Il Portogallo contrario

Stop allo “Shark finning”, il Consiglio europeo elimina ogni deroga al divieto

L’Ue chiede la protezione degli squali a livello internazionale

[7 giugno 2013]

Il Consiglio europeo, dopo l’accordo in prima lettura con il Parlamento europeo, ha adottato definitivamente ieri un regolamento che modifica le norme sull’asportazione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci (Shark finning). La delegazione portoghese è stata l’unica a dichiararsi per il proseguimento di questa barbara pratica ed ha quindi votato contro.

Esulta Shark Alliance, una colazione di oltre 160 organizzazioni che si occupano di salvaguardia degli squali basata sulla scienza, «Proibire l’asportazione in mare delle pinne di squalo, e richiedere così che gli squali b vengano sbarcati con le pinne attaccate naturalmente, è ampiamente considerato come il mezzo più affidabile per attuare il divieto di asportazione».

Il testo approvato elimina le attuali deroghe dell’Ue al divieto di “finning”, cioè l’asportazione delle pinne degli squali con il rigetto delle carcasse dei pesci, spesso ancora vivi in mare.

La posizione del Parlamento europeo in prima lettura era stata adottata nel novembre 2012 e una rettifica di quella posizione era stata approvata lo scorso maggio. Il regolamento entrerà in vigore non appena pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Il “finning” era già vietato dal  2003 sui pescherecci dell’Ue, ma rimaneva in vigore una deroga che  consente permessi di pesca speciali da emettere per la lavorazione di parti di squalo a bordo, in base alla quale le pinne di squalo fino ad ora potevano essere rimossi dalle carcasse, con le pinne e il resto dello squalo sbarcati insieme o separatamente. La proposta della Commissione europea punta ad eliminare questa deroga in modo che gli squali possano essere sbarcate solo con le pinne ancora attaccate.

Le specie di squali e razze sono generalmente molto vulnerabili allo sfruttamento eccessivo per le loro caratteristiche del ciclo di vita, con una crescita lenta, tarda maturità sessuale ed un piccolo numero di figli.. Negli ultimi anni alcune popolazioni di squali sono state fortemente sfruttate per rifornire di pinne i mercati asiatici ma anche per un notevole aumento della domanda di prodotti derivati e della carne.

Mentre la pratica del finning è vietata nelle acque dell’Ue e sui pescherecci Ue, il fatto che il trattamento a bordo fosse ancora possibile metteva in dubbio l’efficacia dei controlli, che i basano sul rapporto peso-carcassa-pinne, ed ostacola il migliorato delle statistiche dello sbarco del pescato nei porti, necessarie per avere una base scientifica per la gestione delle specie di squali.

»Con la sua politica delle pinne che restano attaccate, l’Unione europea sarà anche in una posizione migliore per richiedere la protezione degli squali a livello internazionale – sottolinea un comunicato il Consiglio europeo – Gli Stati membri ritengono che le politiche dell’Ue nel settore della pesca dovrebbero essere basate su pareri scientifici. In questo caso specifico, lo Scientific, technical, and economic committee for fisheries (Stecf) ha confermato l’opportunità del divieto di asportazione ed ha chiesto statistiche più precise sullo sbarco a terra; la maniera più conseguente per raggiungere questo obiettivo è quello di sbarcare gli squali insieme alle pinne». Il Cstep è l’organismo scientifico che assiste l’Unione europea per l’attuazione della Politica comune della pesca nel campo della biologia marina e dell’ecologia marina, della scienza della pesca, della tecnologia degli attrezzi da pesca e dell’economia della pesca.