I citelli potrebbero svolgere un ruolo molto importante nel climate change

Il colpevole più simpatico dei cambiamenti climatici: lo scoiattolo terricolo dell’Artico

Scavando le tane le permafrost contribuiscono a destabilizzare vasti stock di carbonio

[19 dicembre 2014]

I gas serra che stanno riscaldando il nostro pianeta provengono dal traffico, dalle industrie, dal riscaldamenti delle nostre abitazioni, dal bestiame e dall’agricoltura… a anche da cause naturali come i vulcani. A tutto questo va aggiunto un altro protagonista inaspettato, lo scoiattolo terricolo – o citello – artico (Spermophilus parryii) che somiglia molto ai cani della prateria.

Questi citelli sono dei veri e propri costruttori di città sotterranee scavate nel permafrost Artico rimescolando il terreno e contribuendo così a destabilizzare  le enormi riserve di carbonio stoccate nel terreno ghiacciato proprio nella regione del mondo più a rischio – e più rischiosa – per il cambiamento climatico in atto.

Infatti, imprigionata nel permafrost c’è una vera e propria “bomba” di carbonio  contenuta nel materiale organico congelato. Sue Natali, del Woods Hole Research Center, e Nigel Golden, dell’università del Wisconsin, hanno presentato all’American Geophysical Union Fall Meeting a San Francisco uno studio che dimostra che questi mammiferi  stanno accelerando il rilascio di gas serra dal permafrost e dicono che «L’impatto della fauna selvatica su questa zona è stata minimizzato».

La Natali ha spiegato: «Sappiamo degli impatti della fauna sulla vegetazione e conosciamo gli impatti della vegetazione sul disgelo ed il carbonio nel suolo. Certamente hanno un impatto maggiore di quanto avevamo considerato ed è qualcosa che dovremmo tenere in considerazione sempre andando verso il futuro».

Il permafrost artico, con i suoi spessi strati di terra che restano congelati tutto l’anno, si estende quasi su un  quarto della nell’emisfero settentrionale e la Natali spiega ancora: «Il cabonio si è accumulato nel permafrost per decine di migliaia di anni, la temperatura è molto fredda, i terreni sono saturi, in modo che quando le piante e gli animali muoiono, piuttosto che decomporsi accumulano pian piano carbonio. Attualmente, lo stoccaggio del carbonio è di circa 1.500 petagrammi (1.500 miliardi di tonnellate). Per avere dare una prospettiva,  è circa il doppio di quanto è contenuto nell’atmosfera». Gli scienziati temono che, dato che uil pianeta si sta riscaldando, il permafrost si scongeli, emettendo più gas serra nell’atmosfera e portando ad un maggior innalzamento delle temperature. Fino ad ora si è guadato molto alle cause antropiche e poco agli effetti che gli animali potrebbero avere su questo mondo che si sta sempre più sciogliendo

Natali e Golden hanno quindi avuto l’idea di studiare i citelli, piccoli roditori diffusi in tutto l’Artico e, grazie al  progetto Polaris, sono andati in Siberia per studiare tane sotterranee degli scoiattoli.

«Sono gli ingegneri del suolo – dice Golden – Analizzano il terreno mentre scavano le loro tane, mescolano lo strato superiore con lo strato inferiore, ossigenano il suolo e concimano il terreno con l’urina e le feci».

Il team ha scoperto che questa frenetica attività fa sì che le loro tane degli scoiattoli terricoli siano più calde rispetto al terreno circostante e Golden evidenzia: «Abbiamo visto un aumento della temperatura del suolo nei terreni occupati dagli scoiattoli terricoli  artici. Questa è una componente importante. Dato che ora che quel permafrost inizia a riscaldarsi, i microbi possono avere accesso a questo carbonio precedentemente congelato nel terreno. E dato che [i citellii] mescolano gli strati del terreno, vengono esposti a temperature più elevate». Il team ha anche scoperto che l’azoto che gli scoiattoli stanno  aggiungendo al terreno attraverso  urina e eci sta avendo un impatto sull’ambiente artico, anche se questo fertilizzante può contrastare l’emissi, che assorbono CO2 dall’atmosfera. Ma l’azoto può anche nutrire i microbi presenti nel suolo, accelerando la quantità di CO23 e metano che viene rilasciata. La Natali fa notare che «Se gli scoiattoli terricoli aggiungono azoto in un’area –  e quella zona non ha piante perché le avevano scavate via – questo può provocare una maggiore perdita di carbonio dal sistema. Gli scoiattoli stanno svolgendo un ruolo molto più importante di quanto pensassimo in questo ciclo del carbonio del permafrost». Un ruolo che però è amplificato dalle emissioni di gas serra antropiche che hanno perturbato l’equilibrio dell’Artico del quale i citelli erano parte integrante.

Ora il team statunitense vuole tornare in Siberia per quantificare la quantità di carbonio che viene “sbloccata” dai citelli artici e per valutare quale sia l’impatto degli altri animali selvatici nell’area. I ricercatori vogliono anche valutare quale sarà l’impatto del disgelo del permafrost sulle stesse popolazioni di Spermoph