Scoperto un opilione Smeagol, è cieco e si chiama come Gollum (FOTOGALLERY)

Vive solo in un’area di 4,6 kmq delle grotte del Minas Gerais, in Brasile

[23 novembre 2015]

Opilione Smeagol 1

Lo studio  “A new highly specialized cave harvestman from Brazil and the first blind species of the genus:Iandumoema smeagol sp. n. (Arachnida, Opiliones,Gonyleptidae)” pèubblicato su ZooKeys da tre ricercatori brasiliani, Ricardo Pinto-da-Rocha e Rafael Fonseca-Ferreira, dell’Universidade de São Paulo,  e  Maria Elina Bichuette dell’Universidade Federal de São Carlos, svela la scoperta del primo opilione cieco, al quale è stato dato il nome scientifico di Iandumoema Smeagol, in alcune grotte calcaree di Toca do Geraldo, nel comune di Monjolos, nello Stato brasiliano di Minas Gerais.

I ricercatori spiegano che  lo Iandumoema Smeagol sp. n. si distingue dalle altre due specie del genere Iandumoema  per delle caratteristiche fisiche esclusive e soprattutto per l’assenza di occhi e sottolineano che «La specie è la più altamente modificata del genere e la sua distribuzione è limitata solo alle grotte in quella particolare area dello Stato di Minas Gerais. La località tipica non è all’interno di un’area legalmente protetta, e ci sono impatti antropogenici nei suoi dintorni. Pertanto, Iandumoema Sméagol sp. n. è vulnerabile e deve essere preso in considerazione nei futuri progetti di conservazione».

Al primo opilione cieco noto alla scienza è stato dato il nome di Smeagol, cioè Gollum, la creatura che  JRR Tolkien nel Signore degli anelli fa vivere nelle oscure profondità sotto le Montagne Nebbiose della Terra di Mezzo a guardia del suo tesoro.

Così come Gollum si è trasformato per adattarsi a vivere al buio nelle infinite grotte del Signore degli Anelli , così l’opilione Smeagol  si è adattato a vivere  nelle grotte calcaree del Bambuí, in particolare in una piccola area ad alta quota ai confini della Serra do Espinhaço, che potrebbe rappresentare il confine invalicabile del suo areale che, per l’intero genere Iandumoema sarebbe ristretto a 8.000 Km2 nel Minas Gerais settentrionale, mentre quello dell’Iandumoema Sméagol  si limita agli ambienti ipogei, essendo esclusivo delle grotte, dove sembra vivere vicino a corpi idrici, aree dove si alimenterebbe nella lettiera ed anche di carcasse di invertebrati. I giovani sembrano più attivi e si arrampicano sulle pareti delle grotte, mentre gli adulti hanno mostrato un comportamento relativamente più sedentaria.

Questi opilioni ciechi non sono molto abbondanti e, come Smeagol-Gollum, sembrano preferire una vita solitaria.

I ricercatori brasiliani sottolineano che «Come risultato della loro singolarità faunistiche e dell’elevato  endemismo, gli ambienti ipogei sono considerati fragili. Oltre a loro composizione faunistica unica, la singolarità degli habitat rupestri è legata alla presenza di relitti, molte volte rappresentate da specie troglobie». Quest’anno, altri due ricercatori brasiliani, Gallão e Bichuette, hanno osservato questa fenomeno in una piccola area di 24 km2 a Chapada Diamantina, nel nordest del Brasile,  trovando almeno 23 specie troglobie, in maggioranza quali relitte). Le specie  troglobie hanno adattamenti unici, come la perdita degli occhi e la riduzioni della pigmentazione melanici.

Questi endemismi unici e fragili, legati ad ambienti altrettanto rari e delicati, sono in pericolo e la sopravvivenza dell’Iandumoema Sméagol  appena scoperto è messa a rischio da progetti per l’installazione di piccole dighe idroelettriche e l’estrazione di calcare per produrre  cemento. «Inoltre – concludono i ricercatori brasiliani – l’estensione della zona di presenza della specie (4,6 kmq) alleata alla deforestazione nei dintorni grotta, deve far porre questa specie in una categoria minacciato considerando i criteri IUCN (vulnerabile, VU o pericolo d’estinzione, EN). Studi a lungo termine incentrati sulla biologia e la distribuzione della popolazione di I. Smeagol sp. n. sono urgenti e fondamentali per stabilire una politica di conservazione efficace, compresa la creazione di un’area/aree protetta/e».