Wwf e Traffic: il Parlamento europeo agisca

Si avvicina il voto Ue per fermare il commercio illegale di animali e piante selvatiche (VIDEO)

[10 gennaio 2014]

Il  15 gennaio il Parlamento europeo voterà una risoluzione presentata dall’olandese Gerben -Jan Gerbrandy, (Fryske Nasjonale Partij, la sinistra autonomista frisona), in materia di fauna selvatica che richiede un maggiore impegno e leadership sia all’Unione europea che agli Stati membri per fermare il commercio illegale di specie selvatiche, nell’Ue e nel resto del mondo .

Wwf e Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce (Traffic) sostengono l’iniziativa di Gerbrandy e «Invitano tutti i membri del Parlamento europeo a garantire che l’Ue adotti una risoluzione forte e decisa contro il traffico illegale di fauna selvatica».

Le due organizzazioni spiegano che la risoluzione chiede che la Commissione europea e gli Stati membri si diano davvero da fare «Per  rafforzare e attuare pienamente la normativa vigente a livello comunitario e nazionale, migliorare i controlli alle frontiere, aumentare le sanzioni e le condanne per i trafficanti e rafforzare la cooperazione tra paesi europei e lo scambio di informazioni tra le agenzie competenti, come la polizia e la dogana,  per assicurare che nessun prodotto illecito di fauna selvatica entri e venga commercializzato nel mercato dell’Ue . L’Ue dovrebbe inoltre partecipare con i leader mondiali in uno sforzo comune a livello globale per aiutare i maggiori Paesi esportatori a proteggere la loro fauna selvatica in via di estinzione, promuovendo campagne nei paesi consumatori come Cina, Thailandia e Vietnam per fermare la domanda di prodotti animali selvatici illegali come corni di rinoceronte, ossa di tigre e avorio».

Tony Long , direttore dell’ufficio politico europeo del Wwf, sottolinea che «Il traffico illegale di specie selvatiche minaccia la sopravvivenza di animali unici come i rinoceronti e gli elefanti africani, e molte specie sono oggi a serio rischio di estinzione. Come regione di transito per prodotti o parti illegali di fauna selvatica anche in rotta dall’Africa verso l’Asia, l’Ue ha l’ obbligo internazionale di garantire controlli adeguati per interdire il traffico e garantire che le organizzazioni criminali siano messe fuori gioco. Il Parlamento europeo deve dare un segnale forte e agire fin da ora contro il traffico illegale di fauna selvatica. Una migliore collaborazione con i paesi africani è quindi fondamentale per fermare le attività criminali alla fonte, soprattutto data la crescente evidenza dei loro collegamenti con i conflitti civili e con le attività terroristiche che minano la sicurezza nazionale e globale. Il recente impegno della Commissione europea di 12.800.000 euro per sostenere meglio il monitoraggio sul campo è un esempio di come l’Ue può essere d’aiuto, mentre il prossimo vertice Ue-Africa offre l’opportunità di costruire una effettiva collaborazione tra le nazioni, necessaria per affrontare la crisi del bracconaggio globale».

Traffic è un network internazionale Wwf/Iucn che, effettua il monitoraggio del commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatica e di studia le forme di utilizzazione sostenibile per garantirne un corretto utilizzo e la direttrice di Traffic Europa, Stephanie von Meibom, sollecita l’Europarlamento a mandare un  messaggio forte ai 28 Paesi dell’Ue ed alla Commissione europea, «Perché prendano sul serio i crimini contro la fauna selvatica e li trattino come farebbero con qualsiasi reato grave. Abbiamo bisogno di una polizia di frontiera più e meglio attrezzata, sanzioni per i trafficanti ben superiori a quelle attuali e coerenti in tutta l’Ue  e una migliore collaborazione e comunicazione tra gli Stati membri per proteggere la fauna selvatica e fermare il commercio criminale. E’ indispensabile che tutti gli Stati membri siano all’altezza delle loro responsabilità di monitorare e controllare il commercio di fauna selvatica: ogni punto di debolezza nella rete dei controlli rischia altrimenti di essere preso di mira da chi è determinato ad aggirare la legge».

Il presidente del Wwf Italia, Dante Caserta, conclude: «Poiché l’’Italia rappresenta un mercato tra i più importanti al mondo per animali e legname, il primo importatore e trasformatore di pelli di rettile,  un grande consumatore di lane pregiate, un sempre fiorente mercato di polpa e carta e tanto altro a conferma che la nostra stessa industria necessita di questi prodotti per i suoi cicli di produzione, ci aspettiamo che i nostri europarlamentari facciano responsabilmente la loro parte. Senza un controllo serio del mercato e una ferma condanna dell’illegalità si mette in gioco la sostenibilità dei processi produttivi compromettendo gli equilibri naturali di paesi ai quali, invece, dovremmo garantire sostegno e supporto per una corretta gestione delle loro risorse».

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