La storia di Daniza, o come scambiare un’orsa per un T-Rex (e la natura per Jurassic Park)

[27 agosto 2014]

E’ da Ferragosto che si parla e si scrive, si messaggia e si twitta, dell’incidente occorso all’orsa Daniza, che con i suoi cuccioli ha incontrato, suo malgrado, un umano cercatore di funghi. Suo malgrado, perchè sicuramente ne avrebbe fatto volentieri a meno. Sarebbe ancora una sconosciuta al grande pubblico, se nella penuria di notizie ferragostiane non fosse venuta alla ribalta la notizia. Qualunque femmina del mondo animale, umanoide compresa, difende i propri cuccioli. E’ risaputo, e anche ovvio.

Ma Daniza è diventata un simbolo della convivenza fra uomo e fauna, un problema di sicurezza nazionale, ha resuscitato paure ataviche e posizioni a favore: é pericolosa, catturiamola, lasciamola in pace, io sto con Daniza, bisogna tutelare la sicurezza degli umani, ecc. Forte emozione, comprensibile, solidarietà con l’orsa, condivisibile. Forse un incauto atteggiamento del fungaiolo, si desume dalle cronache dell’accaduto, che non riportano peraltro esiti di accertamenti sui fatti, di indagini. Si legge che gli ultimi avvistamenti indicano la presenza dell’Orsa all’interno dell’area del Parco dell’Adamello-Brenta.  Qui vige la Legge Quadro sulle aree protette, la 394/91, che all’art. 11 vieta “La cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali”.

Eppure, lo stesso 15 agosto (comunicato n. 2072, ore 11,41, a poche ore dall’accaduto, presumiamo), la provincia di Trento annuncia l’emissione di un’Ordinanza di cattura per l’orsa Daniza, per l’orsa che stamani ha reagito con due zampate per allontanare un cercatore di funghi. Lo comunica il presidente Ugo Rossi che ha appena informato il ministro all’ambiente dell’accaduto. L’episodio è avvenuto nei boschi di Pinzolo. Protagonista un uomo del posto che si è imbattuto in una femmina di orsa, probabilmente Daniza, e con i suoi due cuccioli. Dalle prime informazioni pare (n.d.r.: pare?) che l’orsa, avvertita la presenza dell’uomo che si era riparato dietro un albero, si sia avventata contro quest’ultimo e lo abbia graffiato alla schiena e al ginocchio mordendolo infine ad uno scarpone. L’esemplare è munito di radio collare e la squadra specializzata dei forestali lo sta localizzando in questi minuti. Lo stato di necessità che si è determinato impone le procedure di cattura dell’orsa e – se l’operazione risultasse problematica – non si esclude il suo abbattimento.”

Neanche in Jurassic Park avrebbero inserito un comunicato simile, a fronte del pericolo del Tyrannosaurus rex.

Il Ministero dell’Ambiente, il 20 agosto, emette un comunicato rassicurante e molto chiaro per la tutela della biodiversità italiana: “La sicurezza degli abitanti trentini è una esigenza primaria che va tutelata, ma al contempo non va vanificata l’importante esperienza del programma di ripopolamento degli orsi in corso in trentino. L’orsa Daniza deve essere messa in condizione di non aggredire più gli uomini. La situazione è affrontata dalla Provincia di Trento nel sostanziale rispetto dei protocolli e delle normative vigenti che in casi come questo arrivano a prevedere la cattura ed il ricovero in un’area recintata, ma non l’abbattimento. Particolare importanza viene assegnata al futuro dei due cuccioli”

La provincia conferma il 22 agosto, con un ulteriore comunicato, che “Il ministro – fa sapere Rossi (presidente della provincia, n.d.r.)– ha condiviso, anche alla luce della valutazione dell’Ispra, il contenuto dell’ordinanza che dispone la cattura dell’orsa Daniza, giudicando l’operato della Provincia garantista sia relativamente alle modalità di cattura sia al destino dei cuccioli, che saranno lasciati liberi. Il presidente ha descritto al ministro anche la tipologia dell’area dove Daniza è destinata, il sito del Casteler, non una “gabbia” ma una vasta area naturale attrezzata dove già vive un altro plantigrado. Sia Rossi sia il ministro Galletti hanno inoltre condiviso la modalità per garantire la prosecuzione del progetto orso, progetto che già contiene al suo interno le regole e gli strumenti necessari a rendere compatibile la presenza della specie con i delicati equilibri che connotano il territorio e l’ambiente del Trentino.”

