Staino, Cappuccetto rosso e la vecchia favola del lupo cattivo

Come nella favola dei Fratelli Grimm, alla fine ci salverà il cacciatore

[9 novembre 2017]

La Confederazione italiana agricoltori (Cia) della Toscana dice che nel numero di novembre del suo  mensile Dimensione Agricoltura stampato in 22 mila copie  «La satira di Sergio Staino “ribalta” la favola di Cappuccetto Rosso» con la vignetta che ripubblichiamo.

A dire il vero Staino non ribalta proprio nulla, anzi racconta per l’ennesima volta la stessa vecchissima favola del lupo mangia-Cappuccetto Rosso e nonna e la Cia (che è non quella che Staino attaccava anticamente sulle pagine dell’Unità e di Linus)  non trova di meglio che prendersela  con gli animalisti  che «accusano le aziende agricole e con le “lobby ambientaliste” (sic) scrivendo che nel «”conflitto”  odierno, perlomeno dialettico ed ideologico, fra agricoltori, mondo venatorio e lobby ambientaliste, perfino la celebre novella di Cappuccetto Rosso, oggi potrebbe essere scritta diversamente dai fratelli Grimm».

E invece la vignetta di Staino la riscrive e ridisegna esattamente come la favola nera del lupo cattivo e gli ambientalisti sono una lobby di “fessi” che se ne fregano se mangia bambine e nonne e pecore, almeno fino a che il lupo non mangerò uno di loro (possibilmente più di uno).

«La satira talvolta può spiegare meglio di tante parole un concetto o un fatto accaduto», dice la Cia, ma il problema è che il fatto –  la minaccia dei lupi per l’uomo – non è accaduto e che i lupi non rappresentano nessun pericolo per le bambine e le nonnine e che tra satira e spiritosaggine ci corre un baratro, soprattutto quando i “cattivi” visti all’opera in questi ultimi anni e mesi in Toscana e altrove, più che i lupi sono i bipedi  che i lupi li impiccano, li decapitano, li appiccano a cartelli stradali e pensiline e li avvelenano.

A dire il vero nella vignetta c’è qualcosa di molto auto-satirico: l’espressione allibita fino allo sconcerto del lupo di fronte alle bestialità che dice la tenera Cappuccetto Rosso.

Niente di nuovo sotto il sole. E infatti, la “nuova” fiaba gotica sul lupo della Cia Toscana illustrata da Staino dovrebbe finire nello stesso modo di quella dei Fratelli Grimm: per risolvere  l’emergenza lupi, non far mangiare Cappuccetto Rosso, la nonna le pecore e anche gli ingrati ambientalisti lobbisti, il ministero dell’ambiente dovrebbe accettare «la richiesta della Regione Toscana al ministro Galletti per aumentare i prelievi». Cioè abbattere il 5% dei lupi presenti in Toscana.

Insomma ancora una volta verrà il cacciatore a salvarci: ammazzerà il lupo cattivo, gli aprirà la pancia e ne usciremo tutti insieme, spaventati ma felici e la “lobby ambientalista” chiederà finalmente scusa.

Chissà se ad assistere ci sarà anche Staino per farci una vignetta satirica?