La strana vita sessuale delle Neotrogla: 70 ore di sesso “masochista”

Scoperto il Gynosome, un nuovo organo sessuale con il quale le femmine penetrano i maschi

Il significato di maschio o femmina in natura è ancora più sfumato di quanto pensassimo

[18 aprile 2014]

Current Biology pubblica uno studio, “Female Penis, Male Vagina, and Their Correlated Evolution in a Cave Insect” che mette in discussione molte delle convinzioni che abbiamo sul sesso e che non piacerà molto ai maschi, infatti rivela per la prima volta l’esistenza nel regno animale di un gruppo di insetti cavernicoli brasiliani femmine che utilizzano un organo sessuale specializzato per penetrare i maschi. Secondo il team di scienziati giapponesi, brasiliani e svizzeri «Le loro vite contestano tutto quello che pensavamo di sapere sulla selezione sessuale». Gli insetti fanno tutti parte del genere Neotrogla, 4 specie che non superano i 3,3 mm di lunghezza.

Diversi anni fa il brasiliano Rodrigo Ferreira, che lavora al dipartimento di biologia dell’università federale di Lavras, inviò alcuni esemplari di questi insetti all’entomologo svizzero Charles Lienhard del Museo di storia naturale di Ginevra che notò che le femmine avevano una struttura simile ad un pene, una “disfunzione” che chiamarono “gynosome”.

I Neotrogla non sono gli unici animali che hanno femmine dotate di uno “pseudo-pene”, anche animali superiori come le iene ed alcune scimmie ragno presentano pseudo-peni nelle femmine, ma in tutti i casi conosciuti è ancora il maschio a penetrare la femmina durante l’accoppiamento. Invece nelle Neotrogla, il gynosome delle femmine serve in realtà penetra il maschio durante il sesso, anche se i maschi fanno ancora la fecondazione.

Nel nuovo studio su Current Biology , Ferreira e Leinhard descrivono questa clamorosa scoperta insieme ai loro colleghi giapponesi Kazunori Yoshizawa (un entomologo dell’università di Hokksaido) e Yoshitaka Kamimura (un biologo dell’università di Keio – Yokohama), che hanno voluto comprendere l’anatomia dei genitali delle Neotrogla genitali nel contesto dei suoi comportamenti di accoppiamento.

Quando questi minuscoli insetti cavernicoli si accoppiano, la femmina inserisce nel maschio il gynosome che poi si inturgidisce, dopo che la femmina ha penetrato il maschio, il gynosome si gonfia, rilasciando una serie di spine che potrebbero essere utilizzate per impedire al maschio di fuggire, anche perché l’atto sessuale dura da 40 a 70 ore, una roba da sfinire anche Rocco Siffredi.

I ricercatori si sono accorti di queste spine quando hanno cercato di separare fisicamente due insetti mentre stavano copulando. «Tirare da parte i campioni accoppiati ha portato alla separazione del ventre maschile dal torace senza interrompere l’accoppiamento genitale». Insomma hanno staccato metà maschio ed hanno capito che la femmina lo teneva inchiodato dall’interno e spiegano che «Questa è una capacità importante per insetti che devono mantenere il coito per due o tre giorni».

Solo quando il gynosome è in posizione la femmina è pronta ad estrarre lo sperma del maschio, ma questa maratona sessuale/masochista non è finita perché le femmine ottengono dai maschi anche “doni seminali”, pacchetti di nutrienti che aiutano le femmine a sopravvivere nell’ambiente delle grotte dove il cibo è scarso.

Ma perché questi insetti sembrano aver invertito la funzione dei genitali maschili e femminili? I ricercatori sospettano che la Neotrogla si sia evoluta così per una sorta di selezione sessuale “invertita”, rispetto alla maggior parte delle altre specie. «In questo ambiente – spiegano i ricercatori – la selezione naturale potrebbe aver operato per invertire i soliti schemi, facendo competere le femmine Neotrogla l’un l’altra per l’accesso ai maschi, che mettono un bel po’ della loro energia nell’alimentazione delle femmine grazie ai loro “doni seminali”. In questo caso sono i maschi il sesso più esigente nella scelta dl partner.

Si tratta di un’ipotesi che gli stessi ricercatori definiscono «Un fattore molto probabile che ha favorito l’evoluzione della gynosome», ma riconoscono che le prove sono «Per lo più circostanziali». Per capire questa misteriosa “aberrazione” bisognerebbe fare altre ricerche che potrebbero tradursi in una lettura molto più complicata della selezione sessuale e ruoli sessuali, per esempio, questi piccolissimi insetti ci dicono che il significato di maschio o femmina in natura è ancora più sfumato di quanto pensassimo. Gli scienziati sperano di creare colonie di Neotrogla in laboratorio: «Ulteriori studi controllati del sistema di accoppiamento delle specie di Neotrogla fornirebbero una rarissima opportunità per testare la generalità e l’importanza relativa di alcune ipotesi sulla selezione sessuale».