Specie esotiche e aree protette, parte il progetto pilota nei parchi della Val di Cornia

[16 ottobre 2013]

Attraverso un progetto pilota volto al controllo delle specie esotiche nelle aree naturali protette di Sterpaia e di Baratti-Populonia, l’Ente Parchi Val di Cornia intende riqualificare dal punto di vista ambientale questo territorio. Nello specifico i lavori interesseranno i tratti di costa compresi fra le località di Carbonifera e Torre Mozza e del Golfo di Baratti e coinvolgeranno anche il bosco planiziale della Sterpaia.

«Il progetto si pone l’obiettivo di realizzare interventi diretti di eliminazione e controllo di specie di flora esotica nell’ambito delle aree protette costiere della Val di Cornia così come altre realtà di aree protette toscane hanno da poco avviato- hanno spiegato da Parchi Val di Cornia Spa- La diffusione di specie di flora esotica e invasiva costituisce infatti una delle principali cause di minaccia alla conservazione della biodiversità nell’ambito della Ecoregione Mediterranea.

Nelle aree protette in oggetto tali presenze hanno alterato preziosi habitat forestali planiziali, aree umide retrodunali e tratti di costa sabbiosa e rocciosa inibendo lo sviluppo di vegetazione autoctona la sola capace di mantenere nel tempo gli equilibri biologici e morfologici. Parte di queste specie esotiche risalgono alla vecchia gestione della zona, antecedente alla istituzione del parco. La riqualificazione ambientale di Sterpaia sotto l’aspetto delle specie aliene è contenuta anche del Piano provinciale di Sviluppo socio economico delle aree protette della provincia di Livorno e nel Piano regionale sulla biodiversità».

Il progetto sarà presentato alla cittadinanza, alle associazioni e a tutte le forze politiche e sociali,  martedì 29 ottobre alle ore 15.00 presso il Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali (Piombino), durante la tavola rotonda alla quale interverranno, tra gli altri, esponenti della Regione Toscana (principale cofinanziatore del progetto), dell’Università di Firenze, del Corpo Forestale dello Stato e rappresentanti di esperienze affini già attuate in altre realtà di parco della Toscana.