Scoperto un “nuovo” cetaceo. E’ uno zifio, i pescatori giapponesi lo chiamano corvo

Il DNA rivela che è una nuova specie che vive tra il Giappone e le Isola Aleutine

[28 luglio 2016]

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Non capita certo tutti i giorni di scoprire le prove dell’esistenza di una nuova grande specie di cetaceo, ma è quello che hanno fatto un team internazionale di scienziati guidato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) dopo aver setacciato i musei di tutto il mondo alla ricerca di prove genetiche che dimostrassero che lo zifio spiaggiatosi su un’isola dell’Aleutine, nel mare di Bering fosse davvero, come sembrava, qualcosa di diverso dagli altri zifidi conosciuti. L’unico scheletro della nuova specie presente negli Stati Uniti è in mostra all’Unalaska High School delle Isole Aleutine, in Alaska, ed è quello di un cetaceo trovato morto nel  2004, mentre i campioni di tessuto sono conservati dalla Noaa Fisheries.

Alla Noaa sottolineano: «Anche se un annuncio  come questo è una cosa rara, i nostri oceani sono così inesplorati che ne sappiamo di più sulla luna che di i ciò che si trova nelle loro profondità marine. Gli scienziati stanno ancora scoprendo nuove creature marine, come Casper, un polpo bianco latte la cui scoperta da parte della Noaa il marzo scorso ha fatto notizia in tutto il mondo».

Il team internazionale di scienziati ha iniziato a cercare esemplari di zifidi “strani” nei musei e nelle remote isole artiche e ha individuato prove genetiche di una nuova specie rara il cui areale si estenderebbe dal nord del Giappone e, attraverso l’Oceano Pacifico, fino alle Isole Aleutine. I balenieri giapponesi chiamano questi misteriosi cetacei “Karasu”, corvo. La nuova specie è di colore più scuro e con dimensione che sono circa due terzi di quelle dello zifio di Baird o iperodonte boreale (Berardius bairdii) , ma così raro che anche i balenieri lo avvistano molto raramente.

Gli scienziati hanno resa nota la loro scperta nello studio “Genetic structure of the beaked whale genus Berardius in the North Pacific, with genetic evidence for a new species”, pubblicato su. Marine Mammal Science ed evidenziano che l’analisi del DNA di 178 zifi di tutto il Pacifico ha scoperto solo 8 esemplari  noti della nuova specie, e che con «on gli otto campioni, che includono quelli della Smithsonian Institution, del Los Angeles County Museum of Natural History e uno scheletro in mostra in un liceo in Alaska, e un altro che ha lasciato perplessi i ricercatori, abbiamo cercato di identificare quello che si è spiaggiato su un’isola nel mare di Bering».

Il principale autore del nuovo studio, Phillip Morin, un biologo molecolare del Southwest Fisheries Science Center della Noaa Fisheries sottolinea che «La sfida per documentare la specie è stata semplicemente quella di localizzare abbastanza esemplari da fornire prove convincenti. Chiaramente, questa specie è molto rara, e ci ricorda quanto abbiamo ancora da fare per conoscere l’oceano e anche alcuni dei suoi più grandi abitanti».

Già un precedente studio giapponese aveva suggerito che i “Karasu”, che a volte venivano considerati una forma nana di zifi di Baird, potevano essere una “nuova” specie ed è partendo da questa convinzione che Morin e il suo team sono partiti alla ricerca di altri campioni per chiarire definitivamente la questione e comprendere meglio l’areale di specie elusive. Prima Morin ha studiato la  raccolta dei tessuti di mammiferi marini del Southwest Fisheries Science Center, la più grande del mondo, e ha trovato due campioni che sembravano rappresentare una nuova specie, uno dei quali proveniva proprio dallo zifio spiaggiato alle Aleutine  nel 2004. Poi lui e i suoi colleghi hanno cercato altri campioni di DNA in musei, istituti di ricerca e nei mercati giapponesi dove si vende carne di cetacei.

Ma il colpo di fortuna per gli scienziati è arrivato nel l 2014, quando è stato trovato uno zifio morto a St. George Island, una delle isole Pribilof nel mare di Bering, che non sembrava appartenere a nessuna specie conosciuta. Campioni dei tessuti di questo cetaceo sono stati inviati a Morin e i test genetici hanno confermato che lo zifio di St. George Island apparteneva ad una specie ignota alla scienza.

«Sapevamo che non era un cetaceo conosciuto nella nostra area»  ha detto Michelle Ridgway, un’ecologa marina di Oceanus Alaska che ha documentato lo zifio nelle Pribilofs e coautrice dello studio pubblicato su  Marine Mammal Science. Infatti, le analisi del DNA dimostrano che la nuova specie e lo zifio di Baird sono ognuno più strettamente correlati allo zifio di Arnoux (Berardius arnuxii), che vive dall’altra parte del mondo, nell’oceano antartico, di quanto lo siano tra loro. «Le differenze genetiche e dimensioni più piccole – dicono alla Noaa –  indicano che il cetaceo nero è abbastanza caratteristico di rappresentare una nuova specie». Per il riconoscimento formale dello zifio Karasu – Corvo, e per darei un nome scientifico nominazione alla nuova specie si attende solo la revisione formale delle caratteristiche e delle differenze rispetto agli altri zifidi.

Gli zifi si confermano come i cetacei meno conosciuti, con diverse specie che sono state identificate solo negli ultimi decenni. Hanno rostri come i delfini e si immergono a profondità vertiginose e per tempi record nei canyon e fondali sottomarini per nutrirsi di pesci e  calamari. In Giappone si continuano a cacciare i rari iperodonti boreali, gli zifi più grandi conosciuti, che raggiungono gli 11,1 metri di lunghezza e le 12 tonnellate di peso.

Un altro degli autori dello studio, Erich Hoyt, ricercatore di Whale and Dolphin Conservation e co-direttore del Russian Cetacean Habitat Project, spiega a sua volta che «I balenieri giapponesi conoscevano la forma nera, ma non la ritenevano una specie separata. Una nuova specie di ziphiidae comporta che dobbiamo  riconsiderare la gestione di entrambe le specie per essere sicuri che siano sufficientemente tutelate, considerando quanto rara sembra essere quella nuova. La scoperta di una nuova specie di cetaceo nel 2016 è eccitante, ma rivela anche quanto poco sappiamo e quanto lavoro in più dobbiamo fare per capire veramente queste specie».

Gli otto esempi noti della nuova specie scoperti nelle collezioni museali e scientifiche provengono tutti da un’area tra il nord del Giappone, le isole Aleutine e il Mare di Bering, quindi il Karasu – Corvo avrebbe un areale più piccolo di quello dello zifio  di Baird, che si estende in tutto il Pacifico settentrionale, dal Giappone alla Baja California. Ma le icatrici da punture di parassiti, simile a quelle presenti negli squali tropicali suggeriscono che, come gli altri zifi, le due specie possono migrare verso le acque tropicali.

Morin conclude: «Sappiamo molto del patrimonio genetico di questo animale, ma ancora non sappiamo molto dell’animale stesso. Siamo in grado di trarre alcune indicazioni da quello che sappiamo di altri zifidi in termini di areale e di comportamento, ma abbiamo ancora molte più domande che risposte».