Specie protette, il ministro dell’ambiente Galletti: «Fermiamo il commercio illegale»

[26 giugno 2014]

Dopo la pubblicazione del rapporto The Environmental Crime Crisis,” presentato da Unep e Interpol alla prima Conferenza dell’United Nations Environment Assembly (Unea) di Nairobi, in Kenya, anche l’Italia oggi ha fatto sentire la sua voce per chiedere di rafforzare la lotta al traffico illegale di specie protette.

Intervenendo all’High-level Segment del summit il ministro dell’ambiente italiano, Gian Luca Galletti, ha detto che «La battaglia per la protezione degli animali in via d’estinzione e delle specie protette parte dall’impegno nei Paesi di origine».

Poi ha chiesto che «Gli Stati procedano uniti e con la massima fermezza, dando alle Nazioni Unite un chiaro mandato ad agire contro questa barbarie. Il commercio di zanne d’avorio d’elefante, corni di rinoceronte, animali da pelliccia, grandi felini, legname delle grandi foreste ingrossa le tasche di sfruttatori senza scrupoli, per un fatturato che si aggira attorno ai 200 miliardi di dollari l’anno. Fermiamo questi delinquenti ambientali che stanno mettono a rischio gravissimo la sopravvivenza di specie protette e intaccano la biodiversità. E’ dovere della comunità internazionale combattere con decisione e fermare questo enorme business i cui proventi spesso finiscono per finanziare guerre e anche organizzazioni terroristiche».