A Siena conferenza internazionale sulla sostenibilità dell’agricoltura nel Mediterraneo

[4 marzo 2015]

Oltre 300 tra ricercatori, policymaker e rappresentanti istituzionali da Europa, Nord Africa e Medio Oriente parteciperanno il 5 e 6 marzo all’Università di Siena alla grande conferenza “Solutions for Agri-food Sustainability in the Mediterranean. Policies, technologies and business models”, sui temi della sostenibilità dell’agricoltura e delle produzioni alimentari nell’area del Mediterraneo. L’evento, organizzato in collaborazione con la Regione Toscana,  nell’ambito delle iniziative regionali per Expo 2015, è dedicato ai molteplici aspetti dell’agrifood, con particolare attenzione alle nuove tecnologie, alle politiche pubbliche ed aziendali e ai comportamenti di tutti gli operatori del settore; e si inserisce nell’ambito delle attività dell’Università di Siena sui temi dello sviluppo sostenibile.

La conferenza, che si terrà presso l’aula Magna del plesso di via Mattioli 10 dell’Ateneo senese, è la seconda conferenza internazionale della rete per la ricerca e le iniziative nel campo della sostenibilità nel Mediterraneo, Sustainable Development Solutions Network (SDSN Mediterranean) guidato dall’economista Jeffrey Sachs e lanciato nel 2012 da Ban Ki-moon, segretario generale Onu, che ha il suo hub all’Università di Siena.

I lavori si apriranno alle 9 del 5 marzo, sarà presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Salvadori. Le sessioni della mattinata si concentreranno sul contesto attuale nell’area mediterranea e sull’uso efficiente delle risorse. Nel pomeriggio il focus sarà sulle tecnologie, sulle politiche nell’agri-food e sui modelli di business. Al termine della seconda giornata, saranno presentati i progetti – selezionati nelle settimane scorse, a seguito di un bando – che propongono soluzioni applicabili, con una forte portata di innovazione sostenibile.

«Il convegno di Siena – ha detto Salvadori – è una iniziativa molto importante a livello
internazionale che si inserisce nel percorso di avvicinamento della Toscana a Expo 2015 dando un contributo che non riguarda solo la qualità del nostro cibo, legato alla bellezza del paesaggio toscano, ma anche la qualità del pensare e progettare. Una idea ‘rinascimentale’ decisiva per disegnare un futuro che dobbiamo conquistarci quotidianamente con riflessioni che toccano tematiche centrali quali agricoltura, cibo e sviluppo sostenibile in un contesto mediterraneo».

Uso efficiente delle risorse in agricoltura, tecnologie e nuovi modelli per lo sviluppo sostenibile dei settori agricolo e alimentare saranno i temi delle due giornate e l’università senese sottolinea che «L’agricoltura e la produzione alimentare nel prossimo futuro saranno centrali nelle economie di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo e non solo per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare, fondamentale sia per la tutela dell’ambiente sia per la realizzazione della crescita sociale e la stabilità».

Presentando l’iniziativa, il rettore dell’Università di Siena, Angelo Riccaboni, aveva detto: «ra più che mai le questioni inerenti i paesi emergenti dell’area mediterranea sono cruciali nella dimensione territoriale e internazionale. Una delle chiavi per la stabilità di queste aree è sicuramente lo sviluppo sociale ed economico, per il quale il settore agroalimentare costituisce una imprescindibile opportunità, se messo in atto secondo modelli di sostenibilità. In questo contesto protagoniste sono la ricerca e l’innovazione che hanno origine nelle università e che nelle università trovano un naturale spazio per il confronto a livello internazionale, come all’Università di Siena, che coordina da due anni il network SDSN per la sostenibilità nel Mediterraneo. La coincidenza con Expo 2015 rafforza l’interesse su queste tematiche, anche grazie alla collaborazione con la Regione Toscana, che da sempre pone al centro dello sviluppo la valorizzazione e la tutela del territorio. La conferenza di marzo a Siena sarà un’occasione importante di scambio tra i protagonisti degli scenari dello sviluppo sostenibile; dalla ricerca verrà lanciato un messaggio di progresso e di pace».