Lo rivela uno studio genetico

Sorpresa: le megattere sono in realtà tre sottospecie

Sono le lunghe migrazioni ad aver separato le popolazioni

[23 maggio 2014]

Un team di ricercatori provenienti da Gran Bretagna, Usa, Australia e Nuova Zelanda ha scoperto qualcosa di fino ad oggi sconosciuto su uno dei più grandi animali del nostro Pianeta. Nello studio “Global diversity and oceanic divergence of humpback whales (Megaptera novaeangliae)” appena pubblicato si su Proceedings of the Royal Society B, gli scenziati, analizzando il DNa ottenuto da campioni di pelle di megattere (Megaptera novaeangliae) raccolti nel Pacifico del Sud, del Nord Pacifico, Nord Atlantico, Sud Atlantico Oceano Indiano ed Oceano Australe, hanno scoperto che queste balene sono costituite in realtà da tre sottospecie diverse.

Le megattere sono grandi misticeti (le balene con i fanoni) migratori con lunghe pinne pettorali. Gli adulti pesano più di 40 tonnellate e sono lunghi fino a 15 metri. Vivono n tutti i mari del mondo ad eccezione del Mediterraneo (dove però c’è stato qualche rarissimo avvistamento), ma per riprodursi e partorire  si spostano nelle acque sub-tropicali, per poi migrare in estate verso le latitudini polari e sub-polari per nutrirsi, compiendo le più lunghe migrazioni tra i mammiferi, ma anche se viaggiano enormi distanze, sembra che le loro popolazioni non incrocino.

Si tratta di cetacei molto studiati e ben conosciuti, ma il nuovo studio a rivelato che tra di loro sono molto più diversi di quanto si credesse, tanto da essere classificabili come tre sottospecie distinte. Capire i rapporti tra le diverse popolazioni di megattere può avere importanti ricadute per la salvaguardia di questi animali carismatici che sono stati portati sull’orlo dell’estinzione dalla caccia alle balene.

Il team, guidato dagli scienziati del British Antarctic Survey e dell’Oregon State University, ha analizzato il più grande e completo dataset genetico mai realizzato di Megaptera novaeangliae   ed i dati raccolti dimostrano che  le megattere del Pacifico settentrionale, dell’Atlantico settentrionale e dell’emisfero e meridionale sono su traiettorie evolutive indipendenti.

La principale autrice dello studio, Jennifer Jackson del British Antarctic Survey e del Marine Mammal Institute dell’Oregon State University, spiega: «Nonostante le migrazioni stagionali di oltre 16.000 km andata e ritorno, le popolazioni di megattere sono in realtà più isolate le une dalle altre di quanto pensassimo. Le loro popolazioni appaiono separate dalle acque equatoriali calde che raramente attraversano. Il colore dei corpi e parti inferiori della coda (le “flukes”) delle megattere negli oceani settentrionali tendono ad essere molto più scuri rispetto a quelli del sud del mondo. Fino a questo studio non ci siamo accorti che questi tipi di sottili differenze sono in realtà un segno di isolamento a lungo termine tra le popolazioni megattere nei tre bacini oceanici globali. Con l’utilizzo  di campioni genetici, raccolti con un piccolo dardo da biopsia dalle balene che nuotavano liberamente, siamo stati in grado di analizzare due tipi di DNA di megattera; il DNA mitocondriale, che è ereditato dalla madre, ed il DNA nucleare, che viene ereditato da entrambi i genitori. Il DNA mitocondriale ci permette di costruire un quadro di come le megattere femmine  si siano spostate in tutto il mondo nel corso degli ultimi milioni di anni. Il DNA nucleare, che evolve più lentamente, ci fornisce uno schema generale dei movimenti della specie nel suo complesso.

Abbiamo scoperto che, anche se le balene femmine in certi momenti sono passate da un emisfero all’altro negli ultimi mille anni, in genere rimangono nel loro oceano di nascita. Questo isolamento significa che si sono evolute in modo semi-indipendente per un lungo periodo di tempo, in modo che le megattere nei tre bacini oceanici globali dovrebbe essere classificato come sottospecie distinte. Ciò ha implicazioni per il modo in cui pensiamo alla loro conservazione ed al recupero su scala regionale. Anche ulteriori sequenziamenti ed analisi genetiche dovrebbe aiutarci a capire di più sul modello delle migrazioni delle megattere in passato. Grandi cambiamenti nell’oceano possono lasciare delle firme nel codice genetico delle specie marine.

Ad esempio, l’ultimo massimo glaciale ne ha indotto molte a spostarsi verso sud fino a quando il ghiaccio si è ritirato o a trovare aree libere dai ghiacci nel nord. Le megattere sono ottimi oceanografi; vanno dove il c’è cibo e per farlo possono percorrere lunghe distanze, quindi i loro modelli di migrazione del passato ci possono dire molto sull’oceano di migliaia di anni fa».