I segreti degli squali balena rivelati dai droni che funzionano con l’energia delle onde (VIDEO)

Seguiti in diretta al largo di un’isola dell’Honduras. Scoperti comportamenti inaspettati

[25 gennaio 2017]

Droni alimentati dal moto ondoso vengono utilizzati monitorare per la prima volta in tempo reale del pesce più grande del mondo, lo squalo balena (Rhincodon typus). Infatti, i ricercatori del Whale Shark and Oceanic Research Center (Wsorc) che la vorano a Utila, un’isola dell’Honduras, hanno appena terminato un progetto annulla nel quale hanno utilizzato droni “Wave Glider” autonomi per seguire gli squali balena e di riferire sui loro movimenti. Il team è stato in grado di seguire i singoli  squali in tempo reale, minuto per minuto, mentre i droni si immergevano in profondità

E’ così che hanno scoperto che gli squali balena si alimentano al largo di Utila anche n periodi dell’anno  inaspettati, un esempio del potenziale di questa tecnologia per colmare alcune delle più significative lacune sulla vita di questa magnifica specie in via di estinzione.

Konrad Madej, ex direttore di ricerca al Wsorc e ricercatore capo del progetto Wave Glider, sottolinea che «A luglio, i droni hanno individuato uno squalo ad una profondità di 90 metri,  quando si pensava gli squali balena fossero migrati a nord verso il Messico. Con il clima turbolento nel corso di questi mesi, è difficile trovare squali balena che si alimentano nelle acque mosse che  impediscono che plancton, uova e spore coralli di cui si nutrono si depositino in superficie. Quindi è bello vedere, per la prima volta, attraverso il Wave Glider, vedere che stanno ancora nuotando in profondità.

Gli squali balena maturi possono immergersi ad una profondità di oltre 1.500 metri e nuotare per 10.000 chilometri l’anno, il che li rende difficili da individuare e seguire.  Simon Pierce, responsabile scientifico della Marine Megafauna Foundation, evidenzia che «Basterebbe essere in grado di tracciarli per lunghi periodi  e il campionamento dei dati oceanografici migliorerebbe  la nostra comprensione su quali  habitat utilizzano, perché e a quali minacce potrebbero essere particolarmente suscettibili».

E’ proprio quello che ha fatto il team del progetto Wsorc, raccogliendo dati con i droni Wave Glider SV3, costruiti dalla californiana Liquid Robotics  che possono operare ininterrottamente per un massimo di 12 mesi alla volta e che per spostarsi utilizzano utilizzare l’energia delle onde. Una boa di superficie, che ospita pannelli solari, apparecchiature sensori e trasmettitori, è collegato a una unità subacquea, le pinne del mini-sottomarino ruotano su e giù mentre le onde sollevano la boa e lo spingono in avanti a una velocità che può raggiungere i 3 nodi.

Il team utilizza i droni sottomarini per pattugliare un’area a 5 chilometri al largo della costa nord di Utila, dove è normale avvistare squali balena. Ogni drone rimorchia un ricevitore in grado di captare i segnali provenienti da qualsiasi squalo dotato con un tag acustico che viene applicato sulla  pinna dorsale di uno squalo balena e che rilasciano un impulso sonoro ogni 60 secondi. Madej. Sottolinea che «Questi tag sono più economici dei  più sofisticati tag satellitari e possono gestire meglio la pressione quando gli squali balena si immergono»

Secondo Pierce, «C’è ancora molta strada da fare per monitorare dal vivo gli squali balena – il più lungo di monitoraggio continuo in questo progetto è stato di 25 minuti – ma il risultato di questi studi iniziali è estremamente interessante».

Videogallery

  • Whaleshark Encounter, Utila Dive Center