Somalia, 25 “magneti di pesce” per aiutare i pescatori e ridurre la pirateria

Fao, habitat artificiali lungo le coste somale per beneficiare le comunità costiere

[7 dicembre 2015]

A fisherman carries fish on his head on the shores of the Indian ocean in Somalia's capital Mogadishu, March 31, 2009. REUTERS/Ismail Taxta (SOMALIA)

La FAO, in collaborazione con l’Unione Europea, ha appena completato il dispiegamento di 25 “magneti di pesce” lungo i 3.300 km di coste somale, un’iniziativa per potenziare la piccola pesca a livello artigianale del paese.  I Dispositivi di Concentrazione del Pesce (FAD, l’acronimo inglese) sono costituiti da una boa galleggiante, con a pochi metri  un “tappeto” che ne costituirà l’habitat. La vegetazione cresce rapidamente sotto questo “tappeto”, attirando un gran numero di pesci – in sostanza creando nuove zone di pesca ad alta densità, dove non ne esistevano prima.

I 25 “magneti di pesce” attireranno molte varietà di pesci, tra cui il tonno, che normalmente i piccoli pescatori non riescono a pescare con facilità, rendendo la pesca più sicura ed efficiente, ma anche incoraggiando i pescatori a pescare lontano da habitat come le barriere coralline e le praterie sottomarine, spesso sottoposte a uno sfruttamento eccessivo. Questo progetto è stato finanziato dal Giappone e dalla Svizzera, mentre le Forze Navali dell’Unione Europea (EUNAVFOR) – che hanno un ruolo importante nel combattere a livello regionale la pirateria e monitorare la pesca – hanno fornito la protezione e il sostegno logistico per la nave che ha distribuito i FAD. «L’iniziativa FAD è al centro del lavoro dalla FAO e dei nostri partner per incrementare i mezzi di sussistenza delle popolazioni costiere, rafforzarne le capacità di ripresa e affrontare le cause profonde della pirateria – la pesca illegale, il degrado della pesca locale, gli alti livelli di disoccupazione giovanile, e l’insicurezza alimentare», ha affermato Richard Trenchard, Rappresentante della FAO in Somalia.

Il capo della delegazione dell’Unione Europea, nonché ambasciatore in Somalia, Michele Cervone d’Urso, ha elogiato il programma FAD come un ampliamento decisivo dell’impegno già in atto di creare occupazione nelle zone della Somalia colpite dalla pirateria.  «Si tratta di un approccio integrato per creare opportunità di lavoro di lungo periodo e sostenibili per i giovani e per le donne, come alternative alla pirateria e alla migrazione, sviluppando catene di valore nel settore della pesca e nella zootecnia per le comunità costiere delle regioni del Puntland, del Galmudug e del Benadir, dove tradizionalmente le comunità hanno unito la pesca stagionale ad attività pastorali», ha dichiarato d’Urso.

La FAO ha lavorato con 20 comunità, oltre che con i ministeri federali e regionali della Somalia per individuare i luoghi di distribuzione dei FAD e far sì che fossero ben accetti e ben utilizzati dalle comunità locali. Secondo i dati della FAO, sono poco più di un milione le persone in Somalia che al momento devono fare i conti con una grave insicurezza alimentare, mentre si stima che siano 307,800 i bambini sotto i cinque anni che sono affetti da malnutrizione acuta. L’agenzia delle Nazioni Unite considera la pesca sostenibile un elemento chiave per affrontare l’insicurezza alimentare e la malnutrizione nel paese.

Secondo il Rappresentante della FAO Richard Trenchard, i dispositivi dovrebbero aiutare a rilanciare uno sviluppo di lungo termine in queste comunità, e cosa più importante, incoraggiare gli investimenti per rafforzare legami con il mercato. «Oltre ad estendere il programma FAD ad altre aree, lavoreremo con i ministeri e le comunità di pescatori per attrarre ulteriori investimenti per ghiacciaie, per magazzini a bassa temperatura dove conservare il pescato, per impianti per la lavorazione del pesce, per migliori luoghi di sbarco e, naturalmente, strade migliori per portare il pesce fresco il ​​più rapidamente possibile ai mercati», ha affermato Trenchard.  Tra le altre attività connesse svolte dalla FAO in Somalia, vi sono la costruzione delle barche, la formazione su come conservare il pesce, la distribuzione di frigoriferi solari, la costruzione di moli e la registrazione dei pescatori, molti di queste attività sono state sostenute dai generosi finanziamenti della Norvegia e del Regno Unito. Oltre a questo, con il finanziamento dell’Unione Europea, la FAO prevede di lanciare un programma più ampio per stimolare ulteriormente la crescita del settore della pesca e ridurre la possibilità che in futuro riemerga la pirateria.

Poiché le FAD possono avere un impatto ambientale negativo se usate incautamente, la FAO è stata in prima linea per sviluppare linee guida per un loro uso sostenibile, sulla base di lezioni apprese altrove. La posizione in cui vengono collocate è la chiave per garantirne la sostenibilità. In Somalia i dispositivi forniti dalla FAO sono stati dispiegati in luoghi mirati di acque profonde e sono ancorati al fondo marino. La FAO è stata attivamente impegnata con le donne, con i giovani e con i pescatori, oltre che con le autorità competenti, per sviluppare le migliori pratiche locali di gestione e regole in grado di ridurre il rischio di conflitti a livello locale e garantire l’uso sostenibile di ogni FAD. Queste regole sono sancite negli accordi locali, firmati dagli anziani dei villaggi, dai capi delle cooperative e dai ministeri.

di FAO