I sonar della Us Navy violano la legge sulla protezione dei mammiferi marini (VIDEO)

Vittoria delle associazioni ambientaliste e dei cetacei contro la Marina militare Usa

[19 luglio 2016]

sonar cetaci

Una sentenza di una Corte di appello statunitense  ha dato ragione alle associazioni ambientaliste: i sonar a bassa frequenza (LFA) utilizzati dalla Us Navy  grazie a un provvedimento del 2012, utilizzati per rilevare i sottomarini “nemici”, possono danneggiare balene, delfini e trichechi che si basano sul suono  per gli spostamenti subacquei e per la ricerca delle prede e per comunicare tra loro.

Ora la sentenza che sancisce che i sonar militari violano il Marine Mammal Protection Act sarà trasmessa di nuovo ad un tribunale di grado inferiore per un ulteriore esame.

Nel 2012, il National Marine Fisheries Service ha concesso alla marina militare Usa di utilizzare i sonar, ma imponeva di smettere o posticipare il loro utilizzo quando viene rilevato  un mammifero vicino alle navi. Gli impulsi sonar più forti sono invece stati vietati a vicino alla costa e in alcune aree marine protette.

Natural Resources Defense Council (NRDC), The Humane Society of the United States, Cetacean Society International, League for Coastal Protection, Ocean Futures Society presieduta da  Jean-Michel Cousteau), e Michael Stocker, bioacustico e direttore di Ocean Conservation Research in California. hanno intentato una causa contro questa decisione, sostenendo che  viola il Marine Mammal Protection Act  e la  corte d’appello federale di San Francisco ha stabilito che i regolamenti e il via libero ai sonar  dell’ US Navy non rispettano un articolo della legge che protegge i mammiferi marini  che stabilisce la necessità di avere «l’impatto negativo minimo possibile sui mammiferi marini».

Anche se la Corte ritiene che  la marina Usa abbia tentato di seguire le linee guida, ha concluso che il fisheries service «non ha dato una protezione adeguata alle aree degli oceani del mondo contrassegnate  dai propri esperti come biologicamente importanti». Infatti «gli esperti avevano raccomandato che il Fisheries Service  proteggesse le isole Galapagos al largo della costa dell’Ecuador,  il Papahanaumokuakea Marine National Monument  alle Hawaii, il Challenger Bank al largo di Bermuda e  altre aree in tutto il mondo importanti per balene, delfini, foche e altri mammiferi marini». Ma il Fisheries Service  è andato avanti e ha dato la Marina Usa il permesso di utilizzare i sonar nella stragrande maggioranza di queste aree.

Secondo gli esperti, i sistemi sonar utilizzati dalla marina militare Usa producono onde sonore che possono raggiungere i 235 decibel , una rock band ad alto volume raggiunge circa i 130 decibel. Queste onde sonore possono viaggiare per centinaia di miglia sotto la superficie marina, mantenendo una intensità di 140 decibel fino a 300 miglia dalla loro fonte.

Michael Jasny, direttore del progetto protezione dei mammiferi marini dell’NRDC, spiega a sua volta che «La Marina ha un assegno in bianco virtuale per operare in oltre il 70% degli oceani del mondo, come se fosse privo di vita marina. Ma la Corte d’Appello ha capito che la US Navy può fare di più per ridurre il rischio di suoi potenti sonar a lungo raggio, in particolare nella vastità dell’oceano di cui troppo poco si sa. L’ignoranza non è una scusa per l’inazione rispetto alle garanzie di buon senso raccomandate  dagli stessi scienziati del governo, in grado di prevenire danni evitabili».

Anche se ci sono pochi studi che dimostrano  correlazioni dirette, alcuni scienziati ritengono che l’uso di sonar abbia cambiato il comportamento dei cetacei, che si spostano sempre più lontano dalle aree costiere, restano immersi a maggiori profondità e sembrano spiaggiarsi con una maggiore frequenza.

Anna Frostic, di Humane Society Usa, ha sottolineato che «L’esposizione ai sonar causa grave stress e sofferenza nelle balene e negli altri mammiferi marini, interrompendo la comunicazione essenziale, l’alimentazione, la riproduzione,  la migrazione e altri comportamenti di queste specie vulnerabili. Ci complimentiamo con la corte per aver riconosciuto gli obblighi di legge per il governo federale per dare priorità alla protezione della vita marina come prerequisito per l’impiego del sonar per l’addestramento militare».”

William W. Rossiter, direttore esecutivo di Cetacean Society International è soddisfatto per il parere della Corte e «Orgoglioso di aver avuto una piccola parte nel sollevare il problema LFA dal 1996 ed entusiasta riguardo al  potenziale per una maggiore protezione che dovrebbe essere concessa per i mammiferi marini».

Michael Stocker, direttore di Ocean Conservation Research, conclude: «E’ un passo molto importante che il tribunale abbia riconosciuto che l’oceano è un habitat acustico, nonché un ambiente vitale».

Videogallery

  • Turn Down the Volume