Scoperte in Congo le più grandi torbiere tropicali del mondo: 145.000 Kmq

Un deposito di carbonio che equivale a 3 anni di emissioni di mondiali e 20 anni di emissioni Usa

[13 gennaio 2017]

Lo studio “Age, extent and carbon storage of the central Congo Basin peatland complex”, pubbicato su Nature da un team britannico e Congolese,  dimostra che le torbiere di Cuvette Centrale, nel bacino centrale del Congo,   la cui esistenza è stata scoperta solo 5 anni fa, si estendono su 145.500 chilometri quadrati,  una superficie più grande di Inghilterra. E immagazzinano 30 miliardi di tonnellate di carbonio, che fanno della regione uno degli ecosistemi più ricchi di carbonio sulla Terra.

La torba è un terreno umido organico, fatto di frammenti di vegetali in parte decomposti. Le torbiere di solito si trovano in ambienti freddi. Le torbiere integre fungono da pozzi di carbonio, assorbono carbonio dall’atmosfera attraverso la crescita delle piante. Ulteriore decomposizione della torba viene impedita dal loro  ambiente saturo d’acqua, che imprigiona il carbonio. Per formarsi nei tropici, la torba ha bisogno che le paludi siano allagate tutto l’anno. Se la siccità provocata dai cambiamenti climatici, dal cambiamento di utilizzo del suolo, come il drenaggio per coltivare, o dalla riduzione delle precipitazioni, riduce la portata d’acqua delle paludi, la decomposizione del materiale imprigionato nella torba riprende, liberando anidride carbonica nell’atmosfera.

La profondità media delle torbiere di  Cuvette Centrale è di 2,4 metri, ma la più profonda raggiunge 5,9 metri. Le foreste che ricoprono questo immenso complesso di torbiere sono di due tipi: alberi di legno duro su una palude perenne e palmeti su una palude perenne.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di satelliti Usa e giapponesi per mappare i due tipi palude e per determinare i confini delle torbiere del bacino del Congo. Le paludi della Cuvette Centrale occupano circa il 10% del bacino del Congo, ma solo il 40% di queste ha uno strato di torba.

Il team di ricerca britannico-congolese ha passato 3 anni ad esplorare queste remote foreste palustri tropicali per prelevare campioni di torba da analizzare in laboratorio, ma il loro studio combina l’analisi della torba con  dati satellitari ed è così riuscita a stimare a che le torbiere del bacino del Congo immagazzinano l’equivalente di tre anni di emissioni totali di combustibili fossili di tutto il mondo o a 20 anni di emissioni Usa.

I due principali autori dello studio, Simon Lewis e Greta Dargie, della School of geography dell’università di Leeds e del Department of geography dell’University College London, sono stati i primi a scoprire l’esistenza di queste immense torbiere nel 2012.  Secondo Lewis, «La nostra ricerca dimostra che la torba nel bacino del Congo centrale si estende su una quantità colossale di terra. E’ 16 volte più grande della precedente stima ed è il singolo complesso più grande di  torbiere scoperto in qualsia area nei tropici. Abbiamo anche scoperto 30 miliardi di tonnellate di carbonio delle quali nessuno conosceva l’esistenza. La torbiera ricopre solo il 4% i tutto il bacino del Congo, ma stocca sotto terra la stessa quantità di carbonio di quella immagazzinata fuori terra tra gli alberi che coprono l’altro 96%».

La Dargie aggiunge: «La nostra scoperta del  2012 della torbiera del bacino del Congo ci ha dato quel tanto che basta di comprensione per affinare le nostre ricerche. Nel 2014, quando abbiamo scoperto depositi di torba più profondi nelle zone più remote della palude, ci siamo resi conto dell’importanza delle torbiere di Cuvette Centrale. La semplice estensione di queste torbiere rende l’Africa centrale il più ampio complesso torbiere del mondo. E ‘sorprendente che nel 2016 possano essere ancora fatte scoperte di questo tipo».”

