Scoperte due nuove specie di piccoli primati in Indonesia

I due minuscoli tarsi vivono a Sulawesi. Ma la regione è in piena crisi della conservazione

[9 maggio 2017]

In Indonesia sono state scoperte due nuove specie di tarsi, piccoli primati notturni che vivono  solo in alcune aree  del sud-est asiatico. Ne da notizia nello studio  “Two New Tarsier Species (Tarsiidae, Primates) and the Biogeography of Sulawesi, Indonesia” pubblicato su Conservation Primate un team di ricercatori statunitensi, indonesiani e australiani che sottolinea la somiglianza di questi nostri lontanissimi antenati, dotati di occhi incredibilmente grandi e di  orecchie prominenti, co Yoda del  film “Star Wars”.

Secondo Bruno Vander Velde, direttore editoriale di Conservation International, questa scoperta fornisce una nuova speranza per i futuri sforzi di conservazione della foresta in una delle regioni con la maggiore biodiversità al mondo.

Uno degli autori dello studio, Russ Mittermeier, un primatologo di Conservation International (CI) e dell’ Iucn Ssc Primate specialist group, sottolinea che «Queste due nuove specie sono l’80esimo e l’81esimo primati nuovi per la scienza descritti dal 2000:  questo rappresenta circa il 16% di tutte le specie di primati conosciute ed è indicativo di quanto poco sappiamo della biodiversità unica e meravigliosa del nostro pianeta. Se non abbiamo ancora certezze sulla biodiversità nostri parenti viventi più vicini, che in confronto sono relativamente ben studiato, immaginatevi quanto abbiamo ancora da conoscere sul resto della vita sulla Terra».

Saranno anche nostri parenti, ma i tarsi sembrano davvero usciti da un film di fantascienza: «Un adulto  pesa circa quanto un panetto di burro – spiega Vander Velde – I suoi enormi occhi, ognuno grande  come il suo cervello, sono i più grandi rispetto alle dimensioni del corpo di qualsiasi mammifero e le loro orbite sono fisse. (Utilmente, i tarsi possono girare la testa per più di 180 gradi in entrambe le direzioni, come una civetta.) Queste creature con  lunghe gambe e una  lunga coda  possono saltare fino a 3 metri con un solo balzo. Cosa rara tra i primati, sono completamente carnivori, mangiano solo cibo vivo», soprattutto insetti, ma non disdegnano lucertole e nidiacei di uccelli.

Le due nuove specie sono state scoperte nella “coda” settentrionale di Sulawesi, un grande isola dell’indonesia a forma di orchidea isola ed è stato dato loro il nome scientifico di Tarsius spectrumgurskyae e tarsius supriatnai, in onore degli eminenti scienziati: Sharon Gursky, un’esperta di tarsi della Texas A & M University, e Jatna Supriatna, un professore di biologia dell’Università dell’Indonesia ed ex direttore di CI Indonesia.

Le due nuove specie di tarsi sembrano simili  tra loro e agli altri tarsi, ma sono invece due specie distinte come dimostrano sia i loro richiami che i dati genetici.

La scoperta dei due nuovi tarsi porta a 11 le specie di questi primati scoperte a Sulawesi e nelle isole circostanti, ma il Wwf avverte che ciò che resta delle grandi foreste che ricoprivano Sulawesi è gravemente frammentato e privo di corridoi ecologici. Secondo gli autori dello studio, la loro ricerca mette in evidenza la «crisi della conservazione» nell’intera regione: nel 2014 l’Indonesia ha avuto il poco ambito primato del Paese con il maggio tasso di deforestazione del mondo che riguarda anche habitat che ospitano specie endemiche uniche, compresi gli oranghi e i rinoceronti e le tigri di Sumatra. Il rischio maggiore che corre la biodiversità indonesiana è dovuto alla rapida espansione di un’agricoltura intensiva insostenibile.

Il principale dello studio, Myron Shekelle, un antropologo della  Western Washington University, ha detto a Mongabay: «Sulawesi, come molte regioni dei tropici, sta affrontando una crisi della conservazione. La grande differenza tra Sulawesi e altrove è che a causa della complessa storia geologica dell’isola, abbiamo probabilmente sottovalutato la vera diversità delle specie di un ordine di grandezza od oltre. Così, ogni volta la perdita di habitat provoca l’estinzione di ciò che si potrebbe pensare fosse una specie, il numero effettivo delle estinzioni potrebbe essere 10 volte maggiore di quel che pensiamo.  Per la consapevolezza della conservazione, i primati, come queste due specie di tarsi, sono come navi ammiraglie. Quindi, se conserviamo  l’habitat di queste due specie di conseguenza, lo avremo conservato anche per la miriade di altre specie di piante, insetti e tutto il resto che nessuno ha il tempo, denaro, o l’interesse per studiarle, ma che un giorno per noi potrebbero avere lo stesso valore, forse perché forniscono un farmaco per curare il cancro dei nostri bambini, o forse solo perché stimiamo il tutto come una parte della rete della vita alla quale noi stessi  siamo collegati».

Secondo Shekelle le nuove specie sono probabilmente classificabili come vulnerabili nella Lista Rossa Iucn delle specie in via di estinzione, ma, vedendo la distruzione avanzata degli habitat in cui vivono,  le due specie potrebbero già essere classificabili come specie in pericolo di estinzione.