Svelato il segreto delle balene per sopravvivere senza bere

[31 marzo 2014]

E’ convinzione diffusa che le balene si siano evolute a partire da mammiferi terrestri dipendenti dall’acqua dolce per diventare mammiferi marini pelagici. I misticeti, le balene con i fanoni, si nutrono però soprattutto di Krill, crostacei dell’ordine Euphausiacea, e non hanno accesso all’acqua dolce.

Matthías Kjeld, un ricercatore islandese del dipartimento di chimica clinica dell’University Hospital di Reykjavík si è chiesto come questi giganteschi siano riusciti ad adattarsi a vivere per tutta la vita in un ambiente iperosmotico e, nello studio Salt and water balance of modern baleen whales: rate of urine production and food intake, pubblicato su Canadian Journal of Zoology/Revue canadienne de zoologie, ha affrontato la cosa partendo da «Un nuovo approccio basato a sull’allometria (scaling) della clearance della creatinina endogena in questi mammiferi, così come sul dosaggio della creatina nel sangue e nell’urina della balenottera comune (Balaenoptera physalus) e della balenottera boreale (Balaenoptera borealis), prelevati freschi dopo la morte».

Kjeld ha calcolato, a partire dai valori medi previsti della creatina endogena e delle concentrazione medie della creatina calcolati, «Il livello di produzione di urina è di 974 litri/giorno nelle balenottere comuni e di 627 l/giorno nella balenottera boreale. Si può prevedere l’ingestione quotidiana di 1.300 litri di krill nella balenottera comune e di 835 litri nella balenottera boreale. Le balene sembrano consumare il 30% in più di prede, che contengono solo circa il 50% del sale presente nell’acqua di mare. Il che permette loro di mantenere l’equilibrio acqua-sale bevendo solo un minimo di acqua di mare, cioè l’1 – 2%».

Il ricercatore islandese è convinto che i metodi impiegati per stimare i volumi di urina delle grandi balene potrebbero essere utilizzati pour studiare l’equilibrio acqua-sale nei misticeti, nei quali i meccanismi osmo-regolatori possono essere differenti da quelli degli odontoceti (i cetacei dentati: capodogli, delfini, zifi e focene) di minori dimensioni.

Insomma le balenottere producono in media una impressionante quantità di pipì : in media al giorno ci si potrebbero riempire più di 20 capiente i serbatoi di un’auto. Secondo il National Institute of Health Usa, noi esseri umani ogni giorno produciamo tra 800 e 2.000 ml di urina, per fare tanta pipì quanta ne fa in un giorno una balenottera comune, anche gli esseri umani più “produttivi” impiegherebbero 487 giorni, sarebbero pronti nel luglio 2015.

Matthías Kjeld si sta occupando da tempo del metabolismo dei grandi odontoceti ed i singolari risultati del suo studio si basano su un precedente ricerca del 2011, “Concentrations of electrolytes, hormones, and other constituents in fresh postmortem blood and urine of fin whales (Balaenoptera physalus)”, pubblicata sempre sul Canadian Journal of Zoology, insieme al suo team aveva misurato le concentrazioni di diverse sostanze chimiche in campioni post mortem di sangue in 84 Balaenoptera physalus cacciate al largo dell’Islanda nelle estati tra il 1981 al 1989. In 21 balenottere comuni sono stati presi sia campioni di sangue che di siero per poterli paragonare. Ne era risultato che «La concentrazione media di urea nel siero è simile a quella che prevale negli odontoceti, ma 5 volte più elevata che nei mammiferi terrestri domestici. I trigliceridi sono 2 volte più alti che in un essere umano a digiuno e non subiscono aumenti durante la giornata. Le concentrazioni di cortisolo del siero sono 2 volte più basse di quelle dei mammiferi domestici; non subiscono variazioni durante la giornata e non sono in correlazione significativa con la durata dell’inseguimento (il tempo trascorso tra l’individuazione e la messa a morte). Le concentrazioni di aldosterone del siero sono simili a quelle trovate nei delfini tursiopi e, come previso, somno correlate negativamente con la concentrazione di Na+ dell’urina. Le concentrazioni di tiroxina del sangue sono in correlazione significativa (p < 0,003) con la durata dell’inseguimento. Le concentrazioni medie di potassio nell’urina sono 6 volte più elevate delle concentrazioni medie dell’acqua di mare, mentre la concentrazione di sodio e di cloruri sono 2 – 3 volte più elevate che negli esseri umani, ma mai così elevate come quelle dell’acqua di mare. Le concentrazioni di magnesio urinario sono da 4 a 5 volte quelle degli animali domestici, ma sono sempre inferiori alla metà di quelle dell’acqua di misurare. L’osmolalità media dell’urina è più elevata di quella dell’acqua di mare».