Sette zone umide della Toscana diventano Aree Ramsar

[17 settembre 2013]

Con il via libera alla  Delibera “Convenzione Ramsar” la  giunta della Regione Toscana ha inviato al ministero dell’ambiente la richiesta di predisporre gli atti di sua competenza per l’approvazione dei 7 decreti perché vengano ratificate le aree Ramsar: Padule di Fucecchio, Lago di Sibolla, Ex Lago e Padule di Bientina, Lago e Padule di Massaciuccoli – Macchia di Migliarino -Tenuta San Rossore, Padule Orti – Bottagone, Padule di Scarlino, Padule della Trappola-Foce dell’Ombrone.

Regione e ministero avevano già accolto la proposta della Provincia di Pisa per l’area “Ex lago e Padule di Bientina“, dopo un’accurata verifica delle reali caratteristiche ambientali, di modifica e adattamento del perimetro della  zona umida per renderne coerenti i confini, sia con il reale contesto ambientale, che con il Piano Territoriale di coordinamento della Provincia di Pisa.

Anche il Parco regionale della Maremma ed il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli hanno chiesto di rettificare i perimetri delle rispettive proposte di aree Ramsar ” Padule della Trappola – Foce dell’Ombrone“ e “Lago e Padule di Massaciuccoli – Macchia di Migliarino – Tenuta San Rossore”.

Quindi la giunta della Regione Toscana ha espresso parere favorevole sugli schemi di decreto ministeriale, per il definitivo riconoscimento da parte del ministero dell’ambiente «Quali zone umide di interesse internazionale delle aree proposte con DGR 231/04 (Padule di Fucecchio, Lago di Sibolla, Ex Lago e Padule di Bientina, Lago e Padule di Massaciuccoli – Macchia di Migliarino-Tenuta San Rossore, Padule Orti-Bottagone, Padule di Scarlino, Padule della Trappola-Foce dell’Ombrone) opportunamente integrati e rettificati a seguito delle richieste di modifica» e la delibera approvata  stabilisce che  le perimetrazioni delle zone umide di importanza internazionale «Siano depositate in formato digitale, quale archivio geografico ufficiale, presso il Settore regionale Sistema Informativo Territoriale e Ambientale della Regione Toscana, cui ne è demandata la conservazione, la manutenzione e la diffusione nelle forme e nei modi previsti dalle disposizioni vigenti nonché l’aggiornamento nel caso di eventuali variazioni» ed ha trasmesso gli atti al ministero dell’ambiente perché possa «Predisporre gli atti e svolgere i successivi adempimenti di sua competenza».