A quando una seria politica per i parchi?

[12 dicembre 2016]

Le vicende referendarie stanno offuscando un sacco di problemi compresi quelli dei nostri parchi nazionali, regionali e locali. Ma i problemi ci sono e sono molti e spesso complicati, Toscana inclusa.

Nonostante questo a Firenze nei giorni scorsi è stato assegnato ad una decina di parchi di varie parti d’Italia un Oscar per i risultati conseguiti. Parchi nazionali, regionali, terrestri e marini che nonostante la latitanza ministeriale, se la sono cavata al meglio confermando quanto fosse una balla l’idea che senza rinnovare la vecchia legge 394 – neppure volendo – i parchi avrebbero potuto fare il loro mestiere seriamente. Insomma una conferma che la legge votata al Senato, come tante associazioni ambientaliste hanno giustamente sostenuto, non solo non era indispensabile ma solo dannosa. Speriamo che la lezione serva alla Camera per evitare di bissare il voto del Senato che sembra piacere, stranamente, solo a Federparchi.

Ma legge a parte, una serie di situazioni che stanno pregiudicando sempre più le condizioni del nostro ambiente – mare inquinato, alluvioni, frane, fiumi che esondano, paesaggio a rischio, consumo del suolo che continua – e richiedono finalmente un rilancio di politiche e progetti di tutela, insomma di pianificazione. Sì, di pianificazione di cui si sono perse le tracce con uno Stato che pretende sempre più di fare i suoi comodi mentre regioni e autonomie – anche per colpa loro – contano sempre meno.

Se le dune del parco di San Rossore sono sempre più a rischio erosione la Regione Toscana non può non occuparsene anche se legge votata al Senato dice che deve praticamente occuparsene solo lo Stato, che nessuno sa però dove sia finito: c’è qualcuno che sta occupandosi del Santuario dei cetacei cioè del mare tosco-ligure-sardo? Le politiche costiere di cui si sta occupando una commissione della nostra Regione hanno messo nel conto questi aspetti? Non vale naturalmente solo per la Toscana ma ancor più per la Liguria di Toti e della Sardegna, dove un Parco come quello della Maddalena di guai non ne ha pochi. Qui non basta né un si né un no. Ci vuole qualcosa di più e di meglio.

Le opinioni espresse dall’autore non rappresentano necessariamente la posizione della redazione