Storia degli ibis e degli uomini che gli insegnarono a volare

Volontari e ricercatori covano una specie quasi estinta, accompagnandoli poi alla scoperta dell’aria

[26 agosto 2014]

Settembre, mese di migrazioni; il popolo alato ha ripreso il suo viaggio verso sud, per raggiungere i quartieri di svernamento sub-sahariani o le zone mediterranee. E’ proprio in questo periodo che da diversi anni alcuni ricercatori dell’associazione Waldrappen conducono in volo controllato alcuni esemplari di ibis eremita nella laguna di Orbetello, e precisamente nell’Oasi del Wwf.

Si tratta di un progetto trans-frontaliero ideato dal ricercatore Johannes Fritz. L’ibis eremita è una specie estinta in Europa allo stato selvatico da oltre 400 anni, e ne rimangono poche decine di coppie nel resto del mondo. E’ proprio questo che ha indotto i ricercatori a fare un disperato tentativo prima dell’estinzione definitiva in natura. La collaborazione con zoo europei che detenevano alcuni esemplari in cattività è stata fondamentale per mettere a disposizione le uova di questi uccelli che sono state amorevolmente “covate” grazie a delle incubatrici. I piccoli sono stati successivamente allevati a mano dai volontari, che si sono sostituiti alle loro vere mamme pennute, insegnando loro anche a volare grazie all’utilizzo di speciali ultraleggeri.

Dopo le prove di volo estive, ecco che inizia la migrazione accompagnati dalle mamme adottive volanti; lunedì 25 agosto i giovani sono partiti dall’Austria per affrontare la prova più dura, l’attraversamento delle Alpi. 200 km ad un’altezza di 2000 mt. Il viaggio continuerà ancora per 600 km, fino a raggiungere la bellissima Oasi Wwf della laguna di Orbetello, dove passeranno tutto l’inverno. Quest’anno saranno 14 gli esemplari che ripercorreranno per la prima volta la via dei loro avi; un viaggio che durerà circa due settimane e che sarà particolarmente difficoltoso, perché si tenterà di oltrepassare direttamente le Alpi, senza aggirarle come avvenuto negli anni precedenti da altri giovani.

Il loro arrivo è previsto per i primi giorni di settembre nei prati dell’area protetta, dove verranno seguiti e accuditi dai volontari del Waldrappen e dal personale del Wwf Italia. L’ambizioso progetto di insegnare la rotta ai giovani ibis continuerà ancora nei prossimi anni, grazie a un finanziamento europeo (Life+Biodiversità) con la partecipazione di partner europei e di Wwf Oasi.

Oltre a questi giovani, nel mese di settembre è previsto anche l’arrivo degli uccelli nati negli scorsi anni, che da soli ripercorreranno la via insegnata. Speriamo che durante il loro viaggio non avvengano altri atti di bracconaggio, come spesso accaduto nei cieli italiani.

di Fabio Cianchi, direttore delle Oasi Wwf  Maremma per greenreport.it