Scoperte sette nuove specie in Italia, sono tutte toscane (FOTOGALLERY)

Sono tutte isopodi terresti depigmentati e privi di occhi. Conosciamo circa il 10% delle specie che potrebbero esistere sul nostro pianeta

[20 giugno 2018]

Lo studio “New species of subterranean and endogean terrestrial isopods (Crustacea, Oniscidea) from Tuscany (central Italy)” pubblicato su Zoosystema, la rivista del Museo di Storia Naturale di Parigi, da Stefano Taiti, del Museo Zoologico della “Specola” di Firenze e dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ise-Cnr), e da Giuseppe Montesanto del Dipartimento di biologia dell’università di Pisa, rivela la s coperta di 7 nuove specie depigmentate e prive di occhi, caratteristiche tipiche di animali che conducono vita sotterranea, tutte ritrovate in Toscana, e che. spiegano i due ricercatori «da oggi vanno ad arricchire l’inventario fauna italiana«.

La scoperta arriva dopo alcuni anni di ricerche condotte da Montesanto e Taiti che ora spiegano che «Le sette nuove specie appartengono agli isopodi terrestri, ovvero crostacei che nel corso dell’evoluzione si sono adattati alla vita sulla terraferma, e sono imparentate con i comuni porcellini di terra. Gli esemplari sono lunghi pochi millimetri e vivono nelle cavità del sottosuolo, come grotte o anfratti della roccia madre, per cui è difficilissimo rinvenirli anche per i più appassionati naturalisti».

Montesanto  sottolinea che «Le specie animali che ad oggi conosciamo sono circa il 10% di quelle che in realtà potrebbero esistere sul nostro pianeta e sebbene l’idea di trovare nuove specie si associ più agli habitat tropicali o quantomeno esotici, i ritrovamenti riguardano anche il nostro Paese e, per questo gruppo, non è raro rinvenire nuove specie; in Toscana gli ultimi casi di descrizioni di nuovi isopodi terrestri risalgono al 1995».

Cinque delle sette nuove specie (tutte appartenenti alle famiglie dei  Trichoniscidae o degli Armadillidiidae) sono state rinvenute nelle province di Pisa e Livorno e per questo per loro sono stati scelti nomi come Leucocyphoniscus pisanus o Alloschizidium labronicum  e i ricercatori ritengono che si tratti di «specie endemiche, cioè che vivono esclusivamente nel luogo geografico dove sono state trovate». Le altre 5 nuove specie sono state chiamate Moserius gruberae, Moserius talamonensis, Typhlarmadillidium occidentale, Paraschizidium ferrarai, Trogleluma pilosa

Montesanto conclude: «Le ricerche zoologiche nel campo della Tassonomia, sembrano essere un po’ “fuori moda”. Oggi i nostri studenti dei corsi di laurea in scienze biologiche e scienze naturali ed ambientali, sono sempre più orientati a ricerche molecolari più trendy al giorno d’oggi. Eppure ogni qual volta si va a cercare in nuovi ambienti, uno specialista esperto, riesce a scoprire alcune nuove specie e quindi a dare loro un nome rendendole note al mondo scientifico».