Sorpresa: le specie di coccodrilli sono più del doppio di quanto pensassimo

[23 dicembre 2013]

Alcuni ricercatori in un solo colpo hanno più che raddoppiato le specie di coccodrilli che credevamo di conoscere. Si tratta dei firmatari dello studio Rigorous approaches to species delimitation have significant implications for African crocodilian systematics and conservation pubblicato su Proceedings of the Royal Society B.

Matthew Shirley, che lavora per il Department of Wildlife Ecology and Conservation dell’università della Florida e per il SFM Safari Gabon, e i suoi colleghi Kent Vliet, Amanda Carr e James Austin, tutti dell’università della Florida, sono partiti dalla convinzione che «Un’accurata delimitazione delle specie è un presupposto centrale della biologia che, in gruppi come il Crocodylia, viene spesso ostacolato dalla ben conservata morfologia e da frequenti introgressione. In Africa, la sistematica dei coccodrilli è stata ostacolata dalla complessa biogeografia regionale e da una confusa storia tassonomica».

Il team di ricercatori ha utilizzato rigorosi metodi di analisi morfologica e molecolare per per verificare l’ipotesi che la specie del coccodrillo dal muso stretto africano (Crocodylus cataphractus – anche coccodrillo catafratto) fosse in realtà composta più specie corrispondenti alle zone geografiche congolese e Guineana. Per valutare la probabilità di speciazione hanno utilizzato 11 geni mitocondriali e nucleari e la morfologia dei crani di oltre 100 esemplari, rappresentativi dell’estensione geografica completa della distribuzione delle specie.

Ne è venuto fuori che esistono due specie isolate di coccodrilli Mecistops nell’Alta Guinea e in Congo  (compresa la Bassa Guinea) ed anche  una divergenza intraspecifica all’interno del genere di coccodrillo Osteolaemus e la formazione di quella che viene definita la Cameroon Volcanic Line.

I ricercatori sottolineano: «I nostri risultati sottolineano la necessità di analisi filogeografiche complete all’interno dei taxa attualmente riconosciuti, per individuare le specie criptiche all’interno dei Crocodylia. Si consiglia che la comunità dei ricercatori di coccodrilli riconsideri la concettualizzazione delle specie di coccodrilli, soprattutto alla luce delle ramificazioni della conservazione per questo gruppo economicamente ed ecologicamente importante».

Infatti, la scoperta di 4 nuove specie di coccodrilli africani ha importanti ricadute anche per  i policy-makers e gli ambientalisti che vogliono tutelare e salvare la biodiversità. Secondo Austin, «I risultati sottolineano quanto poco si sa della biogeografia dei coccodrilli o su come le specie si sono distribuite geograficamente nel corso del tempo, in Africa occidentale e centrale».

Nello studio Shirley e il suo team sottolineano che le popolazioni di coccodrillo dal muso stretto non condividono le stesse specifiche caratteristiche fisiche e genetici con le popolazioni dell’Africa centrale e quindi le due popolazioni sono state separate le une dalle altre geograficamente per almeno 7 milioni di anni.

I biologi, le Ong ambientaliste e le agenzie di conservazione devono conoscere la tassonomia precisa di animali e piante, per evitare di assegnare preziosi finanziamenti e duro lavoro per proteggere specie che possono essere più abbondanti di quanto si creda  o, come in questo caso, per garantire che le risorse possano essere indirizzate verso specie numericamente meno numerose di quanto si creda.

«Ora che i ricercatori sanno che il coccodrillo dal muso stretto africano occidentale non è la stessa specie del  cugino africano centrale – spiega Shirley – questo cambia la sua posizione. Il coccodrillo dal muso stretto africano occidentale è in realtà tra i tre o quattro coccodrilli più minacciate al mondo. Sapendo finalmente che si tratta di una specie unica, siamo in una posizione molto migliore per far progredire la sua conservazione e garantire il suo futuro».

Shirley paragona la situazione del coccodrillo dal muso stretto africano occidentale a quella dell’alligatore americano, che negli anni ’60 era sul punto di estinguersi, ma dato che è stato protetto può essere facilmente osservata in natura, essere legalmente cacciato e che è addirittura diventato una risorsa per il  turismo della Florida.