Il senso di lupi e cani per l’ingiustizia. Ereditato da un antenato comune

Ci sbagliavamo: l’addomesticamento sembra ridurre il senso dell’ingiustizia

[12 giugno 2017]

Non solo i cani, ma anche lupi reagiscono all’ingiustizia in maniera simile agli esseri umani o ai primati. E’ stato confermato dal nuovo studio “Domestication Does Not Explain the Presence of Inequity Aversion in Dogs” si Current Biology da Jennifer Essler, Sarah Marshall-Pescini e Friederike Range del Wolf Science Center  del Messerli Forschungsinstitut della Veterinärmedizinische Universität Wien.

I ricercatori austriaci dicono che sia i lupi che i cani si sono rifiutati di collaborare in un esperimento in cui solo il partner ha un beneficio o quando hanno ricevuto un premio di qualità inferiore: «Dal momento che questo comportamento è altrettanto forte nei lupi e nei cani, questa sensibilità per la disuguaglianza è improbabile che sia un effetto dell’addomesticamento, come era stato ipotizzato finora. È piuttosto un comportamento ereditato da un antenato comune».  Esperimenti realizzati nel 2008 avevano dimostrato che i cani hanno questa sensibilità, questo nuovo studio dimostra che è ancor più profondamente radicata nella lupi.

Riconoscere l’ingiustizia è una importante abilità sociale degli esseri umani e diventa particolarmente importante quando si coopera con gli altri. Diverse specie di primati mostrano un’accentuata sensibilità all’ingiustizia., ma, come spuiegano i ricercatori viennesi, «E’ stato poco indagato se anche le altre specie si rendono conto dell’ingiustizia e reagisco ad essa. Diversi studi con i cani erano almeno indicativi di una qualche forma di avversione all’iniquità, ad esempio quando i cani stessi non ottenevano il cibo che i loro partner ricevevano per la stessa azione. Finora, questa abilità nei cani era stato attribuita al loro adattamento agli esseri umani: l’addomesticamento».

Ma ora viene fuori che i parenti più stretti dei cani, i lupi, mostrano la stessa avversione all’iniquità. Gli scienziati dell’università di medicina veterinaria di Vienna ,o hanno s dimostrato con un esperimento: quando gli animali, dopo che il loro addestratore ha chiesto loro di farlo,  premono un pulsante senza ricevere nulla o ottenendo per la stessa azione un premio di qualità inferiore rispetto ai loro partner, si rifiutano di partecipare all’esperimento. Un comportamente simile, e con la stessa rilevanza, tra lupi e cani il che, secondo i ricercatori, conferma che «Questo indica un’abilità ereditata da un antenato comune. Così, l’addomesticamento non è l’unica ragione per cui i cani reagiscono alle iniquità».

Il gruppo di studio ha studiato il comportamento di lupi e cani con un  test di  non-ricompensa e un test di qualità nei quali due animali messi due recinti adiacenti dovevano premere alternativamente un pulsante con le zampe, per  ottenere una ricompensa. La Essler spiega che «Nel test di non-ricompensa, solo uno di partner il riceve  una delizia in ogni prov. Nel test un animale non ha ottenuto nulla. Nel test di qualità, entrambi gli animali hanno ottenuto un premio, ma il “preferito” ne ottiene uno di qualità superiore. La capacità di realizzare questa ingiustizia è diventata evidente quando si sono rifiutati di continuare l’esperimento».

Ma è interessante notare che gli animali continuino il test se non c’è un partner. «Questo – spiega a sua volta Range – dimostra che il fatto che loro stessi non avessero ricevuto un premio non era l’unico motivo per cui hanno smesso di collaborare con l’addestratore. Si rifiutano di cooperare perché l’altro ha qualcosa, ma loro non lo hanno ricevuto».

Anche nel test di qualità, lupi e cani sono rifiutati di continuare a cooperare con l’istruttore  e di premere il pulsante e la Essler sottolinea che «Finora, questa reazione non era stata dimostrata in un esperimento. Ma conferma ancora più chiaramente che i lupi e cani capiscono davvero l’iniquità. I lupi, tuttavia, erano molto più sensibili dei cani, dato che richiedevano  più comandi dal formatore per continuare a lavorare».

Il rango cani e lupi all’interno di un branco è stato un ulteriore fattore per determinare la dispèonibilità degli animali a collaborare. Secondo Range, «Gli animali di alto rango diventano frustrati più rapidamente pe l’iniquità, perché non sono abituati a questa situazione: non ricevere qualcosa del tutto o solo di qualità inferiore. Quindi, la gerarchia nel loro branco è direttamente collegata alla loro reazione all’iniquità».

Dopo gli esperimenti, i ricercatori hanno anche valutato se gli animali interagivano con i loro partner di test o lo sperimentatore in un contenitore neutro. I lupi che avevano subito un’ingiustizia si tenevano in disparte dagli esseri umani, i cani no. «Anche se questi animali non vivono direttamente con gli esseri umani, sono più suscettibili di noi – concludono gli scienziati austriaci – A questo punto, l’addomesticamento sembra influenzare il comportamento dei cani. Il loro stretto contatto con gli esseri umani come animali da compagnia potrebbe, così, ridurre il loro comportamento [di avversione all’ingiustizia, ndr] in tali situazioni, invece di innescarlo».