State of the world’s birds: è minacciata di estinzione 1 specie di uccelli su 8

Le 7 specie di uccelli selvatici molto conosciute che sono a rischio di estinzione

[26 aprile 2018]

Secondo lo State of the world’s birds 2018 pubblicato nei giorni scorsi da BirdLife International, specie molto conosciute di uccelli che crediamo abbondanti sono in realtà minacciate globalmente di estinzione.

La Lega italiana protezione uccelli (Lipu), che la partner italiana di BirdLife International, sottolinea che «Il rapporto, in preparazione da cinque anni, rende noto che il 40% delle 11.000 specie di uccelli presenti nel mondo sono in declino e una specie su otto è minacciata di estinzione globale. Si tratta di pessime notizie non solo per gli uccelli, ma per tutto il pianeta, compreso l’uomo. E’ noto infatti che la salute degli uccelli, presenti in quasi tutti gli ecosistemi e tra gli animali più studiati, è un ottimo indicatore dello stato di salute degli ecosistemi più in generale».

Secondo la principale autrice del rapporto, Tris Allinson, responsabile senior global science di BirdLife International, «I dati sono inequivocabili. Stiamo vivendo un costante e continuo deterioramento dello stato di salute degli uccelli nel mondo. Le minacce alla base della crisi di estinzione degli uccelli sono varie, ma sempre risultano legate alle attività svolte dall’uomo».

Una delle più gravi minacce è rappresentata dall’agricoltura in espansione e intensificazione e che ha un impatto su 1.091 specie (il 74% del totale) di uccelli a rischio globale. La Lipu dice che «Un esempio di come l’agricoltura abbia un impatto negativo sugli uccelli può essere trovato negli insetticidi neurotossici noti come neonicotinoidi. Un recente studio dagli Stati Uniti ha scoperto che il passero corona bianca, esposto ai neonicotinoidi, ha perso un quarto della massa corporea e dei depositi di grasso. La neurotossina ha anche compromesso la capacità degli uccelli di navigare durante la migrazione».

Oltre a questi preoccupanti trend, State of the world’s birds 2018 presenta anche dati che danno ancora speranza: almeno 25 specie di uccelli si sarebbero estinte negli ultimi decenni se non fosse stato per interventi di conservazione. Alcune specie come la crace becco rosso (Crax blumenbachii – Brasile), la colomba rosa (Nesoenas mayeri  – Mauritius) e la spatola faccia nera (Platalea minor), che fino a poco tempo fa erano considerati in grave pericolo di estinzione (Critically endangered), ora sono stati declassati a un rischio di estinzione più basso (Endangered).

Lsa direttrice generale di BirdLife International, Patricia Zurita, ha fatto notare che «Sebbene il rapporto fornisca un aggiornamento che fa riflettere sullo stato degli uccelli e della biodiversità e delle sfide future, dimostra chiaramente che esistono soluzioni e che è possibile ottenere un successo significativo e duraturo». Per contribuire a garantire questo successo, il rapporto delinea le azioni e i cambiamenti necessari perché gli uccelli e la biodiversità siano meglio conservati e che comprendono il ripristino degli habitat chiave per le specie a rischio estinzione, l’eradicazione e il controllo delle specie invasive e una maggiore attenzione dell’opinione pubblica verso le specie di uccelli più vulnerabili.

Tra queste  ne vengo indicate 7 ben note e che facciamo fatica a pensare che ora siano in pericolo di estinzione. Eccole:

Tortora europea. La tortora comune (Streptopelia turtur)è così familiare in Europa che compare anche nella seconda strofa del famoso canto natalizio “The 12 Days of Christmas”, ma potremmo dover cambiare le parole della canzone per dar conto della perdita di questa specie tanto amata. Si tratta di un uccello che era estremamente abbondante e con un ampio areale migratorio in Europa, l’Asia centrale e Medio Oriente e che provene dal Sahel. Ma a causa della perdita dell’habitat e per la caccia, la specie è ora in declino in tutto il suo areale, specialmente nell’Europa occidentale, e il suo stato di conservazione è stato recentemente riclassificato come Vulnerabile all’estinzione.

Gufo delle nevi. Il Bubo scandiacusè sicuramente uno degli uccelli più conosciuti al mondo, reso ancora più famoso dai libri e dai film di Harry Potter. Ha anche un areakle molto ampio che si estende in tutta la tundra artica dell’emisfero settentrionale. Eppure sta vivendo un rapido declino, molto probabilmente a causa dei cambiamenti climatici:la mancanza o l’abbondanza di copertura possono influenzare la disponibilità e la distribuzione delle sue prede. Recentemente è stato classificato come Vulnerable.

