Si può ridurre la superficie di un Sic, ma a determinate condizioni

[19 giugno 2017]

Uno Stato può ridurre la superficie di un sito di importanza comunitaria (Sic) al momento in cui cambia la sua strategia di ripristino dei tipi di habitat meritevoli di tutela? Secondo l’Avvocato Juliane Kokott è possibile, ma a determinate condizioni. Ossia quando le superfici da escludere sono inserite nel sito solo nell’ottica di future misure di ripristino di tipi di habitat e/o presenze di specie e in presenza di informazioni che documentano la non necessaria adozione di misure per garantire uno stato di conservazione soddisfacente.

Quindi ritiene la decisione della Commissione di ridurre la superficie del Sic olandese non è chiara, e non sufficientemente motivata.

La questione riguarda i Paesi Bassi e in particolare il Leenheerenpolder, un braccio di mare laterale dell’Haringvliet. Un polder che secondo le autorità competenti si poteva prestare a essere sviluppato per il ripristino di vari tipi di habitat e specie meritevoli di tutela nella zona Haringvliet, e non per quelli effettivamente presenti.

Successivamente le autorità dei Paesi Bassi hanno trasmesso alla Commissione informazioni volte a motivare la riduzione del sito. Ossia che il Leenheerenpolder non avrebbe allo stato alcun valore ecologico. Tanto che il progetto di «depolderizzare» il Leenheerenpolder sarebbe stato accantonato , ma – come dichiarata l’Olanda – per ragioni politiche, sociali e di bilancio.

Nel contempo, le autorità dei Paesi Bassi hanno dichiarato di ritenere l’ipotesi che le superfici potessero rilevare ai fini della conservazione e del ripristino di tipi di habitat un errore scientifico. Opinione condivisa anche dalla Commissione. Per cui nella decisione del 2014 relativa all’ottavo aggiornamento dei Sic nell’elenco il sito «Haringvliet» continua a comparire, ma senza comprendere il Leenheerenpolder. Conseguentemente, nell’aprile 2015, le competenti autorità dei Paesi Bassi hanno designato il sito «Haringvliet» come zona protetta ai sensi della direttiva habitat, senza il Leenheerenpolder.

Ma il Vereniging Hoekschewaards Landschap (associazione) contesta tale designazione dinanzi al Consiglio di Stato olandese. Il Consiglio dubitando che la Commissione abbia correttamente accettato una riduzione del sito, sottopone alla Corte la questione. Chiede, cioè, se la decisione di esecuzione della Commissione sia valida.

In base al principio della certezza del diritto, una normativa dell’Unione deve consentire agli interessati di conoscere senza ambiguità i propri diritti ed obblighi e regolarsi di conseguenza. La variazione dell’estensione di un Sic, può incidere sui diritti e sugli obblighi degli utilizzatori dei terreni ma anche di terzi interessati, come le organizzazioni per la protezione dell’ambiente. Per questo deve apparire sufficientemente chiara.

Inoltre, secondo il Tfue, gli atti giuridici dell’Unione devono essere motivati. Tale motivazione deve far apparire in maniera chiara e inequivoca l’iter logico seguito dall’autore dell’atto, in modo da consentire agli interessati di conoscere le ragioni della misura adottata e alla Corte di esercitare il proprio controllo.

L’osservanza dell’obbligo di motivazione deve, peraltro, essere valutata alla luce non soltanto del tenore letterale dell’atto, ma anche del suo contesto e dell’insieme delle norme giuridiche che disciplinano la materia in questione. Non rilevano soltanto i considerando formulati nell’atto in esame, ma il più ampio contesto della misura di cui trattasi. Il vizio di motivazione non è sanato dal fatto che, nella specie, i Paesi Bassi, quale Stato membro interessato, sono stati messi al corrente della procedura. Tali sviluppi casuali non possono infatti garantire che tutti gli interessati fossero a conoscenza dei motivi.