A parte, come riportato, i principali comunicati emessi dalle Autorità competenti siano stati non solo scritti evidentemente  a ragion veduta, rassicuranti, e molto scientificamente suffragati da autorevoli pareri, e ben lungi dall’essere stati scritti in preda all’emotività (ci mancherebbe),  di fronte al fatto si è scatenata l’immediata reazione sui media italiani , ma anche inglesi (Lizzy Davies, in The Guardian del 17 agosto 2014, facilmente reperibile sul web)

Peraltro altri pareri scientifici, anch’essi autorevoli, non seguono la linea ministeriale: Il comportamento tenuto da Daniza nell’incontro con l’umano  “è perfettamente normale, e non è affatto indice di pericolosità dell’animale … O Daniza era pericolosa a prescindere, per il fatto di appartenere a una specie di grossa mole, o non può diventarlo a seguito di questo episodio. Ma c’è di più: se consideriamo la forza che può mettere un orso in un comportamento di aggressione, e se paragoniamo l’esiguità delle ferite riportate dall’aggredito, non possiamo non dedurre che l’orsa non voleva affatto produrre seri danni ma solo spaventare e allontanare” , sostiene l’etologo Roberto Marchesini in una relazione consegnata il 25 agosto da alcune associazioni ambientaliste al ministero dell’Ambiente.

Immediato tam-tam sulla rete, a seguito dell’ordinanza provinciale di cattura. In pochi giorni oltre 9000 “mi piace” sulla pagina Facebook “Io sto con Daniza”, e oltre 40000 aderenti a una petizione che chiede al presidente della provincia di Trento di non dare seguito all’ordinanza di cattura e abbattimento. Un pronta risposta per evitare che l’Orsa, diciannovenne, trasferita dal 2000 dalla Slovenia nell’ambito del progetto Life Ursus, venga catturata per aver seguito il suo materno istinto naturale. Prese di posizione del mondo ambientalista, a difesa del simbolo Daniza, ricorsi avverso all’ordinanza, ecc. Anche Licia Colò, ambasciatrice della biodiversità nominata dall’ex ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, è scesa in campo con un appello.

Comunque siano andati i fatti, ad oggi Daniza è sfuggita alla cattura. Bisognerà stare molto attenti, da quelle parti: custodire i bambini, non uscire di casa dopo il tramonto, sigillare i viveri. Ma attenzione anche in tutte le aree popolate dal cinghiale, le cui femmine non sono da meno di un’orsa, in quanto a difesa dei cuccioli, senza parlare delle cagne e gatte domestiche (attenti in città), delle aquile e delle femmine dei corvidi (attenti anche dal cielo), delle vipere (attenti anche da terra), delle marmotte (attenti anche dal sottosuolo), delle meduse (attenti anche in acqua). Insomma, massima allerta, qui bisogna catturare tutto. Perchè noi, razza umana, che non siamo animali selvatici, siamo bravissimi nella convivenza con i nostri consimili…

Non sarà che il rapporto con la fauna imponga un minimo di buon senso (dei cittadini), e di attenzione alle decisioni ed esternazioni (delle autorità)? In generale il dato che ci preoccupa è il segnale di mancanza, o speriamo temporanea perdita, di una cultura della convivenza con il mondo animale e l’ambiente.

In particolare, perché bisogna tornare al caso specifico, Daniza è diventata un simbolo, un problema, una rogna. Invece è solo un’Orsa che si è sempre fatta i plantigradi fatti suoi, con i suoi cuccioli, e che vuole essere solo lasciata in pace.

di Elio Tompetrini, presidente 394 – Associazione Nazionale Personale Aree Protette