Se diminuisce la biodiversità cala anche la produttività delle piante rimaste

Uno studio internazionale dimostra che la biodiversità è essenziale per i servizi ecosistemici

[21 aprile 2015]

Un team di ricercatori  ha trovato un modo di misurare l’impatto della perdita della biodiversità che potrebbe contribuire a migliorare gli sforzi per salvaguardare l’ambiente e le risorse naturali. .

Jingjing Liang, assistente  di ecologia forestale al Davis College of Agriculture, Natural Resources and Design  della West Virginia University, spiega che «La perdita di biodiversità minaccia la produttività e i servizi ecosistemici in tutto il mondo, stimolando gli sforzi per quantificare gli effetti sul funzionamento degli ecosistemi naturali. I servizi ecosistemici comprendono anche tutti i vantaggi positivi che le piante e gli animali forniscono alle persone, tra cui il  cibo, l’acqua potabile, le materie prime e le risorse medicinali».

Il team di scienziati statunitensi ed australiani guidato da Liang ha pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) uno studio che utilizza i dati provenienti dalle foreste boreali dell’Alaska per sviluppare un modello che misura e quantifica gli effetti della produttività delle piante  derivanti dalla perdita di diversità di specie. Le precedenti ricerche si erano concentrate sul ruolo positivo della biodiversità per  una specie in un determinato sistema, questo nuovo studio mette insieme sia  l’acquisizione delle risorse che l’efficienza dell’utilizzo delle risorse e dimostra che la perdita di biodiversità riduce la produttività delle piante.

o David A. McGuire, un ecosystem modeler dell’US Geological Survey  che lavora anche per l’Alaska Cooperative Fish and Wildlife Research Unit e per l’Istituto di Biologia artica dell’università dell’Alaska-Fairbanks, spiega che «Ciò che differenzia anche il nostro studio dalla ricerca precedente è che abbiamo sviluppato un modello teorico per quantificare l’influenza della biodiversità sulla produttività delle piante sia a livello di singola pianta che di comunità. Questo modello permette alla comunità scientifica di integrare meglio conservazione biologica nella gestione delle risorse naturali». Lang aggiunge: «Lo sviluppo del nostro modello ecologico è stato ispirato e aiutato da una teoria economica esistente».

Secondo un altro degli autori, Mo Zhou, anche lui della West Virginia University, «La teoria di diminuzione della produttività marginale in ambito ecologico indica che la produttività delle risorse marginali a un certo punto diminuisce con l’aumentare dell’acquisizione delle risorse. Includere l’economia nella ricerca ambientale riflette anche il crescente interesse per il potenziale impatto sui servizi ecosistemici della biodiversità per alleviare la povertà».

I ricercatori fanno notare che «Mentre il mondo lotta per ridurre la perdita di biodiversità, sta montando la preoccupazione per lo stretto rapporto tra conservazione e povertà biologica, in particolare nelle zone rurali, dove i mezzi di sussistenza dipendono fortemente dalle risorse degli ecosistemi».

Lian conclude sottolineando: «Qui dimostriamo che c’è una esternalità positiva della conservazione della biodiversità: cioè, la conservazione della diversità delle specie vegetali può aiutare a mantenere i servizi ecosistemici per le generazioni attuali e future».