Uno studio innovativo della Rspb

Solo un bambino su cinque “connesso” alla natura

[21 ottobre 2013]

Secondo un ‘indagine triennale della Royal Society for the Protection of Birds (Rspb), solo il 21% dei bambini della Gran Bretagna «hanno un livello di connessione con la natura che può essere considerato realistico e realizzabile per tutti i bambini».

Il rapporto, che è stato presentato all’ Houses of Parliament, è il risultato di crescenti preoccupazioni sul fatto che le ultime generazioni di bambini abbiano poco o nessun contatto con il mondo naturale e la fauna selvatica, ma è una cosa che non riguarda certamente i bambini sudditi del Regno Unito, come ben sanno gli educatori ambientali che nelle scuole italiane faticano a far credere ai bimbi che uova, bistecche e petti di pollo non sono prodotti artificiali fabbricati dal supermercato o che il latte non sia una bibita come la coca cola ma che provenga dalle mucche.

Da una recente ricerca condotta dalla rivista In a Bottle  tra 1.400 mamme italiane in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, è venuto fuori che  un bambino italiano su due non ha idea dell’origine naturale degli alimenti e delle nozioni di base sulla natura.

La cosa potrebbe essere molto peggio della sicuramente “benevola”  percezione del legame della natura dei bambini da parte delle mamme italiane e la Rspb, una delle più antiche, numerose ed influenti associazione ambientaliste del mondo, è convinta che questa inconsapevolezza dei nostri figli e nipoti sia «Una delle più grandi minacce per la natura del Regno Unito».

Il nuovo studio dimostra che ci sono differenze statisticamente significative tra il legame dei bambini con la natura a livello nazionale in tutta la Gran Bretagna, così come tra i ragazzi e le ragazze e chi abita in ambiente urbano o rurale.

25 associazioni che si occupano di salvaguardia della fauna selvatica, tra le quali la Rspb, hanno pubblicato il rivoluzionario rapporto State of Nature dal quale è emerso che negli ultimi decenni il  60% delle specie di fauna selvatica studiate in Gran Bretagna sono diminuite. «Crediamo che garantire che i giovani siano collegati alla natura significa che svilupperanno sentimenti e atteggiamenti profondamente radicati nei confronti della fauna selvatica e il mondo in cui tutti viviamo e, di conseguenza, avranno abbastanza cura nel contribuire a salvarli in futuro», ha detto Mike Clarke, Chief Executive della Rspb, presentando il nuovo rapporto ai parlamentari britannici, anche per sollecitare i governi e le autorità locali ad adottare questo nuovo approccio.

«Questo rapporto è qualcosa di innovativo – ha spiegato Clarke – Milioni di persone sono sempre più preoccupate che i bambini di oggi abbiamo più che mai meno contatto con la natura, ma fino ad ora non c’era stato alcun robusto tentativo scientifico di misurare e monitorare la connessione con la natura tra i bambini nel Regno Unito. Il che significa che al problema non è stato dato l’attenzione che merita. La natura è in difficoltà, e il rapporto dei bambini con la natura è strettamente legato a questo. Il recente rapporto State of Nature dimostra che in Gran Bretagna stiamo perdendo la natura ad un ritmo drammatico. Tutti noi possiamo agire per mettere di nuovo in contatto natura ed infanzia, al fine di garantire che i giovani abbiano una vita migliore ed un futuro migliore. Per la prima volta, abbiamo creato una baseline che noi e gli altri possiamo utilizzare per misurare quanto siano davvero connessi con la natura i bambini del Regno Unito. Con l’adozione di questo nuovo approccio, tutti possiamo monitorare la connessione dei bambini e raccomandare che i governi e le autorità locali intervengano per aumentarla attraverso decisioni politiche e pratiche».

Negli ultimi 10 anni sono state molte le ricerche sui diversi benefici che i figli delle soci età del benessere hanno dal contatto con la natura e dalle esperienze outdoor. Rspb fa notare che «Questi benefici includono impatti positivi in materia di istruzione, salute fisica benessere emotivo e abilità personali e sociali. L’evidenza viene dall’impatto sulla crescita sull’infanzia di uno stile di vita e casalingo durante le vacanze estive, tanto che il chief executive della British Heart Foundation ha chiesto un ritorno «alle tradizionali attività all’aria aperta dell’infanzia»’.

L’Rspb è convinta che «Tutti, dai governi alle organizzazioni e agli individui, hanno un ruolo da svolgere nel collegare i bambini alla natura» e per questo ha aderito a The Wild Network,  una collaborazione unica e pionieristica tra diverse associazioni che ha l’obiettivo di lasciare che i bambini possano recuperare il loro “tempo selvaggio” e invertire la tendenza che ha visto i più piccoli perdere il contatto con il mondo naturale e  non giocare più all’aperto.

La ricerca dell’Rspb è stata resa possibile dal sostegno della Calouste Gulbenkian Foundation e dell’università dell’Essex  ed Andrew Barnett, direttore per la Gran Bretagna della Gulbenkian Foundation , conclude: « Siamo lieti di aver sostenuto questo studio innovativo dal quale emerge la robusta evidenza che il legame dei bambini con la natura sarà una potente leva per il cambiamento».