Strage di elefanti in Burkina Faso: nel 2015 ne sono stati uccisi almeno 100

Ma i safari sono un affare per un Paese appena uscito dalla dittatura

[1 febbraio 2016]

Elefanti Burkina Faso

Il ministro delle risorse animali e alieutiche del Burkina Faso, Somanogo Koutou. Ha annunciato che «Almeno un centinaio di elefanti sono stati selvaggiamente abbattuti nel corso del 2015». Koutou ha rivelato il terribile impatto che il bracconaggio ha sulla già decimata popolazione di elefanti del piccolo e poverissimo  Paese africano durante il discorso tenuto in occasione dell’aperura della stagione di caccia e ha invitato la popolazione e gli organizzatori di safari ad «più coesione e vigilanza per reprimere questo flagello. Il fenomeno persistente e grave del bracconaggio costituisce un freno alla conservazione ed alla valorizzazione del nostro patrimonio faunistico».

Il direttore nazionale delle acque e delle foreste, Adama Drabo, ha spiegato all’Agence d’Information du Burkina che «In Burkina Faso è autorizzata la caccia al bufalo, alla bubale (antilope) e ad una piccola quota di leoni, mentre la caccia ad elefanti, leopardi e iene è completamente vietata».

Ma la caccia per un Paese povero come il Burkina Faso è un affare: ogni anno arrivano nel Paese tra i 5.000 e i 6.000 cacciatori stranieri  e questo da lavoro a migliaia di persone e porta nelle esangui casse del Burkina Faso, svuotate dal regime dittatoriale di Blaise Compaorè abbattuto nel 2014, circa un miliardo di franchi FCFA. Ma Koutou ha sottolineato che «Il Burkina Faso dispone di una vecchia tariffazione delle risorse faunistiche, una delle più basse della su-regione. Occorre rivederla».

Per quanto riguarda i sanguinari attacchi del terrorismo islamista, che a metà gennaio hanno fatto 32 vittime Burkina Faso, e la minaccia del virus ebola Koutou ha assicurato che «Sono state prese disposizioni  di sicurezza e sanitarie per assicurare un gradevole soggiorno ai visitatori».

Tra questi visitatori si nasconde senz’altro qualche danaroso bracconiere e qualche trafficante internazionale di auna selvatica, ma Koutou ha invitato «La popolazione a liberare le aree protette illegalmente occupate» e poi ha esortato chi organizza i safari per gli stranieri (e probabilmente anche parte del bracconaggio) «A regolarizzare il loro status giuridico». In Burkina Faso ci sono 77 aree “classificate”, con diverse forme di protezione,  che si estendono su oltre 3 milioni di ettari e che ospitano 143 specie di mammiferi, 101 specie di rettili e 517 specie di uccelli.

Lo slogan della  stagione di caccia 2015-2016 è “Rafforzamento delle infrastrutture idrauliche per una crescita del bestiame selvatico nelle aree di protezione faunistica” e secondo il ministro delle risorse animali e alieutiche, «E’ un richiamo a tutti i protagonisti al fine di preservare la nostra fauna e di sviluppare la crescita idrica, perché il nostro bestiame selvatico non soffra».