Se il cellulare canta come un uccello per l’avifauna è un problema

[13 giugno 2013]

L’associazione britannica  Dorset Wildlife Trust (Dwt) ha lanciato una campagna online per sensibilizzare e mettere in guardia la gente sui danni che possono essere causati alla fauna selvatica dalla applicazioni per il cellulare che imitano il canto degli uccelli.

Il personale della riserva di Brownsea Island hanno infatti segnalato  che alcuni visitatori  utilizzano queste apps per cellulari che imitano l’insolito richiamo del Succiacapre per ottenere una fotografia del volatile più da vicino.

Il Dwt ricorda che «Gli uccelli nidificanti sono protetti dal Wildlife and Countryside Act del 1981, nel quale si  afferma che è di un reato di disturbare deliberatamente uccelli nidificanti elencati nell’Allegato 1 della legge. Brownsea Island ha  lo status di Zona di protezione speciale (Zps) per gli habitat che fornisce agli uccelli ed ospita il succiacapre, che di recente ha visto una buona  ripresa nel Dorset  che è considerata una delle nostre “storie di successo”. Il Succiacapre è inoltre protetto dall’Allegato 1 della direttiva Uccelli dell’Unione europea  e dall’allegato 2 della Convenzione di Berna».

Chris Thain, Reserve manager a Brownsea Island, è preoccupato: «Le apps stanno diventando abbastanza comuni, e sono grandi, ma il loro uso ha bisogno di essere guidato. Sono sicuro che i visitatori sarebbero sconvolti se si rendessero  conto del possibile disturbo che stanno provocando alla fauna selvatica. Dobbiamo diffondere la voce che l’uso di queste apps è potenzialmente dannoso per le specie sensibili». Secondo la Royal society for the protection of birds, «Gli uccelli potrebbero essere distolti da  compiti vitali».

Il Dorset Wildlife Trust assicura che saprà scoraggiare l’uso di queste apps per i cellulari, molto diffuse, in tutte le sue 42 riserve nel Dorset. «Non c’ è dubbio che queste applicazioni siano educative ed  un ottimo strumento per interessare le  persone agli uccelli, ma il Dorset Wildlife Trust sta incoraggiando i fotografi a pensare al benessere ed alla longevità degli  uccelli, in questo caso al succiacapre, quando si usa come soggetto una specie tanto fragile ed in ripresa».

A Brownsea Island, che è gestita dal National Wildlife Trust, sono già stati messi dei cartelli per ricordare ai visitatori che si consiglia di non utilizzare le apps degli uccelli nelle riserve del Dwt.

Hilary Wilson, dello sviluppatore iSpiny, ha detto che «Le apps sono uno strumento di apprendimento. Accogliamo con favore questa discussione sull’etica dell’utilizzo di richiami registrati». La Wilson, che supervisiona la Chirp! app per iSpiny ha detto alla Bbc News che l’azienda  britannica è leader mondiale nello sviluppo di apps sugli uccelli e il canto degli uccelli, ed ha spiegato che «Le nostre apps hanno lo scopo di aiutare a conoscere e ad identificare i canti ed i richiami degli uccelli, ma ci rendiamo conto che essi possono essere utilizzate per incoraggiare gli uccelli a rispondere. Sollecitiamo grande cautela: il canto degli uccelli è semplicemente un suono piacevole per le orecchie umane, ma per gli uccelli è un potente mezzo di comunicazione… il problema con le registrazioni è semplice: prendendo in considerando sia per gli uccelli che i birdwatchers, basta tenere il volume basso».

Tony Whitehead, public affairs officer della Rspb del South West, non è molto convinto: «Far suonare ripetutamente una registrazione di un canto o un richiamo di uccelli per incoraggiare  un uccello a rispondere per poterlo fotografare, può distogliere un uccello territoriale da altri compiti importanti, come nutrire i suoi piccoli. E’ egoista e non mostra alcun rispetto per l’uccello. La gente dovrebbe mai usare una registrazione per attirare una specie durante la stagione riproduttiva».