Se continua così, l’Ue non ce la farà a raggiungere i suoi obiettivi ambientali per il 2020

L’Unione europea molto indietro su difesa della biodiversità e del capitale naturale

[30 novembre 2018]

Secondo l’EEA Environmental Indicator Report 2018  che fornisce un quadro di valutazione aggiornato sui progressi compiuti in 29 obiettivi ambientali riguardanti il  raggiungimento dei tre obiettivi prioritari chiave nell’ambito del  ° Programma di azione per l’ambiente (Eap): capitale naturale (compresa la biodiversità); economia sostenibile, efficiente in termini di risorse e low-carbon; salute e  benessere delle persone, se l’Unione europea continua così non sarà in grado di raggiungere «un certo numero di obiettivi ambientali entro il 2020, in particolare nelle aree volte a proteggere la biodiversità e il capitale naturale».

L’aggiornamento del rapporto dell’European environment agency (Eea) sottolinea che «Quando si tratta di stimolare un’economia sostenibile, efficiente in termini di risorse e a basse emissioni di carbonio, i trend e le prospettive causano più preoccupazione rispetto alla valutazione dell’anno scorso, mentre i progressi nell’affrontare le minacce per la salute legate all’ambiente rimangono piuttosto contrastanti».

Il quadro di valutazione traccia un quadro negativo in particolare per quanto riguarda  i progressi nel miglioramento del capitale naturale dell’Ue, mente i progressi complessivi sono “misti” per gli altri due obiettivi prioritari e l’Eea ammette che «Rispetto allo scorso anno, il quadro di valutazione di quest’anno ha rivisto al ribasso le prospettive di conseguire altri 3 obiettivi, importanti per il raggiungimento del 7 ° obiettivo prioritario Eap che riguarda una crescita sostenibile low-carbon  ed efficiente in termini di risorse. Le prospettive per il raggiungimento dell’obiettivo di efficienza energetica dell’Ue nel 2020 e per ridurre l’impatto ambientale complessivo del settore abitativo entro il 2020 sono state riviste da “probabili” a “incerte”. La causa principale sono stati gli aumenti del consumo energetico globale e del settore domestico. Anche le prospettive di riduzione dell’impatto ambientale del settore della mobilità sono state riviste a “improbabile” in quanto le emissioni di gas serra prodotte dai trasporti sono aumentate».

Il rapporto azione evidenzia che,  per una serie di indicatori, i trend positivi del passato in realtà erano dovuti soprattutto al calo delle attività economiche dopo la crisi finanziaria del 2008 e che in diversi casi il progresso in questi indicatori è rallentato negli ultimi anni grazie ad una maggiore crescita economica.

Il direttore esecutivo dell’Eea, Hans Bruyninckx,  sottolinea che «Il modello economico “cresci adesso, ripulisci dopo” che domina il nostro mondo e che non tiene conto dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento o del degrado del nostro capitale naturale è insostenibile. L’Europa deve urgentemente intensificare gli sforzi per trasformare verso la sostenibilità i suoi sistemi di produzione e consumo chiave».

Il rapporto ammonisce: «Per raggiungere gli obiettivi del 2020, l’attuazione della politica ambientale e climatica deve essere intensificata in tutta l’Ue. I risultati evidenziano anche la necessità di integrare ulteriormente gli obiettivi ambientali e climatici in quei settori politici che contribuiscono maggiormente al degrado del capitale naturale, agli impatti sulla salute umana, all’uso inefficiente delle risorse naturali e ai cambiamenti climatici. Questi settori politici comprendono l’offerta e la domanda di energia, la produzione e il consumo di cibo, i trasporti e la mobilità e lo sviluppo delle infrastrutture urbane».

Per quanto riguarda la protezione della natura e il rafforzamento della resilienza ecologica, «le prospettive per il 2020 rimangono desolanti. Continua a esserci un considerevole impatto negativo sul capitale naturale dell’Ue, al punto che l’UE non è sulla buona strada per raggiungere quasi tutti gli obiettivi selezionati per il  2020. Ad esempio, gli uccelli comuni – un indicatore chiave per la biodiversità – continuano a mostrare una tendenza al ribasso e la pesca eccessiva continua ad essere un problema. Inoltre, non ci sono ancora in vista politiche per promuovere le necessarie riduzioni del tasso di occupazione del territorio (terra persa con superfici artificiali come edifici e strade)».

Le prospettive per il 2020 dell’obiettivo promuovere la crescita sostenibile, efficiente in termini di risorse e low-carbon restano contraddittorie: «L’Ue è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi relativi al clima e alle energie rinnovabili per il 2020, ma non è certo che l’Ue raggiungerà il suo obiettivo di efficienza energetica. La produzione di rifiuti è aumentata, mentre una riduzione dell’impatto ambientale della produzione e del consumo è incerta per il settore abitativo e improbabile per i settori alimentare e della mobilità».

Anche per l’obiettivo Affrontare efficacemente le minacce legate all’ambiente alla salute e al benessere le prospettive per il 2020 sono sia positive che preoccupanti: «Negli ultimi decenni si sono registrate sostanziali riduzioni delle emissioni di inquinanti atmosferici e dell’acqua, ma persistono preoccupazioni fondamentali sulla qualità dell’aria e l’inquinamento acustico nelle aree urbane e sulle emissioni di ammoniaca, che derivano principalmente dalla produzione agricola e che sono aumentati negli ultimi tre anni. Anche l’esposizione cronica alle sostanze chimiche è una preoccupazione continua».