Pulcinella di mare. Con il suo strano e affascinante becco a strisce e la sua buffa deambulazione dondolante, il Pulcinella di mare dell’Atlantico (Fratercula arctica) è molto amato in tutto il Nord Atlantico, dove è un simbolo di pace come la colomba, ed è stato anche l’ispirazione per i Porg di Star Wars, dato che le sue colonie riproduttive erano troppo numerose per essere rimosse digitalmente dal luogo delle riprese sull’isola di Skellig Michael, in Irlanda. Purtroppo, la sovra pesca e il cambiamento climatico hanno portato a una scarsità di cibo e ormai è difficile vedere un pulcinella di mare con il becco dal quale fuoriescono file di piccoli pesci. La specie è ora considerata vulnerabile all’estinzione.

Zigolo dal petto giallo. La sua storia richia di ricordare quella della colomba migratrice (Ectopistes migratorius) del Nord America, che una volta contava miliardi di individui e che stato portata all’estinzione nel 1914 a causa della caccia indiscriminata e della distruzione degli habitat. Infatti, Fino a poco tempo fa lo Zigolo dal petto giallo (Emberiza aureola) era una delle specie di uccelli più abbondanti in Eurasia, nidificava nell’emisfero settentrionale dalla Finlandia al Giappone. Ma dagli anni ’80 la sua popolazione è diminuita del 90%, mentre il suo areale si è contratto di 5.000 km e la specie è ora considerata in grave pericolo. Anche se è ora ufficialmente vietata, la caccia su larga scala di questo uccello continua, in particolare in Cina: nel 2001, si stima che nella sola provincia cinese del Guangdong siano stati mangiati un milione di zigoli dal petto giallo, che i cinesi chiamano “l’uccello del riso”.

Pappagallo cenerino. Probabilmente non c’è niente di più familiare della vista di un Pappagallo cenerino (Psittacus erithacus), una specie cosi legata alla parola “uccello” che nei libri illustrati dell’alfabeto inglese per bambini viene spesso utilizzato per illustrare “B for Bird”. Questo pappagallo amichevole e molto intelligente è un buon compagno per gli esseri umani e popola i negozi di animali e le case di tutto il mondo, ma questa domesticazione è parte del problema. La loro popolarità alimenta un commercio illegale che, insieme alla deforestazione del loro habitat in tutta l’Africa centrale, ha portato la specie in pericolo di estinzione allo stato selvatico.

Gabbiano tridattilo. Il Gabbiano tridattilo (Rissa tridattile)è una delle specie di gabbiano europee più diffuse, ma sarebbe meglio dire “era”, visto che le scogliere popolate da centinaia di questi uccelli marini socievoli potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Sull’isola di St Kilda, in Scozia, dal 2000 le popolazioni di gabbiano tridattilo sono diminuite di ben il  96% e le falesie ora sono silenziose e quasi prive di vita. Come per il Pulcinella di mare, la pesca eccessiva e il cambiamento climatico sono le cause principali di questo repentino declino. L’aumento delle temperature marine sta determinando cali catastrofici nelle popolazioni di plancton, con un effetto a catena sul resto della catena rete salimentare, incluso il pesce. Ma potrebbero anche esserci altri fattori in gioco. Una recente spedizione scientifica ha scoperto uccelli con lo stomaco pieno di plastica.

Avvoltoi. Pensiamo agli avvoltoi come a dei sopravvissuti: i mangiatori di carogne che ripuliscono dopo che altri animali sono morti, e probabilmente lo faranno ancora quando la civiltà umana sarà da tempo scomparsa. Ma gli avvoltoi potrebbero scomparire dalla faccia della terra molto prima di noi umani e in Africa ed Eurasia, molte popolazioni di avvoltoi si stanno estinguendo rapidamente. Oggi, solo 2 delle 16 specie di avvoltoi del “Vecchio Mondo” sono fuori dalla lista degli uccelli in via di estinzione, mentre 8 sono classificate come in grave pericolo di estinzione e sono a rischio di estinzione imminente; 3 sono in pericolo; 3 quasi minacciati. A collassare per prime sono state le popolazioni di avvoltoi dell’Asia meridionale, con un calo di circa il 95% tra il 1993 e il 2000. Una strage dovuta principalmente all’ avvelenamento acuto provocato dalle carcasse di animali contaminati dal diclofenac, un antidolorifico per il bestiame malato, ma che è un veleno per gli avvoltoi che si cibano di carogne. Più recentemente, gli avvoltoi hanno cominciato a scomparire da  vaste aree dell’Africa, mentre in Europa la recente concessione di licenze di diclofenac in alcuni Paesi rischia di spazzare via i progressi fatti con difficili progetti di reintroduzione e salvaguardia.