Scoperta una “nuova” specie di mammiferi sopravvissuta all’estinzione dei dinosauri

Un fossile trovato da una studentessa potrebbe riscrivere la storia primordiale dei mammiferi

[5 ottobre 2015]

Kimbetopsalis simmonsae

Neanche nei suoi sogni più arditi Carissa Raymond, una studentessa dell’Università di Nebraska-Lincoln, si sarebbe probabilmente immaginata che, alla sua campagna di ricerca di fossili nel 2014, si sarebbe imbattuta in una specie di mammiferi precedentemente sconosciuta che viveva  circa 65 milioni di anni fa. Né tantomeno che la sua scoperta sarebbe finita nello studio “A new taeniolabidoid multituberculate (Mammalia) from the middle Puercan of the Nacimiento Formation, New Mexico, and a revision of taeniolabidoid systematics and phylogeny” pubblicato sullo Zoological Journal of the Linnean Society dal team di ricercatori statunitensi e britannici del quale è entrata a far parte.

Quiello che ha scoperto Clarissa  è stato chiamato Kimbetopsalis simmonsae, ed appartiene ai multitubercolati, che erano tra i mammiferi  più abbondanti e tassonomicamente diverse del tardo Mesozoico e il Paleocene, e che raggiunsero il culmine della loro diversità e dimensioni corporee   nel Paleocene. Il Kimbetopsalis simmonsae è sopravvissuto all’estinzione dei dinosauri e i resti di questa grande creatura, un erbivoro simile ad un roditore, o meglio a un castoro,  ci forniscono alcuni indizi su come i mammiferi abbiano “sostituito” i dinosauri quando si estinsero.

Il principale autore dello studio, Stephen Brusatte dalla School of GeoSciences dell’università di Edimburgo, ha spiegato alla BBC News che quando la Raymond  trovò il fossile a Kimbeto Wash, nel  San Juan Basin  del New Mexico, «Ci rendemmo conto abbastanza rapidamente che quello era un tipo completamente nuovo di mammifero che nessuno aveva mai visto prima».

I ricercatori hanno subito notato che i denti dell’animale erano specializzati per masticare le  piante, con file complicate di cuspidi sul retro e incisivi nella parte anteriore per rosicchiare. Questo gruppo di mammiferi ormai estinti, conosciuti dalla scienza come multituberculati, viveva a fianco dei dinosauri durante il Giurassico ed ha prosperato per più di 100 milioni di anni fino a quando  probabilmente furono sostituiti dagli attuali roditori.

Brusatte sottolinea che «Durante il Giurassico questi animali erano tutti piuttosto piccoli. Poi la caduta di asteroidi, spazzò  via i dinosauri e improvvisamente – in termini geologici – questo gruppo di animali  ha cominciato a proliferare e a diventare più grande. Ecco come è iniziata l’ascesa dei mammiferi che, in realtà, ha avuto come  risultato finale che oggi noi siamo qui».

Secondo i ricercatori, queste ed altre scoperte di mammiferi nel nuovo mondo stanno completando il puzzle che ci permette di capire come i mammiferi siano riusciti a cavarsela durante gli eventi che portarono all’estinzione dei dinosauri. «Moltissimi  mammiferi morirono, ma questo gruppo è quello che è riscito a passarsela  abbastanza bene. Letteralmente, un giorno il mondo è cambiato.Quell’asteroide cadde e improvvisamente i dinosauri vennero spazzati via. Sembra che i mammiferi stessero aspettando il loro turno e, non appena i dinosauri scomparvero, prosperarono».

Non si sa molto dei mammiferi multituberculati, ma è certo che  non sono gli antenati dei mammiferi esistenti. I loro fossili, si trovano soprattutto in Nord America e in Asia, e di solito comprendono solo i denti, i crani e le mandibole, fornendo agli scienziati pochi indizi su come si muovevano o si riproducevano.

«E’ raro per chiunque di trovarne uno – dice Thomas E. Williamson, curatore del Museum of Natural History and Science del New Mexico –  Vorrei averlo trovato io». A volte anche i grandi ricercatori possono avere una punta di invidia per una giovanissima ricercatrice che potrebbe riscrivere la storia primordiale dei mammiferi sopravvissuti ai dinosauri e le remotissime pagine dell’evoluzione che hanno portato agli esseri umani.