Sri Lanka protegge tutte le sue foreste di mangrovie. E’ il primo Stato al mondo a farlo (Video)

Formazione professionale alternativa, progetti di reimpianto e microcrediti. Il pericolo viene dai gamberetti

[12 maggio 2015]

Le mangrovie sono considerate uno degli habitat più a rischio del pianeta,  ma ora uno dei Paesi che ne ha viste scomparire di più Sri Lanka le ha dichiarate tutte protette e gli  ambientalisti sperano che altri Stati più ricchi e più grandi della piccola nazione insulare asiatica ne seguano l’esempio,  adottando un modello di protezione simile.

Il presidente di Sri Lanka, Maithreepala Sirisena ha detto che «E’ responsabilità ed obbligo di  tutte le istituzioni governative, delle  istituzioni private, delle organizzazioni non governative, dei ricercatori, dell’intellighenzia e della comunità civile di essere uniti per proteggere l’ecosistema delle mangrovie».

Il governo dello Sri Lanka vigilerà che nessuno danneggi le mangrovie insiem all’Ong internazionale Seacology ed a Sudeesa, che prima si chiamava Small Fishers Federation of Lanka. Seacology, che ha la sua base centrale in California, protegge in tutto il mondo l’ambiente marino e terrestre delle isole, dove sono avvenute più della metà di tutte le estinzioni animali e vegetali registrate, nella storia registrata.  Dal 1991 ha  messo in piedi più di 250 progetti in 55 nazioni che proteggono oltre un milione di ettari di habitat insulari minacciati. L’Ong singalese Sudeesa punta a migliora la qualità della vita delle famiglie a basso reddito, fornendo la formazione e gli investimenti adeguati per imprese ecocompatibili che salvaguardino gli ecosistemi costieri dello Sri Lanka.

Le mangrovie sono alberi tropicali, il ci areale si estende in che si trovano in più di 120 nazioni tropicali e sub-tropicali, con grosse radici aeree e crescono nelle paludi salmastre e nell’acqua salata poco profonda. Si stima che negli ultimi 100 anni siano scomparse più della metà delle foreste di mangrovie del mondo e continuano ad essere distrutte al ritmo di circa l’1% all’anno.

Le foreste di mangrovie sono di vitale importanza per diverse ragioni: stoccano da 3 a 5 volte più carbonio per area equivalente rispetto ad altri tipi di foreste e, quindi, svolgono un ruolo importante nella mitigazione dei cambiamenti climatici. I loro intricati sistemi di radici fungono da vivai per molte specie di pesci che vanno a popolare le barriere coralline. Le foreste di mangrovie forniscono anche un area buffer essenziale che riduce notevolmente i danni causati da tsunami, uragani e altre tempeste, come si è visto bene proprio a Sri Lanka: lo tsunami del 2004 ha risparmiato i villaggi che avevano mangrovieti intatti ed ha spazzato via gli altri. Un rapporto dell’ the International Union for Conservation of Nature (Iucn) 12 mesi dopo il devastante tsunami dell’oCeano indiano metteva a confronto due villaggi costieri in Sri Lanka che sono stati colpiti dal muro d’acqua: in quello che aveva preservato una fitta foresta di mangrovie erano morte due persone, mentre nel villaggio che la aveva rasa al suolo erano rimaste uccise almeno 6.000 persone.

Lo Sri Lanka Mangrove Conservation Project avrà un costo di 3,4 milioni di dollari per i prossimi 5 anni e Seacology ne ha già raccolto circa la metà. Alla fine si riuscirà a proteggere gli 8.815 ettari di foreste di mangrovie ancora esistenti nello Sri Lanka ed a dare nuovi posti di lavoro alternativi e microprestiti a 15.000 donne povere che vivono in 1.500 piccole comunità vicine alle foreste di mangrovie. Il progetto prevede inoltre di ripiantare 3.885 ettari di foreste di mangrovie dove sono state abbattute in passato. In cambio dei microprestiti per avviare piccole imprese, le 1.500 comunità saranno in media responsabili della protezione di una 21 ettari di foresta di mangrovie. Il progetto prevede anche la realizzazione del primo museo delle mangrovie per educare l’opinione pubblica dello Sri Lanka sull’importanza di preservare questa risorsa.

Anche se il governo di Colombo non darà finanziamenti, svolgerà comunque un ruolo importante in questo sforzo di perimetrare e proteggere ufficialmente le foreste di mangrovie, fornendo rangers per pattugliare i mangrovieti.

Il direttore esecutivo di Seacology, Duane Silverstein,  spiega che «Seacology ha lavorato per oltre due anni per mettere o insieme questo progetto. Crediamo che possa servire da modello blue carbon di protezione delle foreste di mangrovie e che porti le altre nazioni ad emularlo. Nessuna nazione nella storia ha mai protetto tutte le sue foreste di mangrovie e Sri Lanka sta per essere la prima a farlo. Questo avviene attraverso una combinazione di leggi, fonti alternative di reddito sostenibile e vivai di mangrovie».

Il presidente della Sudeesa, Anuradha Wickramasinghe, ha spiegato il perché di questa collaborazione tra piccoli pescatori locali e ambientalisti: «Siamo entusiasti di avere un ruolo in questo sforzo innovativo che non solo protegge le foreste di mangrovie dello Sri Lanka, ma aiuta anche alcuni dei cittadini più poveri dello Sri Lanka a trovare mezzi di sussistenza sostenibili».

I piccolo pescatori dello Sri Lanka sanno bene che popolazioni ittiche sane, sostenute da foreste di mangrovie sane, forniscono da generazioni  i mezzi di sussistenza e cibo a  milioni di oro e alle loro famiglie per generazioni, permettendo comunità costiere s di sopravvivere. Anuradha Wickramasinghe conferma: «La gente vive in queste aree perché dipende dalle mangrovie perché il molto pesce che catturano proviene dalle mangrovie. Ma gli allevatori di gamberi hanno tagliato,  legalmente o illegalmente, le mangrovie».

Proprio gli allevamenti di gamberetti, che  rappresentano oltre la metà della domanda globale per i crostacei, sono il pericolo più grosso per le mangrovie. Un rapporto Onu già nel  2012 avvertiva che la crescente domanda di gamberetti stava provocando la scomparsa delle foreste di mangrovie. Wickramasinghe conclude: «Come risultato dell’allevamento di gamberetti si è avuto un significativo calo dei rendimenti delle catture di pesce, quindi i pescatori stanno perdendo reddito e mezzi di sussistenza. Così hanno capito l’importanza delle mangrovie e sono ansiosi di proteggerle».

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