Scoperta una nuova specie di coccodrillo africano. Era nascosta in bella vista

Ma la “vecchia” specie è sull’orlo dell’estinzione: ne restano 500 esemplari

[26 ottobre 2018]

Mentre studiava il coccodrillo dal muso stretto africano (Mecistops cataphractus) a rischio estinzione, un team di ricercatori statunitensi ha fatto una scoperta sorprendente: quella che pensavano fosse una specie in realtà sono due. A rivelarlo è lo studio “Systematic revision of the living African Slender-snouted Crocodiles (Mecistops Gray, 1844)”, pubblicato su Zootaxa, che solleva dubbi sul fatto che le attuali iniziative per la salvaguardia di un coccodrillo a rischio estinzione siano sufficienti a proteggere quelle che si sono rivelate essere due specie.

Il il coccodrillo dal muso stretto africano è di taglia media, vive in habitat di acqua dolce e, come suggerisce il nome, ha un muso lungo e slanciato. Quando gli scienziati hanno analizzato il DNA e le caratteristiche fisiche dei coccodrilli  che vivono in natura e in cattività in 6 Paesi africani, hanno trovato due distinte specie di coccodrilli dal muso stretto: il Mecistops cataphractus endemico dell’Africa occidentale e la “nuova specie” che è stata chiamata coccodrillo dal muso stretto dell’Africa centrale (Mecistops leptorhynchus), si tratta della prima nuova specie vivente di coccodrilli dal muso stretto è stata scoperta e denominata da circa 85 anni.

Il ccodrillo dal muso stretto dell’Africa occidentale ha squame più grandi, più pesanti e una pelle più ruvida di quello dell’Africa centrale, nel quale non sono presenti anche delle creste ossee che ha invece il suo parente occidentale.

Ma le differenze principali e più significative sono genetiche: lo studio dimostra che i due coccodrilli dal muso stretto si sono separati più di 8 milioni di anni fa, quando sono sorti i vulcani che occupano l’attuale Camerun, creando montagne invalicabili che hanno diviso in due l’areale dell’antenato comune del Mecistops cataphractus e del Mecistops leptorhynchus, interrompendo il flusso genico tra due popolazioni che da allora non si sono scambiate i geni. Questo isolamento ha portato le due specie a divergere e ora alcuni geni importanti differiscono di oltre il 5%.

Il principale autore dello studio, Matthew Shirley del Tropical Conservation Institute della Florida International University sottolinea che «Riconoscere che il coccodrillo dal muso stretto è in realtà composto da due specie diverse è motivo di grande preoccupazione per la conservazione. Stimiamo che trovano in Africa occidentale vivano solo il 10% dei coccodrilli dal muso stretto,  diminuendo fortemente la loro popolazione del 90%. Ciò rende il coccodrillo dal muso stretto dell’Africa occidentale una delle specie di coccodrilli più a rischio in tutto il mondo». Secondo questi calcoli, nel mondo sarebbero rimasti in natura solo 500 coccodrilli dal muso stretto dell’Africa occidentale.

E Shirley e il suo team di cui fanno parte anche ricercatori delle università della Florida e dell’Iowa hanno ragione ad essere preoccupati: già nel 2014 la Lista Rossa dell’Iucn  elencava i coccodrilli dal muso stretto tra le specie in pericolo di estinzione. Questi rettili sono minacciati dalla perdita del loro habitat, dalla caccia per mangiare la loro carne e dalla pesca eccessiva che ha fatto diminuire le loro prede e che rappresenta un pericolo per le reti nelle quali i coccodrilli si impigliano e annegano.

Alla Florida International University spiegano che «A prima vista, i coccodrilli dal muso stretto dell’Africa occidentale e dell’Africa centrale sembrano abbastanza simili. Oltre alle differenze nel loro DNA, gli scienziati hanno trovato differenze nella forma e nelle squame del cranio che sostengono fortemente l’esistenza di due specie. I coccodrilli dal muso stretto sono sottostimati e sottorappresentati nei programmi di conservazione. Descritti per la prima volta nel 1824, vivono in aree molto remote e hanno scarse interazioni con le persone. Si mimetizzano per predare e cercano rifugio dai loro potenziali predatori in corpi idrici fortemente vegetati. Sono anche incredibilmente timidi. Trovare i coccodrilli per esaminarli e raccogliere campioni di DNA in natura è stata a lungo una sfida».

Le ultime scoperte Shirley  avranno importanti implicazioni per la comprensione dell’evoluzione e della bidiversità e la conservazione dei coccodrilli. I ricercatori evidenziano che »Le politiche di conservazione richiedono un’accurata denominazione delle specie e la valutazione dei numeri della popolazione. Il futuro del coccodrillo dal muso stretto dell’Africa occidentale dipenderà probabilmente dal successo dei programmi di riproduzione in cattività e di reintroduzione».

Shirley aggiunge: «Speriamo che questa migliore comprensione dell’evoluzione e della tassonomia del coccodrillo dal muso stretto richiami l’attenzione tanto necessaria sulla situazione di questa specie, che è stata a lungo riconosciuta come il coccodrillo meno conosciuto al mondo».

Questa non è la prima volta che i ricercatori hanno scoperto specie di coccodrilli criptiche  nascoste in bella vista. Fino a poco tempo fa, in Africa erano riconosciute solo tre specie di coccodrilli: coccodrilli nani (Osteolaemus tetraspis), i coccodrilli del Nilo 8 (Crocodylus niloticus) e i coccodrilli dal muso stretto. La ricerca, che combina l’analisi del DNA e l’analisi dell’aspetto esteriore ha rivelato l’esistenza di due specie di coccodrilli del Nilo e di tre specie di coccodrilli nani.

Shirley conclude: «Dall’analisi dei dai coccodrilli nani e del Nilo sapevamo che qualcosa stava cambiando, così abbiamo deciso di vedere se qualcosa di simile stava accadendo con i coccodrilli dal muso sottile. Il mio obiettivo non era quello di descrivere una nuova specie. Abbiamo deciso di esaminare le prove e capire meglio questi sfuggenti coccodrilli».