Scuola e ambiente: educare il futuro nell’era del cambiamento, al tempo della “buona scuola”

Il congresso di Legambiente Scuola e Formazione, a Firenze il 30 e 31 ottobre

[29 ottobre 2015]

Educare il Futuro

Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale di insegnanti ed educatori ambientalisti, vuole cogliere l’occasione del suo Congresso che si tiene a Firenze 30 e 31 ottobre  per «una riflessione comune sulle relazioni tra i processi di cambiamento generati dalla crisi e le nuove opportunità, per un altro paradigma di cittadinanza». Secondo gli insegnanti e gli educatori del Cigno Verde, «La sfida, in un momento in cui si riaccendono profonde disuguaglianze fra persone, territori e Paesi, è quella di offrire a tutti opportunità educative nella scuola e anche in contesti esterni alla scuola. L’obiettivo dell’iniziativa Educare al futuro nell’era del cambiamento, organizzata in collaborazione con la Regione Toscana, è quello di costruire un momento di condivisione culturale fra diversi soggetti istituzionali, del mondo professionale e della società civile, per ipotizzare percorsi comuni che sappiano guardare alle sfide future».

La “buona scuola” di Renzi non piace molto a Legambiente: Nel documento congressuale si legge: «Oggi c’è una nuova considerazione rispetto alla scuola, perché la nostra società percepisce sempre di più il bisogno di legami comunitari forti e di cura delle giovani generazioni, sempre più deboli numericamente e meno coinvolte nella vita politica ed istituzionale. Dopo anni di forte individualismo, ci si sta accorgendo quanto sia vero, a fronte dell’entrata in crisi di molte certezze e di istituzioni come la famiglia, che per “crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. La scuola è il primo nucleo dal quale cominciare a costruire. Qui sta la grande contraddizione interna alla riforma del governo Renzi: da una parte ha interpretato questo bisogno dando alla scuola una nuova centralità politica, ma poi ha definito nei provvedimenti una scuola con relazioni piramidali e non circolari, autoritaria, in cui l’innovazione metodologica ed organizzativa rischia di rimanere a discrezione delle singole realtà. L’autonomia scolastica che è al centro della riforma de “la buona scuola”, non può essere interpretata in tal senso come “autosufficienza” della scuola, riproducente nel bene e nel male limiti e qualità del contesto specifico e territoriale nel quale si trova. Occorre, invece, che la scuola torni ad essere luogo di opportunità per tutti e di successo educativo. Bisogna, infatti, innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni e riordinare i cicli, offrire ai ragazzi un tempo di istruzione più lungo per poter fare le proprie scelte di vita con più consapevolezza, vincere la dispersione e l’abbandono scolastico che rimangono soprattutto al sud ancora altissimi e correlati ad una crescente povertà, con una strategia nazionale che riesca a fare della scuola il principale grimaldello per sanare forme di svantaggio e di crescente disuguaglianza. Una strategia unitaria nel progetto culturale rispetto al tipo di cittadino che si vuole formare e autonoma negli strumenti per il raggiungimento del successo educativo».

Legambiente crede che «Educare ad una coscienza ambientale e formare allo sviluppo sostenibile debbano essere, come in effetti è previsto nei nuovi curricoli, degli obiettivi legati alla formazione delle competenze di cittadinanza, in quanto condizioni strategiche per la capacità di interpretare la realtà da parte delle persone e di praticare delle scelte consapevoli nell’interesse dell’intera collettività. Per questo motivo abbiamo trovato del tutto anacronistica la proposta fatta dal Ministero dell’Ambiente, ma anche da alcuni parlamentari, di inserire l’ora di educazione ambientale nei programmi scolastici, modalità che avrebbe di fatto disconosciuto tutto il percorso culturale e l’elaborazione educativa fatta da associazioni, istituzioni, scuole e altri enti di formazione che si sono storicamente confrontarti all’interno di tavoli nazionali e regionali, come il sistema Infea, ma anche internazionali, come il DESS (Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile). Quanto elaborato da quelle esperienze, invece, va ripreso e rilanciato in nuove forme di collaborazione che finalmente riconoscano la necessità dell’integrazione della formazione formale, non formale ed informale per una completa ed ottimale crescita dei cittadini e per lo sviluppo della loro coscienza civica».

