Si è dimesso il presidente del Parco regionale del Conero e coordinatore di Federparchi Marche

Legambiente ringrazia Giacchetti per il lavoro realizzato in questi anni

[23 dicembre 2016]

Durante l’ultima riunione del Consiglio direttivo del Parco naturale regionale del Conero, si è dimesso il presidente Lanfranco Giacchetti. Una decisione abbastanza improvvisa che Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, commentano così: «Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a Lanfranco Giacchetti per la professionalità, l’impegno e la passione messi a disposizione durante il suo mandato di Presidente del Parco, e per l’intensa collaborazione che ha portato avanti con la nostra associazione anche nel ruolo di Coordinatore regionale della Federparchi, che ha svolto con capacità e intuito politico, nell’intento di far crescere la consapevolezza del ruolo che svolgono le aree protette nella Regione, soprattutto in questa fase di ricostruzione post sisma che ha sconvolto le Marche. Difficile ricordare, in poche righe, le tante proposte messe in campo e realizzate in questi nove anni con il Parco del Conero e con Lanfranco. Grazie alla sua disponibilità, siamo riusciti a dare vita ad un confronto franco e costruttivo nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità, per una più piena e corretta fruizione della natura da parte dei cittadini».

Pulcini e Nicoletti ricordano che «Le sfide che ci attendono sono ancora molte, dalla riforma delle legge regionale sulle aree protette all’istituzione dell’Area marina protetta del Conero, per le quali sarà necessario continuare a tracciare un percorso condiviso, anche e soprattutto con le amministrazioni locali.  In questa chiave siamo sicuri che Giacchetti continuerà a dare, anche in altra veste, il suo contributo, per avvicinare le ragioni della tutela con quelle dello sviluppo sostenibile attraverso un fecondo dialogo con le comunità locali. L’Italia, infatti, è un Paese che, attraverso una propria rete di aree protette, coinvolge 2.088 Comuni in cui oltre alla protezione della natura si assicurano vantaggi al turismo, all’agricoltura, alla qualità della vita delle comunità. In questo contesto la strada migliore è un lavoro sinergico che, pur nel rispetto delle diverse autonomie, sappia affrontare problematiche anche complesse con la necessaria capacità in continuità con quanto fatto anche grazie al lavoro di Lanfranco».