Selve costiere di Toscana, verso l’ammissione della candidatura Unesco

L’annuncio finale dovrebbe arrivare il 19 marzo dal meeting dell’Unesco in Perù

[2 marzo 2016]

Selve costiere della Toscana

Il percorso intrapreso nell’ultimo anno e mezzo dall’Ente Parco regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli  insieme alle amministrazioni comunali coinvolte ha dato i suoi frutti: «Il Ministero dell’ambiente ha infatti comunicato che la candidatura delle Selve costiere di Toscana ha positivamente superato il penultimo passaggio prima della conclusione dell’iter, subordinando la definitiva ammissione ad alcune integrazioni e chiarimenti che il Parco ha inviato nei giorni scorsi – dicono al Parco -. Se tutto procederà come previsto, il 19 marzo a Lima in Perù l’Unesco sancirà la nascita di una nuova importantissima Riserva della Biosfera toscana, una delle sole dieci esistenti in Italia».

Come capofila, l’Ente Parco ha sviluppato un progetto «che supera i confini della precedente Riserva “Selva pisana” riconosciuta dall’Unesco nell’ambito del programma “Man and Biosphere” (Uomo e Biosfera), fino a quest’anno quasi del tutto coincidente con i confini del Parco, per proiettarsi su un territorio più ampio che comprenderà parte delle province di Pisa, Lucca e Livorno».

Il lavoro svolto tra il 2014 e il 2015 che, dopo una serrata “negoziazione” con gli uffici italiani e dopo la presentazione di una prima proposta, si era concluso nell’ottobre 2015 con la consegna di una nuova e corposa candidatura. Il dossier dovrà scontrarsi con altre proposte provenienti da varie parti d’Italia, ma è tra le più concrete per la forte interconnessione tra i territori e i comuni coinvolti, e per la possibilità di gestire con grande praticità, grazie agli strumenti di governance disponibili, l’area candidata a divenire oggetto di un nuovo e prestigioso riconoscimento.

Al Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli sottolineano che «Nel fascicolo inviato all’Unesco era contenuta l’intesa, anche politica tra l’Ente Parco, e le amministrazioni comunali il cui territorio era già incluso dal 2004 nel perimetro della riserva “Selva pisana” (Pisa, Viareggio, Vecchiano, San Giuliano e Massarosa), le new entry della proposta del 2014, ossia Calci e Collesalvetti, e quelle del 2015, Lucca e Capannori. Importante anche l’appoggio alla candidatura espresso formalmente dalla Scuola Superiore Sant’Anna, dal Centro di ricerche agro-ambientali “Enrico Avanzi” e dal Museo di Storia naturale di Calci, oltre che da molte associazioni ambientaliste e culturali, istituti privati e persino imprenditori».

La “selva” esistente fino a quest’anno – che comprendeva, oltre al territorio e all’area contigua del Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, anche le frazioni di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone e una fascia di area marina di fronte alla costa a nord del fiume Arno – dovrebbe dunque raddoppiare la propria dimensione, arrivando a poco meno di 40.000 ettari, con un aumento della complessità territoriale e, soprattutto, con un mutamento della denominazione che evidenzia la volontà di superare la dimensione locale legata principalmente al territorio dell’area protetta regionale.

L’idea che ha portato alle “Selve costiere di Toscana” nasce sulla scorta dell’esperienza decennale già maturata dall’Ente Parco come capofila, «ma si spinge ben oltre – dicono a San Rossore –  grazie al legame che la nuova Riserva crea tra la fascia costiera e il complesso dei Monti pisani, compreso il loro versante lucchese. Territori apparentemente divisi che condividono invece  questioni importantissime, come il ruolo dell’agricoltura nella conservazione del paesaggio, la conservazione e valorizzazione dei complessi forestali, gli equilibri tra le componenti faunistiche e quelle vegetazionali. Il tutto, unito anche da una rete di sentieri che sarà sviluppata nell’ambito dell’attività della Riserva stessa. Tali aree resteranno comunque al di fuori dei confini del parco regionale e non sorgeranno dunque nuovi vincoli di tipo giuridico o urbanistico: la pianificazione rimarrà, infatti, di esclusiva competenza degli enti locali, secondo quanto previsto dalle norme nazionali in materia di gestione del territorio. L’adesione alla proposta di ampliamento non determina infatti, sulle aree interessate, limitazioni per l’insediamento e l’esercizio di attività antropiche, né alcun effetto sulle previsioni degli strumenti urbanistici che disciplinano le aree d’interesse, o nuovi vincoli. Non si tratta quindi di un’estensione dei confini del Parco o dell’ambito delle sue competenze, ma di una gestione dei beni orientata allo sviluppo sostenibile e alla tutela della biodiversità attraverso forme di partecipazione attiva delle realtà economiche e sociali del territorio».

il Presidente del Parco, Fabrizio Manfredi, conclude: «In questi anni gli uffici, la Direzione e la Presidenza del Parco hanno portato avanti un confronto sia con i comuni i cui territori fanno storicamente parte di esso, sia con quelli confinanti, per condividere formalmente gli obiettivi e gli impegni di carattere generale richiesti dal Programma e dai documenti internazionali di riferimento La presentazione della candidatura a riserva MaB della “Selve costiere di Toscana” è il coronamento di questo arduo percorso, ma testimonia anche la volontà politica di superare il contesto locale e iniziare a guardare alla gestione del territorio con una prospettiva di area vasta. Non a caso, con la firma del protocollo d’intesa e in caso di esito favorevole della proposta di candidatura la nuova Riserva della biosfera si estenderà oltre la zona settentrionale del Parco fino alle aree collinari oltre il Massaciuccoli e al versante lucchese e pisano dei Monti pisani, e comprenderà anche le colline livornesi e parte delle aree forestali di Collesalvetti».