In Sicilia il centrodestra caccia Antoci, il presidente antimafia del Parco dei Nebrodi

Commissariamento dei parchi regionali siciliani, Sammuri: operazione di spoils system senza precedenti

[15 febbraio 2018]

La scelta del governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci di commissariare il Parco regionale dei Nebrodi e cacciare il presidente Giuseppe Antoci, in applicazione del criterio dello spoil system, è un atto sbagliato e pericoloso. Pericoloso perché rischia di far ritornare indietro un territorio che, grazie all’azione di Antoci, aveva imboccato la strada della legalità e della lotta contro la presenza oppressiva della mafia che utilizzavale terre pubbliche all’interno dell’area protetta per il pascolo abusivo e per percepire illecitamente risorse comunitarie.

Attraverso un Protocollo di Legalità, applicato alla filiera agricola e boschiva, il presidente Antoci è stato in grado di rendere trasparenti le filiere commerciali e le attività legate a questo settore primario e fondamentale per l’economia dei Nebrodi. Un protocollo, si badi, che è diventato un modello esportato in altre aree protette e per altri contesti in cui la presenza della criminalità organizzata ha condizionato lo sviluppo e la democrazia.Tutto questo è costato quasi la vita a Giuseppe Antoci che, nonostante l’attentato subito, ha continuato a lavorare per rendere il Parco dei Nebrodi un luogo dove i mafiosi hanno smesso di lucrare sui terreni e i pascoli e dove si stanno salvaguardando tantissime aziende agricole oneste dalla pressione dei boss. Ma la spinta alla legalità nel Parco dei Nebrodi sotto l’indirizzo di Antoci, ha avuto anche risvolti positivo perché sono aumentate le presenze turistiche del 40% grazie al marchio di qualità “Nebrodi Sicily”.

E allora, se i fatti dicono che il parco è cresciuto anche grazie alla scelta di puntare sulla legalità, perché Antoci è stato cacciato ancora prima che scadesse il suo mandato a ottobre prossimo? Per una vendetta politica non vi è dubbio, e perché Antoci svolge un ruolo importante in una forza politica diversa da quelle che oggi governano in Sicilia.Si opera un commissariamento, nonostante il mandato da presidente scade il prossimo ottobre per dare un chiaro segnale a chi non si è rassegnato e abituato alla svolta legalitaria impressa al Parco, utilizzando il meccanismo dello Spoils System (dall’inglese letteralmente: sistema del bottino) previsto dalla legge n.145/2002 (cd. legge Frattini) per il quale gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del governo. In questo modo le forze politiche al governo affidano la guida della complessa macchina pubblica a dirigenti che ritengono che non soltanto possano, ma anche vogliano far loro raggiungere gli obiettivi politici che si sono prefissati.In base a questo principio le figure dirigenziali dell’ordinamento sono scelte da organi politici come i Ministri, il Consiglio dei ministri, il Presidente della Regione o della Provincia ed il Sindaco. Il sistema dello Spoil System permette, in sostanza, alla parte politica che vince le elezioni di collocare persone di fiducia nei posti chiave dell’apparato burocratico, così distribuendo uffici pubblici e quindi posizioni di potere.

C’è un però in tutta questa vicenda che rende tutto molto torbido, e sta nel fatto che il presidente di un Parco regionale non è un organo dirigenziale ma una figura politica (visto che presiede un ente pubblico non economico qual è un ente parco regionale) alla quale non si possono applicare i criteri dello Spoil System che, ripeto, riguarda gli organi di indirizzo tecnico o dirigenziale.

Dunque, piena solidarietà a Giuseppe Antoci per l’atto discriminatorio a cui è sotto posto, perché nessuno può essere cacciato dalla presidenza di un Parco solo perché ha un’idea politica diversa da quella del presidente della regione Sicilia, ma la nostra vicinanza va ai cittadini e gli operatori del Parco dei Nebrodi che si vedono privati dei servizi di una persona per bene che ha osato sfidare la mafia e ora paga pegno. Caro Peppe noi siamo con te e ti sosterremo nelle tue prossime battaglie, perché di certo non lascerai il campo libero alle ingiustizie.

di Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette Legambiente

La Regione Sicilia ha in realtà commissariato tutti i suoi parchi. Dopo i Monti Sicani, l’Alcantara e le Madonie, la giunta ha proceduto al commissariamento del Parco dell’Etna e dei Nebrodi. Al posto degli attuali presidenti arriveranno dei funzionari della Regione.

La notizia, che aveva già assunto rilevanza nazionale per il coinvolgimento di Giuseppe Antoci, assume così un connotato ancora più clamoroso. Duro il commento del  presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri: «Il governatore della Sicilia Nello Musumeci  ha azzerato i vertici dei parchi siciliani insieme ad altri organismi pubblici vigilati da alcuni assessorati, in una operazione di spoils system senza precedenti. Federparchi esprime sconcerto per questa decisione. Inspiegabile, per esempio, l’avvicendamento alla guida del Parco dell’Etna, dove Marisa Mazzaglia, proprio come Antoci, è costretta a lasciare l’incarico in anticipo di pochi mesi, senza poter incassare la prestigiosa iscrizione del territorio del vulcano nella World Heritage List, la lista dei Patrimoni dell’Umanità.