Sovrasfruttamento degli stock ittici del Mediterraneo, le proposte di Oceana dopo l’allarme Ue

[27 giugno 2014]

Ieri la Commissione Europea ha comunicato che il  91% degli stock ittici in Mediterraneo sono sovrapescati, una situazione davvero allarmante, visto che il 96% degli stock demersali (72 su 75 stock), tra cui nasello, triglia e gambero rosa di profondità, e 59% (16 su 28 stock) degli stock pelagici, tra cui acciughe e sardine, sono sovrapescati. «Inoltre – sottolinea Oceana, una Ong internazionale  che si dedica esclusivamente alla protezione degli oceani nel mondo – ci sono ancora molti stock il cui status non è ancora stato valutato: questo significa che la situazione generale potrebbe essere anche peggiore che quella descritta dalla Commissione. La percentuale degli stock sovrapescati in questo mare è aumentata negli anni cementando la posizione di questa regione all’ultimo posto in Europa. L’organizzazione internazionale per la conservazione dell’ambiente marino richiede quindi l’adozione di misure forti, basate su consigli scientifici, per invertire questa tendenza».

Oggi Oceana ha proposto una serie di misure per affrontare l’allarmante sovrapesca che sta interessando  88 dei 97 stock valutati:   Identificazione e protezione, attraverso area di chiusura temporali, dei fondali di crescita e di riproduzione delle specie commerciali, in particolare quelle ospitanti aggreagazioni giovanili di pesce (Habitat Ittici Fondamentali): questo consentirà agli stock di recuperare dalla sovrapesca;    Adozione di piani multiannuali per raggiungere la gestione sostenibile degli stock: questo garantirà più pesce in mare e una pesca più vantaggiosa;   Miglioramento delle evidenze scientifiche sullo stato degli stock in Mediterraneo: questo supporterà una gestione più informata;    Adozione dell’approccio precauzionale quando dati scientifici non sono disponibili: questo permetterà di ridurre la pressione di pesca e di salvaguardare gli stock ittici fino a quando appropriate evidenze scientifiche non siano disponibili.

Il direttore esecutivo  di Oceana in Europa, Xavier Pastor,  ha evidenziato che «Man a mano che gli stock mediterreneai vengono valutati, diventa sempre più chiaro quanto siano alti i livelli di sovrapesca in questa regione. E’ tempo di prendere misure concrete per fermare questo tremendo problema. Gli amministratori non possono più girare le loro spalle a questa situazione e devono coordinarsi con gli scienziati per impostare piani di gestione basati su evidenze scientifiche. La sovrapesca non è l’unico problema in Mediterreaneo. Le attività di pesca illegale e la sovracapacità di pesca, tra altri, sono gravi carenze che devono essere risolte con la concreta applicazione della legislazione esistente. La politica della pesca dovrebbe inoltre essere compatibile con l’attuazione delle misure previste dalla legislazione europea in materia di conservazione come l’identificazione e gestione di siti Natura 2000 a mare».