Lewis evidenzia che «La nostra nuova mappa delle torbiere è il primo passo per la comprensione di questo vasto ecosistema. Queste foreste palustri sono state erroneamente classificate in tutte le mappe precedenti. Spero che il nostro lavoro incoraggi molti più investimenti in questa regione trascurata, per comprendere meglio il ruolo delle torbiere all’interno del ciclo globale del carbonio e del sistema climatico. Le torbiere sono una risorsa nella lotta contro il cambiamento climatico  solo quando vengono lasciate intatte, quindi il mantenimento di grandi stoccaggi di carbonio nelle torbiere indisturbate dovrebbe essere una priorità. I nostri nuovi risultati dimostrano che il carbonio ha realizzato la torbiera del bacino del Congo in circa 11.000 anni. Se il complesso delle torbiere del bacino del Congo venisse distrutto, questo libererebbe miliardi di tonnellate di anidride carbonica nella nostra atmosfera».

Lo studio fa diventare la Repubblica democratica del Congo (Rdc) e la Repubblica del Congo (Rc) il secondo e terzo paese più importanti del mondo per stoccaggio di carbonio nella torba tropicale. Prima resta l’Indonesia, con le sue torbiere tropicali nel Borneo, a Sumatra e nella Nuova Guinea Occidentale. Ma negli ultimi decenni l’Indonesia ha subito danni o la perdita completa delle torbiere su circa 94.000 Km2, per lo più a causa degli incendi boschivi o per il drenaggio per realizzare piantagioni di palma da olio o per la polpa da carta.

Grazie alla loro posizione remota, le torbiere nel bacino del Congo sono ancora relativamente indisturbate, ma i ricercatori britannici avvertono che «Potrebbero affrontare le minacce provenienti dal drenaggio per realizzare piantagioni agricole, in particolare per l’olio di palma, come sta avvenendo in Indonesia». L’altro problema è che, dato che le torbiere congolesi sono così scoperte di recente, non ci sono piani di salvaguardia per assicurare che restino integre.

Il team britannico-congolese spiega ancora: «Le torbiere possono anche essere vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici in due modi: se l’aumento delle temperature fa aumentare l’evaporazione, o se piovosità media si riduce a un livello in cui la torba inizia ad prosciugarsi. A questo punto la torba comincerebbe a rilasciare il suo carbonio nell’atmosfera».

Secondo uno dei co-autori dello studio, Suspense Averti Ifo, della Faculté des sciences et techniques dell’università Marien Ngouabi di Brazzaville, «La scoperta delle torbiere Cuvette Centrale potrebbe avere un grande impatto sulle politiche climatiche e di conservazione del Congo. La manutenzione e la protezione di questo complesso di torbiere, insieme alla protezione delle nostre foreste, potrebbe essere grande contributo dell’Africa centrale al problema globale del cambiamento climatico. E’ ‘della massima importanza che i governi e le comunità della conservazione e scientifiche lavorino con la gente della Cuvette Centrale per migliorare i mezzi di sussistenza locali, senza compromettere l’integrità di questa regione della Terra importante a livello globale»

Oltre ad essere importantissime per lo stoccaggio globale del carbonio, le paludi del bacino del Congo sono rifugi essenziali per le specie in via di estinzione, compresi i gorilla di pianura e gli elefanti di foresta.

Emma Stokes, direttrice del Central Africa Program della Wildlife conservation society, ha dichiarato che «Questa ricerca mette in evidenza l’immensa importanza di queste foreste palustri per la stabilità del nostro clima. Tuttavia, queste foreste, nel cuore geografico dell’Africa, sono anche un habitat di vitale importanza per molte migliaia di grandi scimmie, elefanti e altri grandi mammiferi della foresta che sono minacciati dallo sviluppo del territorio circostante. Il governo della Rc sta prendendo in considerazione l’espansione della Lac Télé Community Reserve, una mossa che potrebbe salvaguardare ulteriori 50.000 Km2 di foresta palustre  – in gran parte sovrastante la torbiera – dal futuro disturbo. Sosteniamo con forza questa mossa e lodiamo il governo della Rc per questa iniziativa. Invitiamo entrambi i Paesi a proseguire gli sforzi per proteggere questi habitat dalla trasformazione industriale.”

La Dargie  conclude: «Con così tante delle torbiere tropicali di tutto il mondo sotto la minaccia dello sviluppo del territorio e la necessità di ridurre le emissioni di carbonio a zero nel corso dei prossimi decenni, è essenziale che le torbiere del bacino del Congo rimangano intatte».