Soffocate dalle plastiche, intrappolate nelle reti, intossicate dai rifiuti, ferite dalle eliche: le tartarughe marine hanno bisogno di aiuto

Sos Tartarughe Marine: al via la campagna TartaLove

Adozione simbolica per sostenere i centri di recupero e le attività per la tutela delle tartarughe che popolano i nostri mari e che nidificano lungo le nostre coste

[5 febbraio 2018]

Ogni anno vengono catturati accidentalmente dai pescatori circa 200mila esemplari di tartarughe marine e moltissimi di questi antichi rettili marini muoiono a causa della plastica e dei rifiuti ingeriti, tanti altri per traumi causati dal traffico nautico. I nidi sulle spiagge possono essere travolti dai trattori spazza spiaggia e i piccoli appena nati, disturbati da luci e rumori molesti, possono perdere l’orientamento e non raggiungere il mare.

«Insomma . dicono a Legambiente – la tartaruga marina, specie protetta a livello internazionale e inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’Iucn, se la passa davvero maluccio e rischia di estinguersi a causa del crescente impatto delle attività antropiche. Sebbene la sensibilità nei confronti di questi affascinanti animali sia aumentata negli ultimi anni, grazie anche a progetti finanziati dalla Commissione Europea come TartaLife, c’è ancora molto da fare e occorre farlo presto. Per tutte le specie di tartaruga marina ricoverate nei centri di recupero tartarughe marine (Crtm) di Legambiente, infatti, sono stati documentati l’ingestione e/o l’intrappolamento in rifiuti marini, rappresentati da plastica per circa il 90%. Recenti studi condotti nel Tirreno settentrionale sulla specie Caretta caretta, la più diffusa nei nostri mari, hanno dimostrato l’ingestione di rifiuti di plastica nel 71% degli individui per i quali è stato analizzato il tratto gastrointestinale. In 22 campioni sono stati trovati 483 frammenti di rifiuti, con una media di oltre 16 pezzi a esemplare.

Ma non c’è solo il problema della plastica. La maggior parte degli esemplari ricoverati presenta ferite e fratture dovute ai motori delle barche o agli strumenti utilizzati dai pescatori che le catturano in maniera del tutto accidentale e che, spesso, sono i primi a intervenire per salvarle».

Gli ambientalisti dicono che le tartarughe hanno bisogno di essere protette, devono poter fare tranquillamente i nidi nella sabbia, devono poter essere curate adeguatamente in caso di incidente e rimesse in mare e il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani, aggiunge: «Negli ultimi anni la sensibilità e l’attenzione nei confronti di questi animali è molto aumentata Grazie anche alla collaborazione dei pescatori e dei turisti, nel solo centro di recupero di Manfredonia sono state curate e rimesse in libertà circa 1.400 tartarughe marine in dodici anni; grazie ai nostri volontari decine di nidi sono stati monitorati e protetti fino alla schiusa delle uova, ma dobbiamo fare di più. Per questo abbiamo pensato a TartaLove, una campagna di adozione simbolica delle tartarughe ricoverate presso i nostri centri che possa permetterci, grazie a un contributo volontario, di continuare a curare e salvare migliaia di esemplari a rischio, a monitorare le spiagge in cerca di nidi da proteggere, a informare le persone affinché conoscano i giusti comportamenti da adottare per salvaguardare il benessere delle tartarughe marine».

Sul sito www.tartalove.it è possibile visionare periodicamente le foto e le brevi storie delle tartarughe da adottare personalmente o come regalo per una persona cara. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit di adozione paper-free, che include un certificato di adozione, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua storia. Perché ogni esemplare ha una storia da raccontare. Le cause di incidente possono essere diverse come diverso può essere l’iter delle cure. Alcune hanno bisogno di delicate operazioni chirurgiche, altre di riabilitazione in vasca. Grazie alla collaborazione di esperti veterinari, infatti, circa il 97% delle tartarughe riesce a guarire e a riprendere il mare.

Il Cigno Verde conclude: «L’adozione simbolica è un gesto concreto che contribuisce a finanziare le spese vive dei centri di recupero, le medicine necessarie, gli interventi veterinari e le attività di monitoraggio dei nidi. Se vuoi proteggerle, fai un gesto d’amore: adotta una tartaruga marina!»