e  Maurizio Casiraghi (università degli studi di Milano-Bicocca) che ne resi noti i risultati nello studio “New endemic mammal species for Europe: Sciurus meridionalis (Rodentia, Sciuridae)” pubblicato su  Hystrix, the Italian Journal of Mammalogy, la rivista dell’Associazione teriologica italiana.

Grazie a un approfondito studio genetico, morfologico ed ecologico, il team di ricercatori italiani, ha scoperto che «le popolazioni di scoiattolo presenti in Calabria e Basilicata – che già dal 1900 erano state riconosciute come “peculiari” al punto tale da considerarle come una sottospecie dello scoiattolo comune europeo – appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo».

I ricercatori dell’Unità analisi e gestione delle rrisorse ambientali del  gruppo di ricerca Guido Tosi del Dipartimento di scienze teoriche e applicate dell’università dell’Insubria, che hanno coordinato lo studio, spiegano che «Lo scoiattolo meridionale, (il suo nome scientifico è Sciurus meridionalis), è “parente stretto” dello scoiattolo comune europeo, detto anche scoiattolo rosso, (Sciurus vulgaris) che è presente in tutto il resto d’Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Questa nuova specie ha una caratteristica colorazione nera con il ventre bianco, a differenza dello scoiattolo comune europeo che ha una colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro.

Martinoli che lavora insieme a Damiano Preatoni e Lucas Wauters nell’Unità di analisi e gestione delle risorse ambientali dell’Università dell’Insubria, sottolinea che «Il lavoro in gruppo, unendo diverse competenze, approcci e capacità, è ormai un passaggio obbligato se si punta a ottenere risultati di buona qualità, garantendo inoltre il valore aggiunto di un continuo confronto e di fatto di un permanente controllo critico delle attività». Martinoli, Wauters e Preatoni aggiungono: «La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici, che hanno consentito ai ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare, di giungere alla pubblicazione del lavoro, per altro su una rivista scientifica del settore teriologico (la teriologia è la scienza che studia i mammiferi), Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia, competendo con le riviste delle grandi multinazionali mondiali dell’editoria, certamente un ulteriore motivo di vanto per il nostro Paese e per la comunità scientifica nazionale dei teriologi e per l’Associazione teriologica italiana che è l’editore della rivista, completamente open access».

Ma il “nuovo” scoiattolo italiano evidenzia anche un altro aspetto:  «Purtroppo  – dice Martinoli –  la scoperta della nuova specie che risulta essere un endemismo dell’Italia, ovvero una specie presente soltanto nel nostro Paese, una “esclusiva” tutta italiana, ci spinge anche a evidenziare che la specie potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall’uomo, come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall’uomo».

Il team di ricercatori italiani è convinto che, nonostante «una partenza in salita per questa nuova specie “made in Italy” di scoiattolo» i presupposti lasciano ben sperare: «La Penisola italiana ospita infatti più di 58.000 specie animali note, tra i quali circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell’Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani. Un patrimonio unico di biodiversità che dovremmo diventare capaci sempre più di percepire e valorizzare».