Stop al piano di abbattimento dei lupi della Norvegia

Grazie alla mobilitazione del Wwf e di altre Ong, la Norvegia riduce drasticamente il numero di lupi cacciabili

[21 dicembre 2016]

Il 6 dicembre il Wwf aveva lanciato l’allarme: «Il governo norvegese ha autorizzato e pianifica l’abbattimento di 41-47 lupi su una popolazione totale censita di 65-68. Praticamente il 70% della popolazione totale». I lupi in Norvegia sono anche elencati come “in pericolo critico” nell’elenco  nazionale degli animali in via di estinzione del 2015.

Dopo l’uccisione dei primi due esemplari spettava al il ministro del clima e dell’ambiente norvegese,  Vidar Helgesen, a decidere il destino dei lupi e il Wwf Norge aveva lanciato una campagna #saveourwolves sui social media  e una petizione on line per scongiurare «quella che sarebbe una autentica e ingiustificata strage di una specie protetta a livello europeo».

Iniziative che hanno avuto effetto, visto che Helgesen ha appena annunciato che il suo ministero ha  annullato la sentenza dell’Autorità di  gestione regionale che avrebbe consentito la caccia programmata di 24 lupi all’interno della zona di gestione del lupo e di 8 lupi fuori della zona. I quattro branchi di lupi in Letjenna, Slettås, Kynna e Osdalen potranno continuare a vivere. La  caccia con licenza sarà limitata a 15 esemplari al di fuori della zona di gestione del lupo, di cui 6 sono stati già abbattuti.

La direttrice del Wwf Norge, Nina Jensen è molto soddisfatta: «Oggi esprimiamo il nostro più sentito grazie al ministro  Helgesen per aver salvato la vita di 32 lupi ascoltando così le ragioni di chi si batte ogni giorno  per la sopravvivenza dei lupi. Oggi sentiamo un grande senso di sollievo e non vediamo l’ora di raccontare questo primo successo a tutti i nostri sostenitori: grazie al loro impegno e sostegno la vita di questi 32 lupi è finalmente  salva».

Inteviene anche il Wwf Italia: «Speriamo che questo sia un primo passo verso l’abolizione totale della caccia al lupo in questo paese così avanzato per tanti altri aspetti. Il fatto che in Norvegia sia ancora possibile abbattere legalmente i lupi (se si è dotati di licenza) è per noi fonte di grande tristezza».

Il Wwf Norge e Iternational avevano lavorato a stretto contatto con altre Ong  norvrgesi ed erano pronti a fare un ricorso contro il piano di abbattimento (il più massiccio di sempre) che il governo di Oslo giustificava con i danni arrecati alle greggi dai lupi Le associazioni ambientaliste norvegesi avevano subito contestato i dati governativi e definito la reazione «assolutamente smisurata rispetto alla minima entità dei danni effettivamente arrecati».

Sulla questione aveva lanciato un appello anche il direttore generale del Wwf International, l’italiano Marco Lambertini, che aveva definito il piano norvegese «Scioccante, senza senso, tolleranza e contrario anche alla scienza. Immaginate se l’India o il Kenya progettassero di uccidere due terzi delle loro tigri o dei loro leoni. Come reagirebbe l’opinione pubblica mondiale?»

Grazie alla mobilitazione ambientalista, da oggi i lupi della Norvegia sono un po’ più al sicuro, anche se non del tutto.