Scoperte 441 “nuove” specie in Amazzonia

Scoperte: la scimmia che fa le fusa e il piranha vegetariano [PHOTOGALLERY]

Quattro anni di spedizioni scientifiche trovano centinaia di animali e piante prima sconosciute

[24 ottobre 2013]

Negli ultimi 4 anni, nella vasta e poco esplorata foresta del rio delle Amazzoni, sono state “scoperte” almeno 441 nuove specie di animali e piante. Tra queste una elusiva e colorata lucertola della Guyana (Gonatodes timidus), un piranha vegetariano (Tometes camunani) scoperto nel Parà, in Brasile, una rana in miniatura (Allobates amissibilis) che vive in Guyana ed una scimmia che fa le fusa come un gatto (Callicebus caquetensis) trovata nell’Amazzonia colombiana.

Le scoperte sono state fate da un numeroso team internazionale di scienziati e catalogate per la prima volta dal Wwf che ha messo in fila 258 piante, 84 pesci, 58 anfibi, 22 rettili, 18 uccelli ed un  mammifero prima sconosciuti alla scienza. Questo lista non comprende nemmeno le innumerevoli scoperte di insetti e altri invertebrati. Il Wwf Uk presenta alcune delle specie più notevoli scoperte:

La scimmia titi Caqueta o Callicebus caquetensis, è una delle circa 20 specie di scimmie titi, che vivono tutte nel bacino amazzonico. E i cuccioli hanno un tratto accattivante: «Quando sono molto contenuti fanno le fusa rivolti agli altri», spiega lo scienziato Thomas Defler, che ha contribuito a scoprire le specie.

La lucertola “warpaint” è in realtà troppo timida per dare battaglia, infatti i ricercatori le hanno affibbiato il nome di Gonatodes timidus. Si tratta di un sauro molto elusivo, che rifugge il contatto con gli esseri umani e fino ad ora se ne conoscono solo tre esemplari: due maschi ed una femmina.

La minuscola rana “Thimble” Allobates amissibilis (“che può essere persa”),  è stata appena scoperta ma si pesa sia già a fortissimo rischio di estinzione perché vive in una zona che potrebbe presto essere aperta al turismo.

I piranha “Veggie”  Tometes camunani sono rigorosamente erbivori,vivono  nelle rapide rocciose dove  trovano la loro principale fonte di cibo: le erbe acquatiche Podostemaceae. Questi pesci sono minacciati dai progetti di dighe e dalle attività minerarie che con le loro scorie avvelenano l’ habitat fluviale.

L’Apistogramma cinilabra, un altro “nuovo” pesce, , riesce invece a vivere con  livelli estremamente bassi di ossigeno e potrebbe vivere solo in un piccolo lago nella regione di Loreto del Perù.

«Quanto più gli scienziati guardano, più trovano – ha detto Damian Fleming, a capo dei programmi per il Brasile e l’Amazzonia del Wwf-Uk – con una media di due nuove specie identificate ogni settimana negli ultimi 4 o anni, è chiaro che la straordinaria Amazzonia rimane uno dei più importanti centri della biodiversità globale».

Anche se sono del tutto nuove per la scienza, le specie di animali e piante scoperte hanno qualcosa in comune: «Con areali molto ristretti, molte delle nuove scoperte si pensa siano endemiche di piccole parti della foresta amazzonica e che non si trovino in nessun’altra parte del mondo – spiegano al Panda britannico –  Questo li rende ancora più vulnerabili alla minaccia ella deforestazione che sta attualmente distruggendo tre campi da calcio di foresta pluviale ogni minuto in tutta l’Amazzonia».

Fleming sottolinea che «La ricchezza delle foreste dell’Amazzonia e degli habitat d’acqua dolce continua a stupire il mondo. Ma questi stessi habitat sono anche sotto una minaccia crescente. La scoperta di queste nuove specie riafferma l’importanza di intensificare gli impegni per conservare e gestire in modo sostenibile la biodiversità unica e anche i beni e servizi forniti dalle foreste pluviali alle persone e alle imprese della regione».

L’ecosistema dell’Amazzonia è il grande sistema fluviale e la più grande foresta pluviale tropicale del mondo, che coprono 6,7 milioni di miglia quadrate condivisi da Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela ed ospita una su 10 delle specie conosciute sulla Terra nei suoi  1,4 miliardi di acri di foresta impenetrabile e nelle sue 4.100 miglia di fiumi tortuosi. Secondo un recente studio pubblicato su Science, in Amazzonia vivono quasi 400 miliardi di alberi appartenenti a 16.000 specie diverse.

Deforestazione, agricoltura intensiva, cambiamento climatico, miniere, estrazione di petrolio e gas  e dighe idroelettriche sono tra le principali minacce per la foresta e gli ecosistemi d’acqua dolce amazzonici. Nessuno sa quante specie a noi sconosciute si sono estinte mentre l’0uomo distruggeva un quinto della foresta amazzonica ed anche se il Brasile negli ultimi 8 anni ha rallentato dell’80% il ritmo della deforestazione (purtroppo con una recente ripresa) circa 6.000 km2 di foresta ogni anno vengono convertiti in terreni agricoli. Il problema è che l’Amazzonia è un gigantesco “pozzo” di CO2, stocca  90 – 140 miliardi di tonnellate di carbonio che, se non si mette un limite alla deforestazione ed alla conversione dei terreni, potrebbero  accelerare in modo significativo il global warming.

Con la sua Living Amazon Initiative  il Wwf sta lavorando ad un approccio globale con i governi, la società civile e il settore privato «Per promuovere la processo di trasformazione necessaria per realizzare uno scenario alternativo, per conservare meglio la biodiversità dell’Amazzonia». Progetti come Sky Rainforest Rescue stanno contribuendo a salvare un miliardo di alberi nello stato brasiliano di Acre, una regione minacciata da una nuova strada. «Lavorando insieme con la popolazione locale e il governo dello Stato, stiamo trovando alternative alla deforestazione, dando più valore agli alberi che restano in piedi che a quelli abbattuti – spiegano al Wwf UK –  Ad oggi, più di 5.000 persone si sono impegnati a mantenere in piedi la foresta pluviale sulla loro terra».