 

Ecco il programma del IV Congresso Nazionale di Legambiente Scuola e Formazione:

Venerdì 30 ottobre – Firenze, Auditorium del Consiglio Regionale, via Cavour 4 

PRIMA SESSIONE: ore 9.30 – 13.30

CONVEGNO – Il successo educativo per superare le disuguaglianze

ore 9.30 – Saluti: Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, Cristina Grieco, Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione Toscana

Introduce i lavori Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente

ore 10.30

Nell’era del cambiamento il ruolo della scuola per la green society. L’obiettivo della sessione è quello di riflettere su condizioni e processi per ripensare il ruolo della scuola nell’ottica della green society, in modo da rispondere al bisogno di raggiungere il successo scolastico ed educativo per tutti, a partire dalle attuali drammatiche differenze e disuguaglianze territoriali.

Ne discutono: Emanuele Barbieri, curatore del rapporto Tutti i numeri della scuola, Giuseppe Provenzano, ricercatore Svimez, Giovanni Biondi, presidente Indire, Giampiero Finocchiaro, dirigente Istituto Comprensivo di Carini (PA), Barbara Rosini, dirigente Istituto Comprensivo di Santa Fiora (GR), Alfonso De Pietro, dirigente ISIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto. Coordina i lavori Marco Fratoddi direttore La Nuova Ecologia

TAVOLA ROTONDA – Quali scelte per riportare la scuola al centro dei cambiamenti

Intervengono: Barbara Degani, sottosegretario all’Ambiente, Francesca Puglisi, membro della Commissione Istruzione del Senato, Vanessa Pallucchi, presidente Legambiente Scuola e Formazione

SECONDA SESSIONE: ore 14.45 – 18.00

Green society: relazioni territoriali per l’apprendimento e il successo educativo. L’obiettivo della sessione è quello di costruire una condivisione trasversale ai soggetti della formazione formale, non formale e informale rispetto ad una comune responsabilità educativa per la qualificazione del capitale sociale dei territori.

Presentano esperienze territoriali: Cinzia Panichi, CRED Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve,
Stefano de Martin, Comune di Scandicci, Andrea Morniroli, Alleanza Crescere al Sud.

Si confrontano, insieme al pubblico: Maria Chiara Montomoli Regione Toscana, Paolo Sciclone Edaforum,
Fabrizio Dacrema CGIL, Licio Palazzini Forum del Terzo Settore, Emilio Porcaro RIDAP, Coordina i lavori Chiara Signorini Legambiente Scuola e Formazione

ore 18.00-19.00  – Occhi che leggono il mondo.

Tito Viola, bibliotecario e ideatore del Premio Libro per l’Ambiente incontra Antonio Ferrara, scrittore e illustratore

Sabato 31 ottobre – Firenze, Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (CRF), Via Folco Portinari 5
CONGRESSO

Ore 9.00 – Insegnanti ed educatori ambientalisti capaci di futuro

Relazione congressuale di Vanessa Pallucchi, Presidente Legambiente Scuola e Formazione

Saluti ed interventi da parte delle organizzazioni ed istituzioni partecipanti

Dibattito

Conclude Rossella Muroni, Direttore Generale di Legambiente

SESSIONE CONCLUSIVA

Ore 13.00 – 14.30 – Elezione cariche associative

L’iniziativa è valida per complessive 12 ore quale attività di aggiornamento per i docenti e ai fini del registro degli educatori di Legambiente. Legambiente Scuola e Formazione è ente qualificato presso il MIUR per la formazione del personale scolastico (DM 177/2000, Direttiva n.90/2003).