Si tratta della seconda più importante operazione della storia

Sequestrate in Cina 2.748 zanne d’avorio. Wwf: «Strage elefanti ancora all’ordine del giorno»

Per ottenerle sono stati massacrati 1.374 pachidermi. «Questo anche perché molti paesi, come l’Italia, consentono ancora oggi di commerciare l’avorio che corrisponda a certe caratteristiche»

[19 Aprile 2019]

Circa 20.000 elefanti africani vengono uccisi ogni anno, 55 al giorno, a causa del commercio illegale di avorio, un fenomeno tornato in questi giorni alla ribalta della cronaca a causa di un sequestro da record messo a segno in Cina dalle autorità locali: come informa il network Traffic nell’occasione sono state infatti requisite ben 2.748 zanne d’avorio, ovvero il risultato del massacro di 1.374 elefanti. In tutto si tratta di 7,48 tonnellate d’avorio, il che potenzialmente rende questo sequestro il secondo più importante al mondo (registri dettagliati in merito esistono solo dal 1989, e il primato al momento va al sequestro operato in Vietnam il 30 aprile 2019, pari a 9,12 tonnellate).

«Il massacro di elefanti per il commercio dell’avorio è uno dei crimini più orrendi di cui si possa macchiare la nostra specie nei riguardi degli altri animali – commenta Isabella Pratesi, direttore conservazione del Wwf Italia, associazione ambientalista che fa parte del network Traffic – Il recente sequestro in Cina dimostra che questa strage è ancora oggi all’ordine del giorno e che i responsabili continuano a operare con troppi pochi ostacoli. Questo anche perché molti paesi, come l’Italia, consentono ancora oggi di commerciare l’avorio che corrisponda a certe caratteristiche. Ma anche se antico, o precedente all’applicazione di leggi più recenti, il commercio cosiddetto “legale” di avorio rischia comunque di nascondere e facilitare il bracconaggio».

Il tempo stringe: la popolazione di elefanti che si è ridotta al 10% rispetto ad un secolo fa, con alcuni Paesi che hanno subito un declino molto intenso in periodi recenti: la Tanzania ad esempio – un tempo vero e proprio paradiso degli elefanti – ha perso il 60% di questi maestosi animali solo negli ultimi 5 anni. La Cina e la Francia hanno chiuso i loro mercati interni dell’avorio: ora tocca all’Italia, terzo esportatore di avorio al mondo. Ecco perché WWF YOUng e IFAW hanno lanciato una petizione rivolta al ministro Costa chiedendo il bando totale dell’avorio in Italia, un’iniziativa che ha già raccolto oltre 57.000 firme.